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“L’ignoranza infetta”: un involtino primavera contro la fobia da coronavirus

L'isteria (ingiustificata) dilaga. Il sindaco di Buccinasco Rino Pruiti contro le fake news e le discriminazioni: "Non boicottate i ristoranti cinesi".

fobia da coronavirus

“L’ignoranza infetta”: un involtino primavera contro la fobia da coronavirus.

“L’ignoranza infetta”: un involtino primavera contro la fobia da coronavirus

BUCCINASCO – “Un gesto per dire basta alle paure infondate, un segnale di vicinanza alla comunità cinese vittima di fake news e una rassicurazione per i cittadini. In più, voglio dire chiaramente: basta discriminazioni, basta razzismi”.

Il sindaco di Buccinasco

Il sindaco di Buccinasco Rino Pruiti ha deciso di metterci la faccia contro la fobia da coronavirus che sta dilagando in questi giorni. Tante paure immotivate, a partire dai ristoranti cinesi e giapponesi che si sono svuotati, sebbene la comunità scientifica e l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbiano chiarito da tempo che il virus non si trasmette per via alimentare e che è vietata l’importazione di carne o animali vivi dalla Cina in Europa.

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Messaggi discriminatori e di razzismo in rete

Ma non basta, e sui social sono centinaia i commenti discriminatori, gli episodi di razzismo, quello che questa drammatica situazione ha tirato fuori, ovvero il peggio di molti. “Mi guardano male per strada, non mi era mai capitato”, racconta un cameriere nato in Italia ma di origini cinesi. Una fobia che sta mettendo in ginocchio i ristoratori come Paolo, Matteo, Steven, che hanno locali frequentatissimi che servono cibo orientale. “Le prenotazioni vengono annullate, i tavoli sono più vuoti”, alzano le spalle, “la gente vuole sapere comunque da dove vengono i prodotti, pensano che sia tutto cinese, anche il pesce”.

Isteria collettiva

E allora i ristoratori hanno dovuto pubblicare le bolle di tracciabilità del prodotto per mostrare che non c’è pericolo (e non ci sarebbe comunque, non essendo trasmissibile per via alimentare). Ma l’isteria si sta riflettendo anche sugli acquisti, con i negozi cinesi vuoti, e persino con qualche perplessità sull’e-commerce: i clienti sono preoccupati per la merce prodotta in Cina e disdicono anche gli ordini online.

Mascherine esaurite nelle farmacie

Per non parlare della corsa all’acquisto delle mascherine: nella zona del Sud Milano, tutte le farmacie ne sono rimaste sprovviste. Vendute tutte, migliaia, in pochi giorni. E non solo a persone che le comprano in stock per spedirle in Cina, ma anche di nonne che le acquistano per i nipoti, di persone che ne comprano a decine per “paura del contagio”. Sono gli stessi farmacisti a sottolineare una “fobia ingiustificata ma in crescita. C’è chi entra e chiede il vaccino, chi dice che vuole delle medicine per il coronavirus. C’è tanta confusione e allarme”. Un allarme che rischia di generare episodi di puro razzismo.

L’iniziativa del sindaco

Per questo il primo cittadino di Buccinasco ha deciso di andare in uno dei tanti ristoranti cinesi della zona e mangiare un cibo simbolo della tradizione cinese, l’involtino primavera. Un’immagine e un segnale che spera possano diffondersi il più possibile e che sia da esempio anche per altri che avranno voglia di aderire a questa campagna di sensibilizzazione per dire no alla discriminazione e no all’ignoranza. L’hashtag lanciato vuole ribadire proprio questo concetto: #lignoranzainfetta.

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