La forestazione urbana entra in una fase nella quale piantare nuovi alberi deve andare di pari passo con la capacità di seguirne la crescita e misurarne i benefici. È il tema emerso dal Forum Forestami, che il 5 novembre 2026 ha riunito a Palazzo Isimbardi, sede della Città metropolitana di Milano, sindaci, assessori, tecnici ed esperti.
L’incontro ha permesso di fare il punto sulla collaborazione tra Fondazione Forestami e amministrazioni locali. Sono 83 i protocolli d’intesa sottoscritti con altrettanti Comuni della Città metropolitana di Milano: una rete chiamata a confrontarsi con nuove piantagioni, cura del verde e conseguenze degli eventi climatici estremi.
Sono intervenuti al Forum Forestami il Vicesindaco della Città metropolitana di Milano Francesco Vassallo, il Consigliere delegato alla Forestazione urbana della Città metropolitana di Milano Giorgio Mantoan, l’Assessora all’Ambiente e Verde del Comune di Milano, Stefano Boeri, ideatore e fondatore di Forestami, Marzio Marzorati, Presidente della Fondazione Forestami, Riccardo Gini, Direttore Tecnico Forestami, Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica di Forestami, Enrico Calvo, direttore della Fondazione Forestami, Claudia Parenti, responsabile dati ambientali e piattaforma digitale di Forestami, Daniela Gambino, responsabile ingaggio e progetti territoriali della Fondazione Forestami, Federica Caminoli, responsabile eventi e progetti speciali, Andrea Montorio, agronomo di Forestami, oltre ai molti Sindaci, Assessori e tecnici dei Comuni di Città metropolitana di Milano.

Forestami e Comuni: una collaborazione da consolidare
Ad aprire il Forum è stato Francesco Vassallo, vicesindaco della Città metropolitana di Milano, che ha richiamato il rapporto tra la visione iniziale del progetto e il lavoro delle amministrazioni.
«L’ambizione che ha guidato Forestami fin dall’inizio è stata quella di tradurre una visione in azioni concrete, coinvolgendo le amministrazioni comunali e tutto il territorio», ha dichiarato Vassallo. «I recenti riconoscimenti nazionali e internazionali confermano il valore di questo modello di collaborazione e partecipazione. Ora la sfida è garantirne la continuità nel tempo».
“Con Forestami siamo riusciti a costruire un modello efficace e replicabile per la rigenerazione verde delle nostre città – ha dichiarato Stefano Boeri, ideatore e fondatore di Forestami –. L’aver stabilito anni fa l’obiettivo di un albero per abitante, e averlo reso possibile e misurabile nel tempo grazie al coinvolgimento delle università, dei comuni, delle altre istituzioni pubbliche, delle aziende private, dei parchi e dei cittadini, ci ha permesso di distinguerci agli occhi delle Nazioni Unite come progetto esemplare. Siamo felici di questo premio che rilancia nel mondo la nostra metropoli come protagonista della grande sfida del cambiamento climatico”.
Una piattaforma per seguire gli alberi e la crescita delle chiome
Tra gli strumenti in preparazione figura la piattaforma digitale di Forestami, che raccoglie informazioni sugli alberi vivi, localizzati e verificati sul campo. Il lavoro è seguito dal team coordinato da Claudia Parenti, responsabile dati ambientali e piattaforma digitale, insieme agli agronomi del progetto.
La piattaforma permetterà di disporre di dati sui servizi ecosistemici e di osservare l’evoluzione della tree canopy cover, la superficie coperta dalle chiome degli alberi.
Questo indicatore aiuterà a comprendere come cambiano gli spazi urbani nel tempo. La valutazione della forestazione potrà così considerare, accanto alle piantagioni, lo sviluppo effettivo del patrimonio arboreo e il contributo delle nuove aree verdi.
Generare ambienti naturali più ricchi e resilienti
“La sfida è passare progressivamente da una logica incentrata sul numero degli alberi a una valutazione più completa del funzionamento degli ecosistemi urbani – ha dichiarato Maria Chiara Pastore, direttrice scientifica di Forestami –. Dobbiamo chiederci quale contributo le nuove aree verdi siano in grado di offrire alla biodiversità, alla regolazione climatica e alla qualità della vita delle persone. La crescita delle chiome e la formazione di nuovi boschi sono parte di questo processo: il risultato della forestazione si misura anche nella capacità di generare nel tempo ambienti naturali più ricchi e resilienti”.
«Dobbiamo considerare la forestazione urbana come un investimento di lungo periodo, che comprende la messa a dimora, la cura e la capacità di accompagnare la crescita degli alberi, ha sottolineato Riccardo Gini, direttore tecnico di Forestami. In questi anni una parte importante del lavoro è stata necessariamente assorbita dalla manutenzione e dalla sostituzione delle piante che non sono sopravvissute alle condizioni climatiche. Non è un lavoro meno importante rispetto alla realizzazione di nuove piantagioni: significa curare il patrimonio verde e creare le condizioni perché possa continuare a svilupparsi”.
I servizi ecosistemici sono stati al centro di un video messaggio di Massimo Labra, direttore scientifico del National Biodiversity Future Center.
“Il raggiungimento degli obiettivi di Forestami passa anche dalla possibilità di ampliare le superfici disponibili per la forestazione – ha affermato Enrico Calvo, direttore della Fondazione Forestami –. Non possiamo limitarci a considerare le aree pubbliche immediatamente accessibili, dobbiamo costruire nuove opportunità, coinvolgendo i proprietari privati e lavorando anche su strumenti che permettano di acquisire terreni da destinare stabilmente a nuovi progetti. È una delle condizioni necessarie per dare continuità e maggiore capacità di sviluppo al percorso avviato”.

Il premio Ecomondo e il riconoscimento ai Comuni
Durante il Forum è stato annunciato il conferimento del primo premio nella categoria “Resilienza e adattamento al cambiamento climatico”, assegnato a Forestami nell’ambito della 16ª edizione del Premio Sviluppo Sostenibile per il suo contributo all’incremento del capitale naturale della Città metropolitana di Milano. Il premio è stato istituito dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ed Ecomondo – Italian Exhibition Group, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
A ritirare il premio Daniela Gambino, responsabile ingaggio e progetti territoriali della Fondazione Forestami, insieme a Marzio Marzorati, Presidente della Fondazione Forestami, che ha commentato: “Questo premio riconosce il valore di un lavoro collettivo che mette la natura al centro delle trasformazioni dei nostri territori. Piantare alberi, ricostruire ecosistemi, restituire spazio al suolo e creare connessioni ecologiche significa non solo rispondere alle sfide del cambiamento climatico, ma generare bellezza, qualità ambientale e nuove opportunità di benessere per le comunità. È un circolo virtuoso nel quale si alimenta una maggiore attenzione e cura dei luoghi e questa cura contribuisce a rendere i territori più resilienti e vivibili”.
A conclusione dell’incontro, Fondazione Forestami ha consegnato una targa ai Comuni aderenti, riconoscendone il contributo al percorso condiviso. Il progetto mantiene l’obiettivo di mettere a dimora tre milioni di alberi entro il 2030, aumentando il capitale naturale del territorio urbano e periurbano milanese.