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Editoriale | Coronavirus, ma domani? VIDEO

È la domanda che assilla tutti noi, mai come in questi tempi. Ecco un'ipotetica lettera da Covid-19.

Editoriale Coronavirus domani

Editoriale | Coronavirus, ma domani?

Editoriale | Coronavirus, ma domani?

CORSICO – È la domanda che assilla tutti noi, mai come in questi tempi. Ma domani? Può essere molto “pratica” come questione, riferita al senso letterale del termine: domani cosa ci mangiamo, domani cosa dovremo fare, domani cosa diranno i numeri, oppure quale nuovo decreto o nuova autocertificazione arriverà (se vogliamo sdrammatizzare un minimo)?

Il nostro “domani”

E poi c’è quella forse più complicata, relativa al nostro “domani” più metaforico, il nostro post- apocalisse in cui prima o poi ci troveremo. Le risposte sono ancora poche e giustificatamente farraginose a riguardo; è forse ancora troppo presto cercare di osservare con lucidità qualcosa che nessuno può con certezza assicurare quanto ancora durerà. Diventa anche un esercizio decisamente troppo faticoso per le nostre membra, già sfiancate da questo processo di adattamento ad una condizione mai sperimentata, salvo da pochi: la privazione delle nostre libertà di movimento, di volontà, di azione. Siamo impotenti, o quasi, nel vivere ciò che sta accadendo. Possiamo fare solo la nostra parte, non ci stancheremo mai di ripeterlo: restare a casa ed evitare il diffondersi di questo “bastardo”.

Un nuovo mondo

Qualche certezza, in questa marea impetuosa di incertezze, possiamo però accoglierla nel nostro cuore: quella che il mondo, per come l’abbiamo conosciuto fino a un paio di mesi fa, non sarà più lo stesso. E questo non è certo poco. Deve essere, con la dovuta premessa sul dolore e sul prezzo terribile che stiamo pagando in termini di vite spezzate, un punto saldo per la ripartenza. Troppo abbiamo sputato nel piatto in cui abbiamo mangiato, più o meno avidamente. Troppo ci siamo abituati ad avere tutto senza preoccuparci delle conseguenze. Abbiamo guardato al diverso con repulsione, perdendo di vista il “tutto” di questa umanità, abbiamo ignorato una Terra ormai stanca della nostra noncuranza, e potrei andare avanti per tutte le pagine del giornale con affermazioni di questo genere.

Un suggerimento

Domani ci aspetta di certo uno sforzo immane per rinascere dalle ceneri di questa vita passata. Forse ora abbiamo anche più strumenti per capire come debba avvenire questa rinascita. Questa settimana, come suggerimento di lettura, non vi darò l’articolo di un esperto mondiale di economia, premio Nobel sulla materia del momento o virologo di fama internazionale. Vi lascio il testo, “sbobinato”, di un video anonimo che mi hanno suggerito. È un’ipotetica lettera che il “signor Covid-19” ha scritto a tutti noi, che racchiude buona parte dei miei pensieri riguardo al fatidico domani.

Il settimanale a casa tua

E a proposito di domani… questa settimana il numero cartaceo deve per forza fermarsi. I nostri distributori che, puntualmente, anche in queste ultime settimane di crisi, si sono mossi con le dovute precauzioni da un punto vendita all’altro per riempire i nostri dispenser, non hanno il codice di attività che permette di svolgere questo lavoro, come tutti i distributori del resto. E allora questa settimana fermiamo le rotative, ma sapremo farvi arrivare il giornale comunque grazie alla tecnologia che oggi corre in nostro soccorso. Ci dispiace davvero molto, ma cliccando sulla frase arancione qui sopra vi illustreremo meglio come “trovarci”, pur in formato digitale, e come poterci leggere tranquillamente come ogni settimana. A presto, anche su un foglio di carta!

Andrea Demarchi

La lettera da Covid

“Ciao, sono covid-19.

Molti di voi mi conosceranno più semplicemente come coronavirus.

Eh sì, sono proprio io. Scusate il poco preavviso ma non mi è dato di far sapere quando io arriverò, in che forma e forza mi presenterò a voi.

Perché sono qui?

Beh, diciamo che sono qui perché ero stanco di vedervi regredire anziché evolversi. Ero stanco di vedervi continuamente rovinare con le vostre mani. Ero stanco di vedere come trattate il pianeta.

Ero stanco di come vi rapportate l’uno all’altro.

Ero stanco dei vostri soprusi, delle vostre violenze, delle guerre, dei vostri conflitti interpersonali, dei vostri pregiudizi.

Ero stanco della vostra invidia sociale, della vostra avidità, della vostra ipocrisia e del vostro egoismo.

Ero stanco per il poco tempo che dedicate a voi stessi e alle vostre famiglie. Ero stanco delle poche attenzioni che riservate molto spesso ai vostri figli.

Ero stanco della vostra superficialità. Ero stanco dell’importanza che spesso date alle cose superflue a discapito delle cose essenziali. Ero stanco della vostra ossessiva e affannata ricerca continua del vestito più bello o dell’ultimo modello di smartphone e della macchina più bella solo per apparire realizzati.

Ero stanco dei vostri tradimenti. Ero stanco della nostra disinformazione. Ero stanco del poco tempo che dedicate a comunicare tra di voi. Ero stanchissimo delle vostre continue lamentele quando non fate nulla per migliorare le vostre vite.

Ero stanco di vedervi discutere e litigare per motivi futili.

Ero stanco delle continue risse tra chi vi governa e delle scelte sbagliate che spesso fa chi vi dovrebbe rappresentare.

Ero stanco di vedere gente che si insulta e ammazza, per una partita di calcio.

Lo so, sarò duro con voi, forse troppo, ma non guardo in faccia nessuno, sono un virus.

La mia azione vi costerà vite. Ma voglio che capiate una volta per tutte che dovete cambiare rotta, per il vostro bene.

Il messaggio che vi voglio dare è semplice.

Ho voluto evidenziare tutti i limiti della società in cui vivete perché possiate eliminarli.

Ho voluto fermare tutto apposta perché capiate che l’unica cosa importante a cui dovrete indirizzare tutte le vostre energie, d’ora in avanti, è semplicemente una: la vita.

La vostra e quella dei vostri figli e a ciò che è veramente necessario per proteggerla, coccolarla e condividerla.

Vi ho voluti il più possibile rinchiusi e isolati nelle vostre case, lontani dai vostri genitori, dai vostri nonni, dai vostri figli e nipoti, perchè capiate quanto sia importante un abbraccio, Il contatto umano, il dialogo, una stretta di mano una serata tra amici, una passeggiata in centro, una cena in qualche locale o una corsa al parco all’aria aperta.

Da questi gesti deve ripartire tutto. Siete tutti uguali, non fate distinzioni tra voi. Vi ho dimostrato che le distanze non esistono. Ho percorso chilometri e chilometri in pochissimo tempo, senza che voi ve ne siate accorti. Io sono di passaggio ma i sentimenti di vicinanza e collaborazione che ho creato tra di voi in pochissimo tempo dovranno durare in eterno.

Vivete le vostre vite il più semplicemente possibile. Camminate, respirate profondamente, fate del bene perché il bene vi tornerà indietro sempre con gli interessi. Godetevi la natura, fate ciò che vi piace, vi appaga e createvi le condizioni per non dover dipendere da nulla.

Quando vuoi festeggerete, io me ne sarò appena andato. Ma ricordatevi di non cercare di essere persone migliori solo in mia presenza.

Addio”.


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