EDITORIALE | La storia di Alessio Scorrano, alla ricerca del buon finale

Regalatevi del tempo per andare a scoprire www.alessioscorrano.it.

EDITORIALE | La storia di Alessio Scorrano, alla ricerca del buon finale
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La storia di Alessio Scorrano, alla ricerca del buon finale.

La storia di Alessio Scorrano, alla ricerca del buon finale

La storia di Alessio è più che incredibile. Testimonia una grande energia, capace di mettere in moto ogni parte sana del suo corpo per cercare una soluzione alla sua malattia, poco conosciuta. Uno studio di Stanford dimostra che si tratta di un’anomalia del cuore che i medici (in Italia) non sanno come trattare. La condizione si verifica quando una grande arteria attraversa il muscolo del cuore piuttosto che rimanere in cima all’organo.

Alessio Scorrano in breve

“Sono un ragazzo di 27 anni mi chiamo Alessio Scorrano sono nato a Casarano (LE) ma vivo da tantissimi anni a Magenta (MI). Attualmente la mia vita è completamente limitata dal dolore toracico, affanno ed altri vari sintomi cardiaci, non riesco più a camminare, a stare in piedi ed ogni azione è diventata difficile per me.”

La chiacchierata

Il passaparola che racconta di Alessio arriva anche da noi. Ci documentiamo con il desiderio di fare da cassa di risonanza in questa drammatica storia. Contattiamo Alessio e in una lunga e sincera telefonata chiediamo cosa possiamo fare per lui o forse per noi, per non dimenticare che la risposta al bisogno non ha limiti e che tutti siamo chiamati a viverla…

Ciao Alessio (la sua voce è pulita, si racconta con chiarezza, non trasferisce lamento né tantomeno accuse. L’esserci documentati ci aiuta a non fargli ripetere la sua drammatica circostanza) cosa possiamo comunicare ai nostri lettori? Chiediamo se ci manda un suo personale appello o desiderio. Alla fine della chiacchierata, in cui il Buon Dio non manca di essere citato, ci arriva il suo messaggio.

Vorrei...

“Vorrei poter tornare a star bene, a camminare, a muovermi, a svolgere tutte quelle piccole cose che vengono fatte quotidianamente senza darci peso ma che ti accorgi solamente una volta che non riesci più a farle di quanto ti mancano; sostanzialmente vorrei poter tornare ad una vita normale. Vorrei non aver più bisogno di continui accessi in ospedale senza mai risolvere il problema. Vorrei poter trovare un medico che si interessi VERAMENTE al mio caso e che mi aiuti VERAMENTE a risolvere il mio problema come è avvenuto per le persone che hanno avuto la possibilità di operarsi a Stanford ed ora stanno bene. Vorrei che i casi sintomatici di ponte miocardico siano più studiati e si facessero più ricerche in modo da offrire soluzioni più efficaci a questo problema e a tutte le persone che come me hanno questa patologia e stanno male ed in cerca di aiuto”.

Un sito per aiutare

A seguire ci domanda “Si può aggiungere nell’articolo il mio sito internet in caso qualcuno volesse saperne di più?” Si può, Alessio, si può! Con una raccomandazione ai nostri lettori: regalatevi del tempo per andare a scoprire www.alessioscorrano.it questa incredibile e buona storia da Leggenda Metropolitana.

Alessio si racconta…

"I miei problemi iniziano nel 2013 all'età di 21 anni, prima di questa data svolgevo una vita normale, andavo in palestra e facevo ciò che in genere fa un ragazzo all'età di 21 anni, quando improvvisamente un giorno durante una corsa che effettuavo praticamente ogni giorno, avvertii un forte dolore toracico ed affanno, mi spaventai ed andai al pronto soccorso, mi fecero degli esami e mi mandarono a casa dicendomi che era tutto nella norma, ma qualcosa era cambiato, i giorni seguenti non riuscivo più a fare le mie solite corse senza sentire dolore toracico ed affanno.

I giorni passarono ed io continuavo a stare sempre peggio, il dolore toracico iniziava a presentarsi non solo durante una corsa ma anche durante degli sforzi meno intensi. Nel frattempo ho continuato ad effettuare vari controlli ma tutti i cardiologi mi dicevano che era tutto nella norma… Nel Luglio 2016, durante un test cardiopolmonare, uno pneumologo notò qualcosa di strano e mi mandò a fare una visita aritmologica. Gli aritmologi videro che durante lo sforzo avevo delle variazioni all'ecg e decisero di ricoverarmi per effettuare degli esami più approfonditi.

Durante una TAC si scoprì che avevo una malformazione congenita chiamata Ponte miocardico. Questa malformazione consiste nell'avere una coronaria, in genere la LAD, la coronaria più importante, che anziché passare sulla superfice del cuore ci passa all'interno; la lunghezza per il quale passa all'interno nel cuore e la profondità varia da caso a caso rendendo ogni caso di ponte miocardico diverso…

Dalla terapia farmacologica arriva a una prima operazione e poi una seconda e poi ancora ad altri tentativi che risultano del tutto inefficaci …Ovviamente nel frattempo mi documento sul mio problema scoprendo che è una condizione poco studiata e la persona che ha effettuato più studi su questa malformazione si trova a Stanford in California.

Non sapendo più cosa fare decido di fare copia delle coronarografie effettuate e di inviarle a Stanford per avere un loro parere sul problema.

Mi viene detto, vedendo le coronarografie, che prima dell'intervento avevo un ponte miocardico diffuso e molto profondo, che prima dell'operazione andavano fatti degli esami più approfonditi per vedere effettivamente da dove partiva e dove finiva il ponte per sapere esattamente quanto tagliare. Inoltre mi hanno detto che nella coronarografia fatta dopo l'intervento il ponte miocardico persiste, non è stato risolto, o comunque non del tutto, e che in più si è formata una sorta di "piegaricurvatura" della coronaria che prima non c'era e che nemmeno loro sanno spiegare come mai ci sia perché non hanno mai visto una cosa del genere dopo tutte le operazioni che hanno effettuato…"

Ultima nota

“Io ero il 3° caso in 25 anni per il quale si tentava questo tipo di intervento in questo ospedale, mentre a Stanford vengono operati circa 50 persone all'anno per questo problema” …quello di Alessio Scorrano resta un grande appello. Sul suo sito tutti i dettagli.

Renato Caporale

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