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Dopo tanti anni non riesco più a provare qualcosa per qualcuno

Ho 45 anni, faccio la prostituta da quasi vent’anni e un cliente molto più giovane si è innamorato di me. Gli voglio bene, ma dentro di me non scatta nulla.

Dopo tanti anni non riesco più a provare qualcosa per qualcuno

Buongiorno Dottore, sono una donna di 45 anni e da quasi vent’anni faccio la prostituta. Ho iniziato un po’ per caso. Sono sempre stata una bella donna, molto corteggiata, e capitava spesso che gli uomini mi facessero regali. A un certo punto mi sono detta: perché non guadagnare grazie al mio aspetto? Ovviamente non è stato tutto così semplice. Le prime volte sono state difficili, ma con gli anni mi sono abituata. Ho sempre cercato di scegliere i miei clienti e non sono mai andata con chiunque. Da un po’ di tempo viene da me un ragazzo di 25 anni. Si è infatuato e continua a dirmi che è innamorato. A me piace, sicuramente più di tanti altri clienti, ma per quanto mi sforzi non riesco a vederlo in modo diverso. Per me rimane un cliente. La situazione, però, sta iniziando a preoccuparmi. Spende moltissimi soldi per vedermi e ho il sospetto che si sia anche indebitato. Vorrei dirgli di non tornare più, soprattutto perché è così giovane. Mi dispiace che si stia facendo del male per me, sapendo che non potrò ricambiare i suoi sentimenti. La cosa che mi fa stare peggio è rendermi conto di quanto io sia diventata fredda, o forse semplicemente spenta. Non so se sia una forma di difesa che ho costruito negli anni, ma ormai mi sembra che nessuno riesca più a smuovermi davvero.

Possibile che non provi nulla neppure per un ragazzo giovane, bello e che sembra tenerci sinceramente a me? È come se quella parte di me si fosse addormentata. Vorrei capire se può succedere dopo tanti anni vissuti in questo modo e, soprattutto, se è possibile tornare a provare un interesse vero per qualcuno.

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Buongiorno,quello che racconta non mi fa pensare a una donna incapace di provare sentimenti. Al contrario, nella sua preoccupazione per questo ragazzo c’è già qualcosa di vivo: vede che sta spendendo troppo, teme che si sia indebitato e non vuole approfittare del suo coinvolgimento. Questo non è poco. Dopo vent’anni trascorsi a separare il lavoro dalla vita privata, è comprensibile che l’attrazione e l’affetto abbiano assunto per lei significati diversi da quelli che avevano all’inizio. Non occorre forzarsi a sentire ciò che non sente, né giudicarsi per questo.

Il distacco non è per forza freddezza

Abituarsi a mantenere una distanza emotiva può essere stato un modo concreto per lavorare, proteggersi e andare avanti. Ripetuto per molti anni, quel modo di stare nelle relazioni può diventare automatico, tanto da comparire anche quando non sarebbe necessario. Ma dire “ormai sono fatta così” rischia di chiudere la domanda troppo presto. Lei non sembra del tutto indifferente: questo giovane le piace più di altri e la sua situazione la tocca. Forse il punto non è l’assenza assoluta di emozioni, ma la difficoltà a riconoscerle senza confonderle con il ruolo professionale.

Con questo ragazzo serve chiarezza

Se pensa che lui si stia indebitando, interrompere gli incontri può essere una scelta responsabile. Sarebbe utile parlargli in modo semplice, senza lasciare spiragli: gli vuole bene, ma non ricambia il suo innamoramento e non desidera che continui a spendere denaro nella speranza che il rapporto cambi. La differenza d’età, da sola, non stabilisce cosa sia giusto; qui contano soprattutto lo squilibrio delle aspettative e il danno economico che lui potrebbe procurarsi. Essere netta non significa essere crudele. A volte un confine chiaro fa male sul momento, ma evita di alimentare un’illusione.

Tornare a chiedersi che cosa desidera

La domanda più importante non è perché un ragazzo giovane e bello non riesca a conquistarla. Bellezza, età e disponibilità non producono automaticamente intimità. Potrebbe invece domandarsi quando si è sentita coinvolta l’ultima volta, che cosa la faceva sentire al sicuro e se oggi esistono spazi in cui può essere soltanto sé stessa, senza dover offrire una prestazione. Un confronto con uno psicologo potrebbe aiutarla a esplorare queste domande senza giudicare il suo lavoro e senza attribuirle un’etichetta. Non per convincerla a innamorarsi, ma per capire se quel distacco la protegge ancora oppure, adesso, la fa soffrire. Questa domanda, da sola, mostra che dentro di lei qualcosa si muove ancora davvero.

Dott. Fabiano Foschini

Psicologo

334.4231214 – dott.fabianofoschini@gmail.com

Uno spazio per le vostre domande

Per chi desiderasse condividere un’esperienza personale, porre un quesito o esprimere un disagio, è possibile inviare una mail al dott. Fabiano Foschini all’indirizzo: dott.fabianofoschini@gmail.com

Il dottore esaminerà con attenzione ogni comunicazione e, nei prossimi numeri, offrirà una risposta approfondita dedicando spazio alle vostre domande, ai vostri vissuti e alle vostre riflessioni, sempre nel pieno rispetto della privacy e della sensibilità di ciascuno.