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Dopo 22 anni ho scoperto che mia figlia non è biologicamente mia

Mia moglie mi ha nascosto la verità per tutti questi anni. Sono pieno di rabbia e delusione, ma la mia paura più grande è perdere quella ragazza che ho cresciuto e amato come una figlia, perché per me lo sarà sempre.

Dopo 22 anni ho scoperto che mia figlia non è biologicamente mia
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Buongiorno Dottore, sono G., ho 45 anni, sono sposato e ho una figlia di 22 anni. Qualche tempo fa ho trovato in una scatola da scarpe delle vecchie lettere che un uomo scriveva a mia moglie quando già stavamo insieme. In queste lettere chiedeva spesso della bambina e la cosa mi ha insospettito. Dopo giorni passati a pensarci, ho trovato una scusa per fare degli esami a me e a mia figlia e purtroppo ho scoperto che non sono il suo vero padre biologico. Non le dico come mi sento da quel giorno. Ho una rabbia dentro che non riesco a mandare giù. Sono 22 anni che mia moglie mi nasconde una cosa del genere e io non riesco a capire come abbia fatto. Vorrei affrontarla e dirle tutto quello che penso, ma poi mi fermo perché ho paura di perdere mia figlia. Per me è e resterà sempre mia figlia, l’ho cresciuta da quando è nata e abbiamo un rapporto bellissimo. Non mi importa del sangue, ma ho paura che se viene fuori tutto possa cambiare qualcosa tra noi. Mia moglie si è accorta che sono strano e nervoso, mi chiede cosa ho, ma io non riesco a dirle niente. Mi tengo tutto dentro e sto sempre peggio. Dottore, secondo lei cosa dovrei fare? Perché da una parte non riesco più a guardare mia moglie come prima, dall’altra ho il terrore di rovinare il rapporto con mia figlia.

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Gentile G., la ringrazio per questa condivisione e comprendo perfettamente che non sia facile esporre una situazione del genere, soprattutto quando si tratta della propria famiglia. Mi sembra che lei stia vivendo un momento particolarmente difficile, nel quale alla rabbia per ciò che ha scoperto si aggiunge la paura di perdere sua figlia. Sono due aspetti che, a mio parere, andrebbero affrontati separatamente. Capisco che adesso le sembri tutto collegato, ma vorrei provare a darle qualche indicazione su come affrontare questa situazione senza peggiorare ulteriormente le cose.

La scoperta e la rabbia verso sua moglie

Credo che ciò che la ferisce maggiormente sia il pensiero che sua moglie possa averle nascosto per ventidue anni una verità così importante. Immagino che si stia chiedendo come sia stato possibile e che oggi faccia fatica anche solo a guardarla. Tuttavia, prima di affrontare l’argomento, le consiglierei di accertarsi che gli esami effettuati siano effettivamente in grado di escludere la paternità. Se non si trattava di un test specifico, sarebbe opportuno approfondire. È una precisazione necessaria, perché una questione del genere richiede certezze e non semplici supposizioni.

Il timore di perdere sua figlia

Lei racconta di avere un bellissimo rapporto con sua figlia e questo mi sembra un elemento importante. In questi ventidue anni avete condiviso una vita, con tutto ciò che comporta crescere insieme. Sua figlia la conosce come padre e lei la considera tale. Non sappiamo come potrebbe reagire se venisse a conoscenza della situazione, ma non dobbiamo neppure dare per scontato che il vostro rapporto debba cambiare. Mi chiedo, piuttosto, se la paura che prova non la stia portando a immaginare conseguenze che ancora non si sono verificate. È comprensibile preoccuparsi, ma sarebbe un peccato lasciare che questo timore condizioni ogni sua scelta.

Il confronto che sta evitando

Da quanto scrive, sua moglie ha già notato che qualcosa non va. Questo significa che la situazione sta influenzando anche la vostra quotidianità. Non penso che continuare a tacere possa aiutarla, ma nemmeno che sia opportuno affrontarla mentre è così arrabbiato. Cerchi prima di capire quali spiegazioni desidera ricevere. Quando si sentirà pronto, potrà parlarle di quello che ha trovato e dei dubbi che ne sono seguiti. Non sarà facile ascoltare la sua versione, ma è un passaggio che ritengo necessario. Eviterei, almeno in questa prima fase, di coinvolgere sua figlia, perché anche per lei potrebbe trattarsi di una notizia difficile da affrontare.

Prima di decidere, cerchi di fare chiarezza

Vorrei suggerirle di non prendere decisioni affrettate sul suo matrimonio. Comprendo il desiderio di reagire, ma prima dovrebbe avere un quadro più chiaro di quanto accaduto. Se sente che la rabbia e il nervosismo stanno diventando difficili da gestire, potrebbe valutare qualche colloquio con uno psicologo. Avere uno spazio nel quale parlare liberamente potrebbe esserle utile anche per prepararsi al confronto con sua moglie. Un’ultima cosa, G.: non pensi di dover necessariamente rinunciare alla verità per conservare l’affetto di sua figlia. Il rapporto che avete oggi non dipende esclusivamente dalla biologia, ma da ciò che avete vissuto insieme. Sarà importante  tenerne conto anche nelle decisioni che prenderà in futuro.

Dott. Fabiano Foschini

Psicologo

334.4231214 – dott.fabianofoschini@gmail.com

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Per chi desiderasse condividere un’esperienza personale, porre un quesito o esprimere un disagio, è possibile inviare una mail al dott. Fabiano Foschini all’indirizzo: dott.fabianofoschini@gmail.com

Il dottore esaminerà con attenzione ogni comunicazione e, nei prossimi numeri, offrirà una risposta approfondita dedicando spazio alle vostre domande, ai vostri vissuti e alle vostre riflessioni, sempre nel pieno rispetto della privacy e della sensibilità di ciascuno.