Preoccupazione per la rapida diffusione di data center e infrastrutture energetiche collegate sul territorio lombardo, in particolare nell’area metropolitana milanese e nel Parco Agricolo Sud Milano.
È questo il contenuto del documento condiviso promosso dalla Comunità del Cibo del PASM insieme ad associazioni e cittadini, inviato il 25 maggio ai consiglieri regionali della Lombardia.
Data center e centrali elettriche, associazioni e cittadini chiedono uno stop agli iter autorizzativi
Nel testo si chiede la sospensione degli iter autorizzativi in corso fino a una valutazione approfondita degli impatti ambientali, sanitari e territoriali, oltre all’avvio di un confronto pubblico e istituzionale coordinato tra Comuni, enti sovracomunali e Regione.
Il documento integrale
Documento condiviso sulla intensificazione di realizzazioni e richieste di autorizzazioni a procedere per l’installazione di data center e infrastrutture energetiche connesse nell’area metropolitana milanese e province lombarde:
“Il proliferare di data center già realizzati o in fase di approvazione e l’aumento esponenziale di centrali e sottostazioni elettriche sul territorio lombardo, anche quello da sempre caratterizzato da una forte vocazione agricola e dalla presenza di aree di pregio ambientale, impone una seria e approfondita riflessione che consenta sia alle istituzioni locali che ai diversi stakeholders, cittadine e cittadini compresi, di conoscere il fenomeno nelle sue dimensioni, opportunità ma
soprattutto criticità, e non da ultimo, di valutare quali azioni intraprendere affinché interventi tanto impattanti sull’ambiente e quindi sulla qualità della vita di noi tutti non siano subiti.
Conoscenza, consapevolezza, coordinamento, compartecipazione alle scelte e strategie condivise sono tra gli obbiettivi che la Comunità del Cibo PASM e altre Associazioni che hanno a cuore salute, benessere e vivibilità del territorio mettono
tra i propri valori fondanti.
Di seguito alcuni elementi che possono (e dovrebbero) informare decisori e cittadini su quanto sta accadendo – con una decisa accelerazione nel corso del 2026:
– siamo circondati da una incalzante richiesta da parte di aziende private per installare data center di diverse dimensioni, in particolare in Lombardia, nelle province di Milano e Pavia, in ampia parte sul territorio del Parco Agricolo Sud Milano (anche se non direttamente sui terreni con vincolo);
– le installazioni richieste sono sia su terreni a destinazione d’uso industriale, che dismessi (brownfield), che agricoli (greenfield), non esiste ancora un codice ATECO per i data center è quindi di difficile definizione la collocazione negli attuali strumenti urbanistici (PGT comunali e PTCP metropolitano);
– i data center richiedono molta energia elettrica e acqua, quindi si sviluppano al contempo nuovi insediamenti o ampliamenti di centrali elettriche (vedi TERNA, soggetto nazionale). L’acqua necessaria agli impiantii, inoltre, deve essere potabile ma viene addittivata per preservarli con una sostanza che viene
rilasciata insieme all’acqua dopo l’uso. L’acqua utilizzata dai data center non è più potabile.
– sull’autorizzazione alla realizzazione dei data center – anche in caso di contrarietà delle amministrazioni locali – incombe la legge delega del governo approvata il 24 febbraio 2026, cui devono seguire entro sei mesi i decreti
attuativi; tra le norme quella che dichiara queste strutture come opere strategiche di pubblica utilità, di interesse nazionale quindi, e pertanto sottratte al governo locale con commissario ad acta;
– non esiste un coordinamento sovra comunale della materia: in Regione è in discussione un PDL della maggioranza sui data center licenziato dalla V Commissione regionale ambiente ancora in iter, Città Metropolitana non ha ancora espresso una linea strategica in merito (valutazioni sui singoli interventi ma non di sistema) anche l’Ente Parco Agricolo Sud Milano è probabilmente in una fase ricognitoria e non pare aver elaborato una visione e valutazione strategica sull’impatto cumulativo di data center e centrali elettriche connesse, i comuni vanno quindi ‘in ordine sparso’ approvando singoli interventi cercando di trarne il massimo della compensazione economica;
– non c’è un disegno complessivo strategico che tenga conto di tutti gli interventi tra realizzati, approvati, in corso di valutazione, richiesti;
– la tendenza dei legislatori è quella di ottenere il massimo del risarcimento ai territori coinvolti dai privati, anche per i singoli agricoltori si apre una prospettiva di remunerazione dei terreni agricoli;
– non paiono evidenziarsi orientamenti a cercare soluzioni alternative (tipologia di alimentazione energetica dei data center, dimensionamento, ubicazione in zone meno impattanti sia sulla residenza che sul paesaggio, che sulle attività agricole e zootecniche);
– men che meno si riflette su una educazione all’uso del trattamento dei dati che renda meno necessario immagazzinarli in strutture tanto grandi quanto complesse e impattanti dal punto ambientale.
Considerato che:
· la realizzazione di infrastrutture industriali ed energetiche deve avvenire nel rispetto dei principi di sostenibilità ambientale, tutela della salute pubblica e coinvolgimento delle comunità locali;
· numerosi cittadini hanno espresso preoccupazione rispetto ai potenziali impatti delle opere approvate e in fase autorizzativa, con particolare riferimento a campi elettromagnetici, deprezzamento immobiliare, compromissione del paesaggio, consumo di acqua potabile, variazione della temperatura in prossimità degli impianti, inquinamento acustico anche a distanza;
· risulta necessario acquisire elementi conoscitivi approfonditi sugli impatti cumulativi di tali realizzazioni su area vasta e sulle possibili alternative progettuali e localizzative.
Ritenuto che:
· le Istituzioni debbano tutelare prioritariamente la salute, il benessere e gli interessi della propria comunità;
· sia doveroso garantire trasparenza, informazione e partecipazione attiva della cittadinanza su interventi di tale rilevanza;
· sia opportuno esprimere una posizione chiara e formalizzata in merito ai progetti per l’installazione di data center e connesse centrali, stazioni e sottostazioni funzionali alla loro realizzazione;
Le sottoscritte associazioni e cittadine/i chiedono:
1. la sospensione degli iter autorizzativi delle strutture in oggetto, fino alla completa e trasparente valutazione degli impatti ambientali, sanitari e territoriali nonché all’individuazione di eventuali aree alternative per la loro collocazione;
2. La promozione di assemblee pubbliche e momenti di confronto con la cittadinanza, assicurando piena informazione e trasparenza sui progetti;
3. Il confronto e il coordinamento tra i Comuni dell’area metropolitana milanese e delle altre province lombarde, in particolare dove insistono le installazioni (realizzate, in corso di realizzazione o approvazione) e altri enti interessati, per definire una posizione condivisa e unitaria;
4. La valutazione di ogni iniziativa amministrativa, istituzionale e, se necessario, legale, finalizzata alla tutela dell’ambiente, della salute pubblica e del territorio.
per il gruppo promotore:
Patrizio Monticelli
presidente Comunità del Cibo del PASM