Al centro dell’appuntamento in programma l’11 novembre al Centro civico Giorgella, organizzato per fare il punto sui progetti di insediamento dei data center e discutere la richiesta di una sospensione temporanea delle autorizzazioni, anche la costituzione di un comitato “Stop data center” che riunisca le cittadine di Corsico, Cesano Boscone e Buccinasco.
Incontro pubblico a Corsico sulla questione Data center: nasce il Comitato del territorio
CORSICO – Il futuro dei Data center nel territorio del Sud Ovest milanese torna al centro del dibattito.
Mercoledì 11 novembre, alle 20.30, il Centro civico Giorgella di Corsico, in piazza Papa Giovanni XXIII 7, ospiterà un incontro pubblico dedicato all’informazione e agli aggiornamenti sui progetti, con l’obiettivo di promuovere una moratoria e avviare la costituzione di un “Comitato stop data center” che coinvolga Corsico, Cesano Boscone e Buccinasco.
I relatori della serata
La serata nasce dall’esperienza della Rete nazionale dei Comitati Stop Data Center, alla quale hanno aderito numerosi gruppi territoriali. Interverranno Enrico Duranti, coordinatore della rete nazionale, il professor Sergio Manera, docente di Fisica e funzionario dell’Università degli Studi di Pavia, e il professor emerito Dr. Marco Mazzotti, del Dipartimento di Ingegneria meccanica e di processo del Politecnico federale ETH di Zurigo. A moderare il confronto saranno Vito Petita e Ruggero Sparacino.
I temi della discussione
Al centro della discussione non c’è una contrarietà alla trasformazione digitale, ma la richiesta di governare la crescita delle infrastrutture tecnologiche e valutarne preventivamente le ricadute sui territori. Tra gli obiettivi indicati dai promotori c’è una moratoria temporanea dei nuovi procedimenti autorizzativi relativi ai data center, per definire attraverso un piano nazionale, sottoposto a Valutazione ambientale strategica (Vas), quanti impianti siano effettivamente necessari e dove possano essere localizzati.
Un percorso che, nelle intenzioni degli organizzatori, dovrebbe tenere conto anche della disponibilità di energia e delle reti elettriche, della tutela ambientale e della salute dei cittadini, verificando che l’impatto delle nuove infrastrutture non risulti dannoso per le comunità locali.
