"Scegli il futuro che vuoi"

Da una nuova esperienza di vita nasce il libro della corsichese Simona Pontremoli: l’intervista all’autrice

In questa intervista l'autrice ripercorre l’origine del libro, i momenti che ne hanno segnato la nascita e il significato più profondo di un cammino fatto di consapevolezza, sfide e cambiamento

Da una nuova esperienza di vita nasce il libro della corsichese Simona Pontremoli: l’intervista all’autrice

C’è un filo sottile che lega le scelte personali alle traiettorie professionali, e spesso passa proprio dalla capacità di fermarsi, ascoltarsi e cambiare sguardo sul futuro.

Da una nuova esperienza di vita nasce il libro di Simona Pontremoli

CORSICO – In “Scegli il futuro che vuoi”, la corsichese Simona Pontremoli mette in ordine esperienze di vita, passaggi decisivi e strumenti di crescita personale, trasformandoli in un percorso concreto e accessibile, lontano dalla retorica motivazionale e vicino alle domande reali di chi cerca una direzione.

Ne nasce un racconto che intreccia autobiografia e coaching, riflessione e pratica, con un obiettivo chiaro: restituire al lettore la responsabilità – e la possibilità – di scegliere.

L’intervista all’autrice

In questa intervista, Pontremoli ripercorre l’origine del libro, i momenti che ne hanno segnato la nascita e il significato più profondo di un cammino fatto di consapevolezza, sfide e cambiamento.

Come è venuta l’idea di fare un libro? Volontà sua o proposta esterna di una casa editrice?

L’idea di scrivere un libro nasce da una profonda esigenza personale e professionale: sentivo che le esperienze che avevo vissuto, il percorso di crescita personale e gli strumenti che avevo sviluppato come coach potevano diventare una guida concreta per altre persone. Non è stata una proposta esterna di una casa editrice, ho poi pubblicato con la Mind Edizioni, ma una volontà mia, una scelta che sentivo autentica. Volevo mettere su carta non solo la teoria della crescita personale, ma anche strumenti pratici e concreti che permettessero ai lettori di agire, di riprendere in mano la propria vita, e di imparare a scegliere il futuro che desiderano, passo dopo passo. Scrivere questo libro è stato un modo per trasformare le mie esperienze, le mie riflessioni e le mie competenze in un percorso guidato che chiunque può seguire, senza sentirsi giudicato o sopraffatto, ma accompagnato con gentilezza e chiarezza.

Nel libro si ripercorrono le tappe della sua vita che l’hanno portata fino ad oggi? Come è stato scriverlo e di conseguenza rivivere quei momenti?

Sì, il libro racconta alcune tappe significative della mia vita, quelle che mi hanno permesso di comprendere quanto il nostro modo di pensare e di affrontare le sfide influisca sul futuro che scegliamo. Scrivere queste parti è stato emozionante, a volte intenso: rivivere certe esperienze, certi momenti di difficoltà o di incertezza, mi ha fatto tornare a contatto con emozioni autentiche, ma sempre con una prospettiva di crescita. Ho cercato di trasformare i ricordi in lezioni concrete, in strumenti pratici che i lettori possano applicare nella propria vita. È stato come fare un viaggio dentro me stessa, con la curiosità di capire cosa avrei voluto condividere e quale messaggio volevo lasciare a chi avrebbe letto il libro. Non è stato solo scrivere, ma anche riflettere sul percorso che mi ha portato fino ad oggi, con gratitudine per le sfide e gli errori che mi hanno insegnato così tanto.

Qual è stato il momento cardine che le ha fatto svoltare mentalità per approcciarsi a questo mondo fatto di sfide e crescita personale?

Il momento cardine è stato quando ho compreso che la vita non cambia solo se aspettiamo che qualcosa accada, ma se decidiamo consapevolmente di agire e di scegliere come rispondere alle sfide. Ho avuto diverse esperienze che mi hanno messo di fronte a ostacoli, insicurezze e momenti di paura, ma il vero cambio di mentalità è arrivato quando ho iniziato a vedere ogni difficoltà come un’opportunità di crescita, anziché come un limite. Ho imparato che ogni scelta, anche piccola, contribuisce a costruire il futuro che desideriamo e che la responsabilità verso noi stessi è il primo passo per vivere una vita autentica e centrata. È stato un cambiamento profondo, perché non riguarda solo strategie o tecniche, ma il modo in cui guardiamo a noi stessi, agli altri e al mondo.

C’è una sfida che oggi rifarebbe perché secondo lei poteva andare meglio o che l’ha fatta stare particolarmente male?

Ci sono sicuramente sfide che, col senno di poi, rifarei con maggiore consapevolezza e calma. Ma una cosa importante che ho imparato è che anche le esperienze difficili, quelle che ci fanno soffrire o ci mettono alla prova, hanno un valore incredibile. Non rimpiango nulla: ogni ostacolo mi ha insegnato qualcosa su di me, sulla mia resilienza e sulla capacità di reinventarmi. Se potessi rifare qualcosa, forse lo affronterei con meno autocritica e più fiducia nel processo, perché spesso siamo noi stessi a complicarci la vita pensando di dover fare tutto perfettamente. È una lezione che ho integrato anche nel libro: è normale inciampare, è normale sentirsi inadeguati, ma ciò che conta è come ci rialziamo e cosa impariamo da ogni passo.

Con questo libro cosa vuole provare a comunicare ai lettori? Qual è l’obiettivo finale?

Con “Scegli il futuro che vuoi” voglio comunicare ai lettori che il futuro non è qualcosa che subiamo, ma qualcosa che possiamo costruire. L’obiettivo finale è far comprendere che ogni persona ha dentro di sé risorse incredibili, capacità di reinventarsi e strumenti concreti per vivere una vita più autentica, centrata e coerente con i propri valori. Voglio che il lettore esca dal libro con chiarezza, fiducia e motivazione, pronto a compiere passi concreti verso il futuro che desidera, senza sentirsi sopraffatto o giudicato. In sostanza, il messaggio è chiaro: non dobbiamo aspettare che la vita ci cambi, possiamo scegliere, agire e creare la nostra strada, passo dopo passo, e farlo con gentilezza verso noi stessi.

Fabio Fagnani