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Da qualche mese nemmeno Viagra e Cialis funzionano più.

Può essere un problema psicologico o il desiderio di una relazione seria?

Da qualche mese nemmeno Viagra e Cialis funzionano più.

Buongiorno Dottore, mi chiamo A., ho 37 anni e sono single. Da circa sette anni utilizzo Viagra o Cialis per riuscire ad avere delle prestazioni soddisfacenti con le ragazze che frequento, che spesso sono più giovani di me. Fino a qualche mese fa questi farmaci mi aiutavano, ma da circa cinque mesi non riesco più ad avere un’erezione nemmeno assumendoli. Non riesco a capire se il problema sia di natura psicologica oppure fisica, e questa situazione mi sta creando molta preoccupazione. Devo anche ammettere che negli ultimi tempi sento di essere cambiato. Non ho più il desiderio di vivere soltanto rapporti occasionali: quello che vorrei davvero è costruire una relazione seria, avere una donna al mio fianco con cui condividere qualcosa di importante.
Mi chiedo se questo cambiamento possa influire anche sulla mia sessualità e se possa essere il motivo per cui, nonostante un aiuto farmacologico, non riesco più ad avere un’erezione.
La ringrazio per l’attenzione e resto in attesa di un suo parere.
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Gentile A.,la ringrazio per aver condiviso una parte così personale della sua vita. Immagino che non sia stato semplice farlo e credo che questo meriti di essere riconosciuto. Quando una difficoltà riguarda la sessualità è facile sentirsi confusi, cercare continuamente una spiegazione e domandarsi se ci sia qualcosa che non va nel proprio corpo o in se stessi. Dal suo messaggio, però, mi sembra di cogliere non solo la preoccupazione per la difficoltà erettile, ma anche un cambiamento più profondo nel modo in cui oggi guarda alle relazioni. Per questo motivo credo sia importante non fermarsi soltanto al sintomo, ma provare a osservare il quadro nel suo insieme, senza arrivare troppo in fretta a conclusioni che, sulla base di ciò che racconta, non sarebbe corretto trarre.

Un cambiamento che merita di essere ascoltato

C’è una frase del suo messaggio che mi ha colpito più delle altre. Lei scrive che non sente più il desiderio di vivere soltanto rapporti occasionali e che oggi vorrebbe costruire una relazione stabile, con una donna con cui condividere qualcosa di importante. È un passaggio che, a mio avviso, racconta molto di ciò che sta vivendo. Nel corso della vita è normale che cambino i propri bisogni e che ciò che prima sembrava sufficiente perda gradualmente significato. Questo non indica necessariamente un problema, ma può rappresentare un’evoluzione personale. È possibile che oggi il coinvolgimento emotivo abbia per lei un peso diverso rispetto al passato e che questo renda anche la sessualità un’esperienza vissuta con maggiore intensità. Naturalmente non possiamo dire che esista un rapporto diretto tra questo cambiamento e la difficoltà che descrive, ma credo sia un aspetto che merita attenzione.

Corpo ed emozioni non sono mondi separati

Capisco il suo desiderio di sapere se ciò che sta accadendo abbia un’origine fisica oppure psicologica. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, le cose non sono così semplici. La sessualità nasce dall’incontro tra corpo, emozioni, relazioni e vissuti personali, ed è proprio per questo che spesso non esiste un’unica spiegazione. Il fatto che i farmaci che in passato le siano stati utili oggi sembrino non produrre gli stessi effetti è sicuramente un elemento da approfondire con il medico. Allo stesso tempo, è comprensibile che, dopo alcuni episodi vissuti con preoccupazione, possa essere aumentata l’attenzione verso la prestazione. Succede spesso che il timore di non riuscire induca a osservare continuamente le reazioni del proprio corpo, rendendo più difficile vivere il momento con spontaneità. Questa, però, è soltanto una possibilità e non una diagnosi

Concedersi il tempo di comprendere

Proprio perché le possibili cause possono essere diverse, credo che la scelta più utile sia quella di affrontare la situazione senza sentirsi obbligato a trovare subito una risposta definitiva. Un confronto con il medico potrà chiarire se vi siano aspetti fisici che meritano approfondimento, mentre parlare con uno psicologo potrebbe offrirle uno spazio nel quale riflettere sul momento che sta attraversando e sul significato che questo cambiamento ha assunto nella sua vita. Chiedere un aiuto professionale non significa pensare che il problema sia “solo nella mente”. Significa, piuttosto, concedersi la possibilità di osservare la situazione da più punti di vista e comprendere meglio ciò che sta vivendo, senza giudicarsi.

Non definisca se stesso attraverso questa difficoltà

Vorrei lasciarle un’ultima riflessione. Leggendo il suo messaggio non ho avuto l’impressione di trovarmi davanti a un uomo definito dalla sua difficoltà sessuale. Ho visto, invece, una persona che sente di essere cambiata, che desidera costruire una relazione autentica e che si trova, proprio in questa fase della vita, a fare i conti con qualcosa che la spaventa e la disorienta. È comprensibile che oggi tutta la sua attenzione sia concentrata sull’erezione, ma provi a non perdere di vista il resto. La sessualità è una parte importante della vita, ma non esaurisce il valore di una persona né la sua capacità di costruire un legame profondo con qualcuno. Si conceda il tempo di capire cosa sta accadendo e affronti questo momento con il supporto dei professionisti più adatti. A volte, prima ancora di trovare una risposta, è importante concedersi la possibilità di ascoltare ciò che questo momento della vita sta cercando di raccontarle.
Dott. Fabiano Foschini
Psicologo
334.4231214 – dott.fabianofoschini@gmail.com

Uno spazio per le vostre domande

Per chi desiderasse condividere un’esperienza personale, porre un quesito o esprimere un disagio, è possibile inviare una mail al dott. Fabiano Foschini all’indirizzo: dott.fabianofoschini@gmail.com

Il dottore esaminerà con attenzione ogni comunicazione e, nei prossimi numeri, offrirà una risposta approfondita dedicando spazio alle vostre domande, ai vostri vissuti e alle vostre riflessioni, sempre nel pieno rispetto della privacy e della sensibilità di ciascuno.