Cosa fare se si entra in contatto con un positivo?

Considerati i numeri, la possibilità di aver "incontrato" una persona che ha contratto il Covid è crescente. Ecco come comportarsi.

Cosa fare se si entra in contatto con un positivo?
Attualità 27 Ottobre 2020 ore 16:34

Cosa fare se si entra in contatto con un positivo?

Cosa fare se si entra in contatto con un positivo?

I numeri continuano ad aumentare e crescono anche gli alunni delle scuole messi in isolamento domiciliare. Il “cerchio si stringe” intorno a tutti noi e la possibilità di aver “incontrato” una persona che ha contratto il Covid, ma magari è asintomatica, è crescente. Ma cosa devo fare se sono entrato in contatto con un positivo? Una domanda che in molti si fanno tanto che molti Comuni (fra i quali il Comune di Lecco), per favorire un corretto e responsabile comportamento da parte di tutti i cittadini, hanno ribadito tutte le indicazioni da seguire.

Cosa devo fare se sono entrato in contatto con un positivo?

Il Ministero della salute infatti a metà ottobre  ha aggiornato le indicazioni riguardanti la durata e il termine dell’isolamento e della quarantena “in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico”.

-l’isolamento dei casi di documentata infezione da SARS-CoV-2 si riferisce alla separazione delle persone infette dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione.

-La quarantena, invece, si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte a un agente infettivo o a una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

Il cerchio si stringe: quattro diversi scenari

Casi positivi asintomatici:

Le persone asintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo (10 giorni + test).

Casi positivi sintomatici:

Le persone sintomatiche risultate positive alla ricerca di SARS-CoV-2 possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi (10 giorni, di cui almeno 3 giorni senza sintomi + test).

Casi positivi a lungo termine:

Le persone che, pur non presentando più sintomi, continuano a risultare positive al test molecolare per SARS-CoV-2, in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia 4 che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).

Contatti stretti asintomatici:

I contatti stretti di casi con infezione da SARS-CoV-2 confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare: un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

Le raccomandazioni

  1. Eseguire il test molecolare a fine quarantena a tutte le persone che vivono o entrano in contatto regolarmente con soggetti fragili e/o a rischio di complicanze;
  2. Prevedere accessi al test differenziati per i bambini;
  3. Non prevedere quarantena né l’esecuzione di test diagnostici nei contatti stretti se non vi sia stato nessun contatto diretto con il caso confermato, a meno che il contatto stretto non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici o nel caso in cui, in base al giudizio delle autorità sanitarie, si renda opportuno uno screening di comunità
  4. Promuovere l’uso della App Immuni per supportare le attività di contact tracing.

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