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Confidenziale | Nuova puntata con Elisa, nel suo racconto di vita: "Eppur son lieta"

"Vivo l'ennesimo quasi surreale periodo; “quasi” perché è udibile, visibile, tangibile, e la mia Anima ne coglie ogni profondità"

Confidenziale | Nuova puntata con Elisa, nel suo racconto di vita: "Eppur son lieta"
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La croce sarà sempre alla sua altezza...

Leggere l'esperienza quotidiana in tutta la sua realtà, raccontata da Elisa in forma poetica, quasi gioco, si pone e pone sincere domande: cos'è questo vivere? A cosa serve? Cosa vuole da me questo vivere?

Domande in cui solo l'avventuriero alla ricerca del senso della vita potrebbe dare risposte, non senza dolore, fatica, paura. Chi di noi non vive tutto questo? Una vecchia storia popolare (un pochino da me rivisitata) ci viene in aiuto.

In una stanza, piena di Croci di ogni dimensione, Dio gioca con l'umano lamentoso: che ognuno scelga la sua croce, senza toccarle prima... Il primo uomo sceglie in velocità, la sua vecchia e grossa croce la solleva faticosamente, se la carica sulle spalle ed esce
dalla stanza, quella croce, seppur pesante, era alla "sua altezza". Il secondo uomo presente nella stanza inizia la ricerca della sua croce: si guarda intorno attentamente, sino ad intravedere in un angolo della stanza una piccolissima croce. Con un sorriso soddisfatto si abbassa per raccoglierla, pensando alla stupidità del primo uomo che aveva scelto una croce alta quanto lui e molto pesante... Il sorriso dell'uomo nel giro di pochi secondo si trasforma in rabbia, lamento; non riusciva a sollevare da terra quella piccolissima croce. Ogni umano ha la sua croce è sarà sempre "alla sua altezza", la croce di un altro, seppure all'apparenza piccina piccina, è molto più pesante di quanto possiamo immaginare. Elisa conclude le sue domande con una considerazione: "Eppure sono lieta". Lasciando a ciascuno di noi ogni considerazione.

Renato Caporale

Ciao Bel mondo, ben ritrovato!

Vivo l'ennesimo quasi surreale periodo; “quasi” perché è udibile, visibile, tangibile, e la mia Anima ne coglie ogni profondità, ed è un sollievo quando finalmente tocco il fondo, perché proprio lì riesco a darmi la spinta per tornare a respirare aria a pieni polmoni. Ecco, è soprattutto in questi momenti che la mia mente pensa, il cuore detta, la mano scrive e solitamente lo faccio durante le notti insonni, o all'alba, quando ancora tutti sognano tra le braccia di Morfeo nel silenzio della natura: il timido cinguettio del mattino o il tamburellare della pioggia sui lucernari, una tazza di caffè orzo fumante ed eventualmente una bassissima melodia di pianoforte in un orecchio per accompagnare il pensiero, e nello stesso tempo cogliere il respiro di chi ancora dorme.

Poi l'orologio mi ricorda che l'orario di lavoro si avvicina, così saluto il mio scrivere, poso la penna, chiudo il quaderno e continuo la vita della mia giornata.

Sembra che in quello stesso momento si concluda quel breve periodo di fantasia, come se vivessi qualche momento distaccata dalla mia realtà di sposa, come se quel momento fosse una via di fuga, e sorrido a questa bizzarra idea perché in realtà, mentre scrivo, mi immergo ancora di più nella mia vita, la scruto, la penso, la vivo, la rivivo e mi accorgo che seppur essa sia dedicata per buona parte ai miei figli, mio marito, alla nostra casa, in essa ci sono anch'io, desidero esserci anch'io, ci sono anch'io in intensi e sporadici momenti: il mio scrivere, il mio disegnare, il mio cantare, il mio ballare o recitare; il mio piccolo cuore colmo di ogni gioia e di ogni dolore tramutato in essa; dolorose e inermi lacrime tramutate in commosse salate gocce che nascono dagli occhi e vivono sulle gote fino al solco del lieto sorriso.

Cos'è tutto questo Vivere? A cosa serve? Cosa vuole da me tutto questo Vivere?

Eppur son lieta. Non è un'oasi di felicità come sembra: la felicità è il reale deserto intorno.

Buona Vita Bel mondo! Sempre in Alto il Cuore.

Elisa Terziroli

foto "banchetto"

Una sposa, una madre, una donna.

Un cuore, un'anima e il desiderio infinito di essere.

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