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Confidenziale | Anteprima Meeting di Rimini, seconda puntata: Il giro del mondo di William Congdon

Dopo un lungo viaggiare e dipingere Congdon si è stabilito in Italia, prima a Venezia, poi ad Assisi e infine a Gudo Gambaredo

Confidenziale | Anteprima Meeting di Rimini, seconda puntata: Il giro del mondo di William Congdon
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Seconda puntata anteprima Meeting di Rimini: William Congdon in mostra

CORSICO - William Congdon (per gli amici Bill) nasce a Providence (USA) il 15 aprile 1912, muore a Gudo Gambaredo (Buccinasco) il 15 aprile 1998.

L’incredibile uomo racconta di sé:

"Io dipingo quel che vedo, ma non come vedo. Io vedo l’arte come finestra, finestra come vita oltre la morte sull’immortalità delle cose. Io ho un’idea, l’ho sempre sospettato che sono nato con il dono; la prima espressione del dono era la mia sofferenza…".

Incontrato e vissuto nel suo studio nel Convento della Cascinazza (Gudo Gambaredo - Buccinasco), dove "partoriva i suoi figli", ricordo ancora quando il mio telefono squillava alle 6.00 del mattino: “Ciao Renato (con un accento inconfondibile), vieni a trovarmi ho bisogno di te… Ma questa è un’altra storia. Vi aspetto al Meeting!

L’essenziale è visibile agli occhi. Il giro del mondo di William Congdon

Rovesciare la famosa frase del Piccolo Principe (“L’essenziale è invisibile agli occhi”) non è un gioco, è l’essenza della pittura di William Congdon, esponente dell’action painting di New York che dopo un lungo viaggiare e dipingere si è stabilito in Italia, prima a Venezia, poi ad Assisi e infine a Gudo Gambaredo nella Bassa milanese, dove è morto nel 1998.

La melezza delle mele di Cezanne

Per lui dipingere è una “avventura dello sguardo” che arriva a cogliere l’essenza di ciò che si vede. Guai a dargli del pittore astratto, "sono sempre partito da un oggetto concreto che colpisce il mio occhio". L’essenziale? Lui la dice così: "Per me le mele di Cezanne sono più sacre delle Madonne di Raffaello. Cezanne ha messo dentro le mele tutta la sacralità della Madonna. Questa è la cosa, questa è la melezza delle mele di Cezanne: non sono mele, sono melezze, sono la Madonna delle mele".

Perno della mostra è una lunga intervista risalente al 1992, ritrovata e riversata in alta definizione.

Nella prima parte Congdon racconta dei luoghi della sua vita, dei suoi viaggi per il mondo e dei quadri a essi legati, che scorrono sullo schermo con il sottofondo delle sue parole. Nella seconda parte c’è lui in primo piano, ripreso nel suo studio alla Cascinazza, che parla di come partorisce i suoi "figli" della solitudine, della guerra, del viaggiare, dello stare fermi, dell’avvoltoio morente e del Crocifisso.

Riprodotta su più monitor lungo il percorso della mostra, l’intervista è affiancata da quattordici quadri (di cui un inedito) e una sorpresa.

A cura di Ubaldo Casotto, con la collaborazione di Fondazione Congdon.

www.meetingrimini.org sezione Mostre

renato.comunicazione@gmail.com

L’essenziale è visibile agli occhi. Il giro del mondo di William Congdon

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