Fatou, ti piacerebbe esplorare il tuo mondo? Dentro e fuori la tua Africa, il tuo Gambia? Come un fiume in piena, ci racconta e condivide la sua storia…
Con gentilezza, passione, cuore e una grande ricchezza di saggezza, acquisita anche grazie ai suoi tre titoli di studio (Laurea triennale in Gestione delle Risorse Umane, Laurea magistrale in Management Internazionale e Laurea magistrale in Commercio Internazionale) e con un patrimonio culturale ereditato dalla sua famiglia.
La testimonianza di Fatou, corsichese d’adozione
CORSICO – Dal Gambia “via Milano” a Mestre-Venezia, e ora a Corsico. Sarà con noi per alcune settimane in una nuova rubrica che abbiamo chiamato “Africa a Casa”, un dono non al “rumore” di pochi, ma alle vite silenziose dei tanti nuovi africani, colme di grandi desideri nascosti; per diventare, attraverso la nostra socialità, costruttori di una nuova generazione. Sarebbe fantastico. Il punto di partenza? “Più pre-stima e meno pregiudizio”. Si riparte da Dio…
Alla scoperta “dell’Africa di casa” con Fatou
Fatou ha 29 anni ed è originaria di Wellingara, una piccola città dell’entroterra gambiano, nell’Africa occidentale, al confine con il Senegal. Cresciuta in una famiglia musulmana, descrive un’infanzia segnata da forti valori culturali e da un’educazione rigorosa, come spesso accade in molte famiglie africane.

“Non è come qui – spiega -, in Gambia i genitori sono generalmente più severi e le scelte dei figli, soprattutto delle figlie, sono spesso influenzate dalle famiglie”. Nel suo caso, però, la situazione era diversa. La sua famiglia è il risultato di un mix culturale: la madre Mariama Joof e la Nonna materna Yabong Koroma (è visibilmente commossa nel citarle, ndr) sono della Sierra Leone, il nonno materno è senegalese e il padre è gambiano.
“Questo mix ci ha resi più aperti mentalmente, anche se molto rigorosi sull’educazione”, racconta. In molte zone del Gambia, infatti, l’istruzione delle ragazze non è considerata una priorità. Molti giovani si sposano molto presto e spesso abbandonano la scuola.
Fatou, invece, ha avuto un percorso diverso
“La mia famiglia ha sempre creduto nell’istruzione. Volevano che avessi un futuro migliore”, dice. Grazie a un programma governativo che garantisce l’istruzione gratuita alle ragazze, Fatou ha potuto continuare gli studi e vincere una borsa di studio per l’Università del Gambia. Lì si è laureata in Scienze, con specializzazione in Gestione delle Risorse Umane. Dopo la laurea, ha lavorato per due anni all’università, nel Dipartimento delle risorse umane. Il passo successivo è stato lasciare il suo Paese.
In viaggio verso l’Italia
Una decisione difficile, soprattutto dal punto di vista emotivo. “Quando sono partita, piangevano tutti, me compresa. Il primo mese in Italia è stato incredibilmente difficile: ero costantemente al telefono con la mia famiglia. Era la prima volta che stavo lontana da loro per così tanto tempo”. Fatou è arrivata in Italia grazie a una borsa di studio basata sul merito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove studia Management Internazionale. Nel frattempo ha ricevuto altre borse di studio, tra cui una che le ha permesso di frequentare la Skema Business School, conseguendo un altro titolo in Commercio Internazionale.

“La mia vita è stata fatta di studio”, dice sorridendo. Ma l’Italia non le ha offerto solo una formazione accademica. “Qui ho trovato molte opportunità”, racconta. All’università ha lavorato come tutor, assistendo i professori e supportando gli studenti della laurea triennale. Ha studiato italiano presso la Biblioteca comunale di Corsico e grazie ad ASCS (Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo) a Milano, un’associazione in zona Lanza, è riuscita a migliorare rapidamente le sue competenze linguistiche.
Oggi Fatou vive in Italia da cinque anni e il suo italiano stupisce chiunque la incontri: “Quando dico da quanti anni sono qui, molti non ci credono”. La sua storia è un esempio di determinazione e di fiducia nell’istruzione come strumento di emancipazione.
Una nuova rubrica del “Giornale dei Navigli”: Africa di Casa a Sud Milano
Nei prossimi incontri/puntate, Fatou parlerà delle differenze culturali e del valore del sostegno reciproco, con l’obiettivo di offrire forza e conforto alle donne che, come lei, hanno lasciato i loro Paesi per costruire un futuro migliore. Così, crisitiani e mussulmani socialmente insieme per conoscere e riconoscersi… si riparte da Dio.
Renato Caporale

Note sul Gambia e sulla condizione femminile
In Gambia la condizione femminile è caratterizzata da forti disuguaglianze di genere, soprattutto nelle aree rurali. Le donne hanno un accesso limitato all’istruzione, con tassi di alfabetizzazione più bassi rispetto agli uomini, e spesso abbandonano la scuola precocemente a causa di matrimoni precoci, gravidanze o responsabilità domestiche. Sul piano economico, molte lavorano nell’agricoltura di sussistenza o nel settore informale, con scarsa autonomia finanziaria.
Dal punto di vista sociale e sanitario, è ancora diffusa la mutilazione genitale femminile, nonostante sia stata vietata per legge nel 2015. Le donne hanno inoltre poco potere decisionale in famiglia e nella vita politica, anche se negli ultimi
anni si registrano progressi lenti ma significativi grazie a riforme legali, ONG e iniziative di sensibilizzazione. Nel complesso, la condizione femminile in Gambia è in graduale miglioramento, ma restano sfide strutturali profonde legate a tradizioni culturali, povertà e accesso ai diritti fondamentali.