la cerimonia

Commemorazione in Questura in ricordo di Luigi Calabresi e delle vittime della strage del 1973 di via Fatebenefratelli

Cerimonia in Questura questa mattina per non dimenticare questi tragici fatti milanesi che hanno sconvolto in quegli anni l'Italia intera

Commemorazione in Questura in ricordo di Luigi Calabresi e delle vittime della strage del 1973 di via Fatebenefratelli

Si è tenuta in Questura una mattinata di ricordo in occasione del 54esimo anniversario dell’uccisione del commissario Luigi Calabresi e in ricordo delle vittime della strage avvenuta il 17 maggio 1973 in via Fatebenefratelli 11.

In Questura si commemorano Luigi Calabresi e le vittime della strage del 1973 di via Fatebenefratelli

MILANO – Dopo la deposizione di un mazzo di fiori da parte del questore Bruno Megale al busto di Calabresi nel piazzale della Questura, alle 10 è stata celebrata una messa alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli, con la presenza delle autorità cittadine.

La mattinata è poi proseguita con la deposizione delle corone presso la lapide esterna alla Questura dedicata alle vittime dell’attentato compiuto da Gianfranco Bertoli, che causò 4 morti e 52 feriti, nel corso della cerimonia per il primo anniversario della morte di Calabresi.

La cerimonia di commemorazione del commissario Luigi Calabresi e in ricordo delle vittime della strage avvenuta il 17 maggio 1973 in via Fatebenefratelli 11 alla presenza del questore Bruno Megale, dei familiari del commissario, dell’assessore comunale alle Opere pubbliche Marco Granelli, dell’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile Romano La Russa e del presidente di Anpi Milano Primo Minelli

Familiari e istituzioni presenti alla cerimonia

A partecipare alla deposizione delle corone i familiari del commissario, tra cui la moglie Gemma Calabresi e il figlio Mario Calabresi, l’assessore comunale alle Opere pubbliche Marco Granelli, l’assessore regionale alla Sicurezza e Protezione Civile Romano La Russa e il presidente di Anpi Milano Primo Minelli che, a margine, ha dichiarato:

“Queste commemorazioni non sono mai retoriche, perché è bene conoscere che cosa è stata la storia travagliata anche dopo la Liberazione per raffermare il sistema democratico nel nostro Paese. Ricordare questi fatti in una città come la nostra vuol dire ricordare la storia di Milano, per non ripetere il dramma che c’è stato in quegli anni”.