Rubrica Nutrizione & Benessere

Colazione sotto esame: serve davvero a tutti?

Scienza, alimentazione e buone abitudini, spiegate in modo pratico.

Colazione sotto esame: serve davvero a tutti?

Per molti anni è stata definita “il pasto più importante della giornata”. Ma è davvero così? Chi salta la colazione mette a rischio la propria salute oppure è solo uno dei tanti miti dell’alimentazione? La risposta, come spesso accade in nutrizione, non è un semplice sì o no.

La colazione è obbligatoria per tutti?

Negli ultimi anni numerosi studi hanno dimostrato che non esiste una regola valida per tutti. Alcune persone iniziano la giornata con energia dopo una colazione completa, mentre altre non avvertono fame fino a metà mattina e si sentono perfettamente bene anche senza mangiare appena sveglie.

La nutrizione moderna ci insegna che non esistono obblighi universali. Ogni persona ha ritmi biologici, abitudini e necessità differenti.

Questo perché il nostro organismo possiede meccanismi molto sofisticati che regolano fame e sazietà. Imparare ad ascoltarli è spesso più importante che seguire regole rigide.

Alcuni si sentono più lucidi e concentrati dopo una colazione equilibrata, altri lavorano perfettamente anche a stomaco vuoto per alcune ore senza accusare cali di energia.

Questo non significa che la colazione sia inutile, ma che il suo ruolo dipende dalla persona, dal suo stile di vita e dal contesto.

Colazione: il mito del “pasto più importante della giornata”

Per capire perché la colazione sia stata considerata per anni il pasto più importante della giornata, bisogna partire da ciò che accade durante la notte. Mentre dormiamo, infatti, il nostro organismo continua a lavorare: il cuore batte, i polmoni respirano, il cervello resta attivo e il metabolismo continua a consumare energia. La colazione è quindi stata sempre vista come il primo rifornimento della giornata, utile a reintegrare parte delle riserve energetiche e ad apportare nutrienti dopo il digiuno notturno.

E allora iniziare un nuovo giorno con una colazione equilibrata, può aiutare a:

  • migliorare la concentrazione e l’attenzione;
  • ridurre gli attacchi di fame durante la mattinata;
  • crearsi il “rifornimento” giornaliero di vitamine, minerali e fibre, necessarie all’organismo, per sentirsi in forma.

Tuttavia, questi benefici si osservano soprattutto quando la colazione è di buona qualità.

Il problema quindi non è tanto fare o saltare la colazione, quanto cosa si mette nel piatto.

Una colazione composta esclusivamente da biscotti, merendine, cereali ricchi di zuccheri o bevande zuccherate provoca spesso un rapido aumento della glicemia, seguito da un altrettanto rapido calo che può tradursi in fame precoce e desiderio di dolci.

Al contrario, una colazione che apporti proteine, fibre e grassi “buoni” favorisce una sazietà più duratura e aiuta a mantenere stabili i livelli di energia, ma è fondamentale fare scelte in linea con il proprio gusto individuale.

Saltare la colazione fa ingrassare?

Probabilmente è uno dei miti più difficili da sfatare.

La risposta è: non necessariamente.

L’aumento di peso dipende soprattutto dall’equilibrio tra calorie introdotte e calorie consumate nel corso dell’intera giornata, non dal fatto di fare o meno colazione.

Per alcune persone saltarla può portare ad arrivare affamati al pranzo e mangiare più del necessario. Per altre, invece, rappresenta semplicemente un modo naturale di distribuire diversamente i pasti, senza alcuna conseguenza sul peso corporeo.

Ciò significa che la colazione non rappresenta una “formula magica” per dimagrire o mantenere il peso forma.

E il digiuno intermittente?

Negli ultimi anni molte persone hanno iniziato a posticipare la colazione seguendo il cosiddetto digiuno intermittente, una strategia alimentare che concentra i pasti in una finestra temporale limitata.

In questo contesto molte persone scelgono quindi, di posticipare o eliminare la colazione. Le ricerche disponibili suggeriscono che, negli adulti sani, questa scelta può essere compatibile con un buono stato di salute, purché l’alimentazione complessiva rimanga varia, equilibrata e adeguata ai fabbisogni individuali.

Naturalmente non è una scelta adatta a tutti. Bambini, adolescenti, donne in gravidanza, persone con disturbi del comportamento alimentare o con specifiche condizioni cliniche dovrebbero sempre confrontarsi con un professionista della salute.

La qualità conta più dell’orario

Che si scelga di fare colazione alle 7 del mattino o alle 10, l’aspetto più importante resta la qualità degli alimenti.

Una buona colazione dovrebbe comprendere:

  • una fonte di proteine, come yogurt, latte, kefir o uova;
  • cereali preferibilmente integrali;
  • frutta fresca;
  • una piccola quota di grassi buoni, ad esempio frutta secca.

Imparare ad ascoltare la fame

La nutrizione moderna si sta allontanando dall’idea di regole universali per avvicinarsi sempre di più a un’alimentazione personalizzata in linea con i segnali che nostro corpo ci invia e che meritano attenzione.

Se al risveglio non si ha fame, non è necessario forzarsi a mangiare. Se invece una buona colazione aiuta a sentirsi più energici e concentrati, può rappresentare un’ottima abitudine.

L’importante è che la scelta sia coerente con il proprio stile di vita, le proprie condizioni di salute e le esigenze nutrizionali individuali.

In conclusione

La domanda “La colazione serve davvero?” non ha una risposta unica valida per tutti.

Per alcune persone rappresenta un momento fondamentale per iniziare la giornata con energia e concentrazione; per altre, posticiparla o addirittura saltarla non comporta particolari conseguenze, purché l’alimentazione nell’arco della giornata rimanga equilibrata e adeguata ai propri fabbisogni.

Più che chiedersi se fare colazione, sarebbe utile domandarsi come la si fa e se risponde davvero alle esigenze del proprio organismo.

Prima di sedersi a tavola, vale la pena fermarsi un istante e chiedersi:

  • Ho davvero fame?
  • Quello che sto per mangiare mi sazierà fino al pasto successivo?
  • La mia colazione apporta proteine, fibre e grassi di buona qualità oppure è composta prevalentemente da zuccheri?

Imparare ad ascoltare il proprio corpo, senza lasciarsi guidare da regole rigide o da falsi miti, è uno dei primi passi verso un’alimentazione più consapevole.

La vera domanda, quindi, non è se la colazione sia indispensabile, ma se le nostre abitudini alimentari siano davvero in grado di sostenere salute e benessere nel lungo periodo.

Perché, in fondo, non è un singolo pasto a fare la differenza, ma l’equilibrio delle scelte che compiamo ogni giorno.

A cura di Dott.ssa Maria Letizia Deriu – Biologa Nutrizionista

www.mangiareinsalute.com

RICETTA NEL PIATTO: Bowl di yogurt, avena e frutta fresca

Ingredienti (1 persona):

-150 g di yogurt greco bianco (oppure yogurt naturale o kefir)

– 30 g di fiocchi d’avena

– ½ banana

– ½ pesca (o altra frutta di stagione)

– una manciata di mirtilli

– 15 g di noci

– cannella o cacao amaro q.b. (facoltativo)

Preparazione

Versare lo yogurt in una bowl. Aggiungere i fiocchi d’avena, la frutta tagliata a pezzetti e completare con le noci spezzettate. Profumare con una spolverata di cannella e, se graditi, aggiungere i semi.

Tempo di preparazione: 5 minuti.

Perché è una buona scelta?

apporta proteine ad alto valore biologico

è ricca di fibre

contiene grassi insaturi della frutta secca

favorisce una sazietà più prolungata rispetto a una colazione ricca di zuccheri semplici

 Fonti scientifiche

  • European Food Safety Authority (EFSA). Dietary Reference Values for nutrients: Summary Report. Parma: EFSA; 2017.
  • American Heart Association. St-Onge MP, Ard J, Baskin ML, et al. Meal Timing and Frequency: Implications for Cardiovascular Disease Prevention. Circulation. 2017;135:e96-e121.
  • Sievert K, Hussain SM, Page MJ, et al. Effect of breakfast on weight and energy intake: systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials. BMJ. 2019;364:l42.
  • Betts JA, Chowdhury EA, Gonzalez JT, et al. Is Breakfast the Most Important Meal of the Day? Proceedings of the Nutrition Society. 2016;75(4):464-474.