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"Certa terza ondata Covid", i virologi ora abbandonano gli indugi

Secondo Rasi e Capua potrebbe avere potenza attutita, Crisanti invece è più pessimista.

"Certa terza ondata Covid", i virologi ora abbandonano gli indugi
Attualità 09 Dicembre 2020 ore 15:38

"Certa terza ondata Covid", i virologi ora abbandonano gli indugi.

"Certa terza ondata Covid", i virologi ora abbandonano gli indugi

La scorsa estate nessuno aveva “osato” più di tanto: il Covid sembrava evaporato sotto il sole estivo e le previsioni circa una seconda ondata erano state timide, mentre il dibattito trasversale sull’opportunità o meno di prolungare lo stato d’emergenza addirittura continuava sino a inizio ottobre. Poi l’autunno ha infranto l’illusione e ora la cruda realtà lascia sbilanciare gli esperti, che vedono ormai come certa una “terza ondata”: anzi, c’è chi si sbilancia anche a prevederla come la più impattante delle tre, dopo i contatti durante le festività.


Rasi (Ema): “Certa terza ondata Covid”

L’ex direttore esecutivo dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, ovvero il padovano Guido Rasi, è sicuro:

“Terza ondata è certa, potrebbe essere più bassa: le onde non sono tutte alte uguali. Una ripresa sicuramente c’è da aspettarsela, come ripartono le attività anche il virus ricomincia a circolare. Potrebbe essere meno forte, se impariamo a gestire i flussi e a comportarci nei trasporti con qualche miglioramento. Alla fine il vaccino sarà la soluzione, ma ci vorrà del tempo, ci vorranno ancora sette, otto mesi: nel frattempo cerchiamo di non fare guai e di peggiorare le cose appena inizia a circolare, pensando che sia tutto finito”.

Capua: “È naturale che ci sarà”

Anche la virologa Ilaria Capua dagli States conferma:

“È naturale che ci sarà una terza ondata. Le pandemie fanno così, sono causate da uno sciame virale in una popolazione vergine, che si adatta come può (lockdown), ma l’obiettivo del virus è continuare a correre, per questo è così importante il vaccino, una vittoria fantastica, considerando quanto tempo c’è voluto rispetto agli altri vaccini. Non è la fine, ma uno degli strumenti per rallentare la corsa dell’epidemia: la terza ondata è normale che ci sarà, ma la sua potenza mi auguro che sarà attutita da tutto quello che abbiamo imparato”.

Così l’esperta romana, anch’essa padovana d’adozione, in collegamento con Giovanni Floris su La7.

Crisanti il più pessimista

A interpretare il ruolo della “Cassandra” della situazione è invece il noto virologo padovano (ma pure lui romano d’origine) Andrea Crisanti, secondo cui le previsioni sono molto più fosche e vanno in direzione opposta rispetto al cauto ottimismo dei colleghi.

“La terza ondata? È una certezza, in queste condizioni. Dove sono state adottate misure, si avverte un calo dei contagi, come in Lombardia. In Veneto, zona gialla, meno restrizioni, normale che i casi aumentino: è un paradosso, perché pur essendo una delle regioni più colpite, rimane gialla perché i parametri tengono conto del fatto che ha una sanità migliore in grado di sopperire all’epidemia. Comunque, prima che il vaccino abbia effetto passeranno mesi e con questi numeri ci attende un inverno preoccupante: entro la fine della prossima settimana penso che l’Italia sarà il Paese europeo con più morti ed è una cosa della quale non andare orgogliosi. Natale semmai diventa un’occasione per abbattere i contagi, grazie a scuole chiuse e aziende a ritmo ridotto: stiamo solo coi nostri cari ed evitiamo contatti inutili“.

Così il microbiologo e docente dell’Università di Padova, sempre su La7.

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