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Centri estivi per i bambini, polemica sull’aumento delle tariffe

Dal Comune spiegano che il costo (in fascia massima, 1.200 euro per 30 giorni) è proporzionato alla nuova riorganizzazione del servizio.

Centri estivi polemica

Centri estivi per i bambini, polemica sull’aumento delle tariffe.

Centri estivi per i bambini, polemica sull’aumento delle tariffe

BUCCINASCO – Polemica sull’aumento delle tariffe dei centri estivi comunali. Tanti i genitori che si sono lamentati per il costo previsto quest’anno.

Le tariffe sono individuate in base alle fasce Isee

“Per ogni periodo, due settimane composte da 5+5 giorni lavorativi, si arriva a spendere 400 euro. In pratica, per tutto il periodo di 30 giorni dovrei pagare 1.200 euro. Con due figli, 2.400 euro”. Le tariffe sono individuate in base alle fasce Isee. Chi è sotto gli 8mila euro paga 110 euro a periodo, chi ha una fascia tra 8 e 12mila euro paga 223 euro, chi è tra i 12 e i 16mila euro deve versare 290 euro e per chi è sopra i 16mila paga 400 euro. Il Comune ha previsto una riduzione del 30% per gli alunni disabili con la possibilità di uscire alle 13.30.

Le giustificazioni del Comune in merito all’aumento

Rispetto all’anno scorso, in effetti, le tariffe sono aumentate. Ma il Comune spiega che l’aumento si è reso necessario per assicurare un servizio sicuro in piena emergenza sanitaria. Sono tante, infatti, le modifiche rispetto all’organizzazione dello scorso anno. A partire dal numero di educatori che saranno molti di più: uno ogni sette bambini delle primarie e uno ogni cinque per le materne.

Le scuole che saranno interessate

“I bambini della scuola primaria – spiegano dal Comune – avranno a disposizione la scuola Maria Ravizzini di via Mascherpa, con 63 posti disponibili, di cui 9 riservati agli alunni con disabilità certificata. Per i bambini della scuola dell’infanzia si utilizzerà il plesso di via dei Mille con 35 posti, di cui 7 disponibili per gli alunni con disabilità certificata. Ma l’Amministrazione si riserva di aprire altre strutture in funzione delle richieste pervenute e della garanzia delle condizioni di sicurezza per i ragazzi”.

Più educatori e diverso calendario della giornata

“Da settimane – spiega il vice sindaco David Arboit, assessore all’Istruzione – insieme agli uffici comunali e alla cooperativa che ha la gestione dei Centri Estivi, stiamo lavorando in modo da organizzare al meglio i centri estivi comunali, per rispondere alle esigenze delle famiglie in un momento di estrema difficoltà. Abbiamo l’obbligo di adottare tutte le misure di sicurezza previste dai Decreti ministeriali e dalle Linee Guida nazionali, per questo rispetto agli scorsi anni gli educatori saranno molti di più e cambierà l’organizzazione della giornata”.

Come cambierà l’organizzazione dei centri estivi

Cambiamenti a partire dall’ingresso: un alunno per volta per evitare assembramenti. Si organizzeranno poi piccoli gruppi con attività dedicate e distanziamento garantito. Il pasto (escluso dalla tariffa, costa da 0,75 a 4,24 euro, in base alla fascia Isee di appartenenza) sarà consumato all’aperto, sempre con distanziamento. Le famiglie, che potranno iscrivere i propri figli per i centri previsti dal 22 giugno al 31 luglio, hanno “la possibilità di chiedere tramite il portale Inps il bonus baby sitter, innalzato a 1.200 euro che potrà essere erogato direttamente al richiedente a fronte della comprovata iscrizione ai centri estivi”, ancora dal Comune.

La polemica sull’aumento delle tariffe

Ma tante famiglie contestano l’aumento, “soprattutto in questo periodo di difficoltà. C’è anche chi ha già usufruito del congedo parentale e non può utilizzare almeno in parte il bonus, che viene erogato solo dopo il pagamento e senza alcuna certezza: io sto ancora aspettando la cassa integrazione – spiega una mamma –. Spendere per 30 giorni 2.400 euro per i miei due figli è un costo troppo oneroso in questo brutto momento”.

Le  risposte del sindaco

Il sindaco Rino Pruiti spiega che la riorganizzazione dei centri, nel rispetto delle norme anti contagio, “ha comportato un maggiore sforzo in termini di risorse economiche, di personale e misure di sicurezza: proprio per questo è stato necessario rivedere le tariffe. Anche i posti disponibili al momento sono ridotti, ma siamo già pronti a mettere a disposizione altre due strutture scolastiche in base al numero di domande, vogliamo quindi rassicurare le famiglie: faremo il possibile per soddisfare le richieste a cominciare da chi si deve recare nei luoghi di lavoro”.

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