il piano caldo

Caldo record in Lombardia, aumentano del 10% gli interventi di emergenza

Areu segnala un'impennata dei soccorsi per problemi cardiovascolari legati alle alte temperature. Dalla Regione scattano le misure

Caldo record in Lombardia, aumentano del 10% gli interventi di emergenza

Nell’ultima settimana gli interventi di soccorso gestiti da Areu in Lombardia hanno registrato un incremento del 10,3%, legato in particolar modo a eventi cardiovascolari dovuti alle alte temperature. Lo comunica l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, specificando che le aree maggiormente interessate sono quelle delle province di Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, mentre le aree delle valli risultano meno coinvolte.

Caldo record in Lombardia, aumentano del 10% gli interventi di emergenza

MILANO – In risposta alla situazione, la Regione ha attivato tutte le contromisure previste dal Piano caldo per tutelare gli anziani, i soggetti fragili e le categorie di lavoratori più esposte. Ieri si è svolto un ulteriore incontro operativo con gli enti del sistema sanitario per coordinare le attività di prevenzione, avviate già nel mese di aprile. Bertolaso ha, infine, invitato la popolazione a seguire i comportamenti corretti, evitando l’esposizione diretta nelle ore di picco e a contattare tempestivamente i servizi medici ai primi sintomi di malessere.

Il piano speciale emanato dalla Regione

“Con l’arrivo del grande caldo estivo, Regione Lombardia ha avviato un piano speciale per proteggere la salute dei cittadini. L’obiettivo della Direzione Generale Welfare è concentrarsi sulle persone più colpite dalla calura: gli anziani, chi vive da solo, chi si trova in difficoltà e chi lavora sotto il sole. Un’azione integrata tra livello regionale, Ats, Asst e medicina del territorio. Il cuore del sistema sono i ‘Piani Caldo’ delle Ats, che definiscono i percorsi di sorveglianza, presa in carico e risposta sanitaria durante i periodi di rischio, in raccordo con i medici di Medicina generale, le strutture territoriali e i Pronto soccorso. Operativo anche il ‘Codice Calore’ in Pronto soccorso.

Quattro livelli di rischio

Per i cittadini più fragili, in particolare gli anziani, sono stati individuati quattro livelli di rischio, tenendo conto dell’età, delle malattie e del fatto di avere o meno parenti vicini. In questo modo, i servizi sanitari sanno già chi rischia di più e possono contattare direttamente queste persone a casa per aiutarle, prima che arrivi un malore. Per evitare che le persone debbano uscire con il sole cocente, nei mesi di luglio e agosto l’assistenza si sposta a domicilio. I medici di famiglia potranno andare a casa dei pazienti più fragili per visite programmate in modo immediato, senza dover aspettare autorizzazioni burocratiche; gli infermieri e i medici aumenteranno le telefonate e i controlli a casa per chi è già in cura. Infine le Case di Comunità sul territorio terranno gli ambulatori aperti e pronti ad accogliere chi ha bisogno di un consiglio o di una visita.

Attivo il ‘Codice Calore’

Negli ospedali della Lombardia è attivo il ‘Codice Calore’, una vera e propria corsia preferenziale per chi sta male a causa delle temperature alte. Nei periodi più caldi molti degli accessi in Pronto Soccorso sono legati a problemi come forte disidratazione, svenimenti e stato confusionale. Grazie al ‘Codice Calore’, il personale del triage riconosce subito questi sintomi, il paziente viene inserito immediatamente tra le urgenze (con una priorità mai inferiore al codice verde) per ricevere subito liquidi, cure e assistenza, riducendo al minimo l’attesa.

Ordinanza per chi lavora all’aperto

La Regione ha emanato un’ordinanza per tutelare attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto e nelle cave in condizioni di esposizione prolungata al sole. In particolare, disciplina il divieto di attività lavorativa all’aperto tra le 12.30 e le 16 nelle aree edili, cave, aziende agricole e florovivaistiche, limitatamente ai giorni in cui la mappa giornaliera pubblicata quotidianamente sul sito del ‘Progetto Worklimate’ di Inail-Cnr riferita a: ‘lavoratori esposti al sole’ con ‘attività fisica intensa’ alle ore 12, segnali un livello di rischio ‘alto'”, spiega Palazzo Lombardia.