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Bracconaggio, i carabinieri sequestrano 81 allodole usate come richiami

Nel fine settimana, i carabinieri forestali di Milano sono stati impegnati in intensa attività antibracconaggio.

Bracconaggio, i carabinieri sequestrano 81 allodole usate come richiami
Attualità Naviglio grande, 10 Novembre 2021 ore 15:40

Bracconaggio, i carabinieri sequestrano 81 allodole usate come richiami

Bracconaggio, i carabinieri sequestrano 81 allodole usate come richiami

MILANO – Nel fine settimana, i carabinieri forestali di Milano sono stati impegnati in intensa attività antibracconaggio. Il Nucleo CITES di Milano e la Stazione Carabinieri Forestale di Magenta hanno effettuato una serie di controlli sulla caccia di pianura. Il Nucleo CITES è l’unità specializzata dei Carabinieri Forestale, preposta alla tutela degli animali e delle piante, nel rispetto delle normative di protezione nazionali e internazionali. È stata utilizzata per rafforzare l’intervento della Stazione territorialmente più interessata dall’azione di contrasto alle violazioni della normativa venatoria.

I controlli effettuati sono stati una decina. Risultato: cinque persone sono state segnalate alle procure di Busto Arsizio, Milano e Pavia, competenti sui diversi territori dove si è operato. I fatti sono stati accertati nei comuni di Albairate, Arconate e  Cuggiono. Le persone segnalate sono due residenti in provincia di Bergamo, due in provincia di Brescia e una di Milano. In totale, sono state sequestrate 81 allodole, utilizzate illegalmente come richiami vivi. Si tratta di passeriformi, utilizzati per la caccia a esemplari della stessa specie. Sono state sottoposte a sequestro in quanto riportavano anelli identificativi non conformi o contraffatti. Gli animali verranno, quanto prima, affidati a idonei centri di recupero. In un caso è stato anche sequestrato un fucile da caccia e un richiamo elettronico per uccelli, vietato nell’esercizio dell’attività venatoria. Tutti i sequestri, delle allodole, dell’arma e dei mezzi vietati di caccia, sono stati convalidati dalle rispettive procure.

I mesi di ottobre e di novembre sono quelli di maggior interesse per l’esercizio dell’attività venatoria in pianura, secondo di carabinieri forestali. Il ricorso a richiami vivi illegali, contrassegnati con anelli contraffatti o non conformi, è una delle violazioni più frequenti. Anche l’utilizzo di richiami elettronici costituisce una violazione non di rado riscontrata durante i controlli venatori. Sono tutti comportamenti vietati dalla normativa vigente a tutela della fauna, considerata patrimonio indisponibile dello Stato. “Il forte impegno dei Carabinieri Forestale – dicono attraverso una nota – proseguirà ulteriormente per tutta la stagione venatoria, allo scopo di prevenire e reprimere ogni forma di violazione alla legge e a salvaguardia del patrimonio naturalistico”.