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Dopo il caso di Simon Gautier boom di registrazioni sull'app Where are U

Una storia terribile che ha colpito tutti, tanto da convincere parecchie persone a scaricare la app di geolocalizzazione

Dopo il caso di Simon Gautier boom di registrazioni sull'app Where are U
Attualità 21 Agosto 2019 ore 17:59

Dopo il caso di Simon Gautier boom di registrazioni sull'app Where are U.

Dopo il caso di Simon Gautier boom di registrazioni sull'app Where are U

MILANO - Negli ultimi giorni le registrazioni all’app Where are U, l’applicazione che localizza con precisione e invia la posizione di chi chiama alla centrale del 112, sono aumentate in modo esponenziale.

La vicenda di Simon

Lo fa sapere l’Areu, l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza che ha diffuso questa mattina i dati. Il motivo dell’impennata delle registrazioni all’app è da ricondurre alla tragica vicenda del ragazzo francese, 27 anni, Simon Gautier, morto nel Cilento dopo essere scivolato da una scarpata. Il giovane era riuscito a chiamare il 112 ma non aveva potuto fornire indicazioni dettagliate sulla sua posizione. Per questo, i nove giorni di ricerche sono stati inutili: il giovane, che si trovava in Italia, a Roma, da un paio d’anni per una ricerca universitaria, è stato trovato morto. Il corpo, secondo i primi esami, era in avanzato stato di decomposizione: segnale che il ragazzo era morto già da qualche giorno, forse poche ore dopo la caduta che gli aveva procurato una grave frattura alle gambe.

Le polemiche

La vicenda ha sollevato polemiche sui metodi di soccorso italiani che non dispongono di accurati sistemi di localizzazione di chi chiama il 112. Nell’ultima straziante telefonata ai soccorsi, infatti, l’operatrice spiega al giovane che senza indicazioni sarebbe stato impossibile trovarlo e che avrebbe chiesto il supporto ai carabinieri per cercare di agganciare la cella. Ma la tecnologia non ha aiutato le forze dell’ordine: la cella agganciata era troppo vasta per riuscire a localizzare il punto esatto.

La app

Una storia terribile che ha colpito tutti, tanto da convincere parecchie persone a scaricare la app di geolocalizzazione, in attesa della tecnologia AML, Advanced Mobile Location, che consente di individuare subito da dove chiama chi si rivolge al 112 (l’Italia è una dei pochi Paesi ancora sprovvista della tecnologia). In totale, sono circa un milione le registrazioni a Where are U, la media dei download al giorno nel 2018 era di 602, mentre nel 2019 sono state 1.167, con un’impennata proprio nel mese di agosto. Se infatti prima della tragedia la media dei download ad agosto (mese che di solito non registra grandi numeri) era di sei-settecento, dopo la tragedia le registrazioni sono state dai 12mila ai 19mila al giorno: segnale che la vicenda del ragazzo francese ha sensibilizzato tutti.

Come averla

Per scaricare l’app è semplice: basta accedere dal proprio dispositivo mobile all’area download delle app e cliccare su Where are U. L’app consente così, in caso di emergenza, di inviare alla centrale operativa che raccoglie la chiamata, di localizzare immediatamente il telefono da cui arriva la telefonata.

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