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Affiche, la mostra a Cremona che ha creato non poche polemiche: l’opinione

È polemica per la mostra di Nicoletta Ceccoli, illustratrice di libri per l’infanzia e artista di fama internazionale.

Affiche mostra a Cremona

Affiche, la mostra a Cremona che ha creato non poche polemiche: l’opinione.

Affiche, la mostra a Cremona che ha creato non poche polemiche: l’opinione

CREMONA – “Per le vie di Cremona una mostra itinerante sovverte l’utilizzo dell’arte, che, da elemento di cura e sostegno, muta, attraverso le rappresentazioni esposte, in qualcosa che colpisce l’infanzia e affonda i denti nella sensibilità dei bambini uccidendo il tradizionale potere consolatore delle fiabe. Tutto ciò è “Affiche”, un’esposizione che annienta la voglia di educare attraverso l’espressione artistica.
Ciò che si discute non è l’abilità o la padronanza tecnica dell’artista, ma i messaggi impliciti che le opere in questione trasmettono.

La mostra a Cremona fino all’11 ottobre

La mostra, inaugurata il 3 ottobre, visionabile fino all’11, é costituita da immagini in maxi formato, dai contestabili contenuti educativi, che sta sollevando polemiche e disappunto, in coloro che ancora hanno a cuore il benessere dell’infanzia. Un’iniziativa, quella di questa esposizione, che nasce dalla collaborazione dell’amministrazione comunale Cremonese, da cui la commissione cultura ha preso nette distanze, con Nicoletta Ceccoli, illustratrice di libri per bambini.

Molte le domande

Molte sono le domande che la visione di questi manifesti suscita, tra queste alcune quali: “Perchè le bambine rappresentate, trasmettono inequivocabili sensazioni di dominanza o sottomissione? C’è volontà di provocazione? E se si, qual è lo scopo e il senso di tutto ciò? Quali sarebbero i contenuti pedagogico-educativi volti alla prevenzione e alla tutela dei bambini, promossi da queste immagini?

Le tante perplessità

Chi li ha realizzati o esposti, ha riflettuto sull’impatto emotivo che queste “opere” potrebbero avere su bambini o bambine che subiscono violenza o l’hanno subita e di cui nessuno è a conoscenza? Era davvero necessario violare l’infanzia, in nome di una prevenzione inzuppata di chiari messaggi a sfondo sessuale e violento, attraverso immagini che disturbano anche gli adulti, quantomeno quelli che hanno ben chiaro cosa sia una relazione sana e un linguaggio espressivo educativo?

Questo difficile momento

Purtroppo, nonostante si viva in un periodo di confusione e di angoscia dovuta alla situazione sanitaria, che pare più  un’emergenza di valori e principi affiancata a pericolose sollecitazioni che il mondo virtuale offre ai bambini, si continua ad infierire su questi ultimi, peraltro indifesi, attraverso immagini deviate e devianti, che in nome della prevenzione proposta in modalità alternativa e della tutela imposta senza remore e controllo, finisce con l’ottenere un esito sicuramente distante da ciò che gli ideatori e l’artista, si erano probabilmente augurati di raggiungere.

Immagini che urtano alcune sensibilità

Eticamente è quasi inaccettabile che per denaro si possa arrivare a creare immagini che urtano notevolmente la sensibilità di ogni bambino che ne fruisce, ma si sa, in questa società ciò che comanda e che muove i fili di tutto è il dio denaro, un un dio insensibile ed egoista, un dio a cui di certo, non può stare a cuore il benessere dei bambini”.

Luisa Colombo – Arteterapeuta

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