Attualità
lutto a trezzano

Addio a Giancarlo Galbiati, colonna della Croce Verde Trezzano: "Quanto ci lasci, comandante"

Giancarlo “ha dato tanto a chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo. Sempre sorridente, ci ha insegnato tante cose”, dice chi lo conosceva.

Addio a Giancarlo Galbiati, colonna della Croce Verde Trezzano: "Quanto ci lasci, comandante"
Attualità Trezzano, 02 Luglio 2021 ore 13:07

Addio a Giancarlo Galbiati, colonna della Croce Verde Trezzano: "Quanto ci lasci, comandante".

Addio a Giancarlo Galbiati, colonna della Croce Verde Trezzano: "Quanto ci lasci, comandante"

TREZZANO SUL NAVIGLIO – Era rigoroso nel lavoro, onesto, instancabile. Ma anche ironico, generoso, disponibile.

Una vita intera spesa per la Croce Verde

Giancarlo Galbiati era tante cose, ed era la colonna della Croce Verde Trezzano. “Ginca – come lo chiamavano gli amici – ha smesso di lottare contro il grande male – hanno scritto dall’associazione di Trezzano –. Una persona che è stata negli anni una colonna dell’associazione, che ha speso una vita per la Croce Verde, formando generazioni di nuovi volontari e portando sempre in alto i nostri valori associativi e di volontariato. Il Consiglio, il Comando e i nostri volontari e dipendenti esprimono il loro cordoglio per la perdita”.

I sentiti messaggi di cordoglio di chi lo conosceva

Giancarlo “ha dato tanto a chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo. Sempre sorridente, ci ha insegnato tante cose”, dice chi lo conosceva. “La tua umanità, la dedizione. Conserveremo un ricordo meraviglioso, rimarrai sempre nei nostri cuori. Buon viaggio comandante”. “Grazie per quello che hai trasmesso a intere generazioni – ancora gli amici –, un grandissimo istruttore, capace di parole di incoraggiamento e affetto”.

L'ultimo viaggio in ambulanza con l'amico Giancarlo

“Gli spallacci – racconta un altro amico di Giancarlo –, gli spallacci! Il paziente va sempre assicurato sulla barella con gli spallacci, dicevi sempre. Ma tu nel nostro viaggio in ambulanza l’ultima volta mi hai chiesto di non metterteli. Il dolore era insopportabile. Quante notturne, quanti servizi, quanti corsi e tirate d’orecchie. Ciao Ginka. Non ti dimenticheremo”.