ALLA BARRIERA DELLA GHISOLFA

Travolse un'auto al casello e morirono due donne: assolto per vizio di mente, andrà in una Rems

Il 39enne che piombò sull'auto di Claudia Turconi e Laura Amato al casello della A4 in territorio di Rho è stato ritenuto incapace di intendere e di volere

Travolse un'auto al casello e morirono due donne: assolto per vizio di mente, andrà in una Rems
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Il 18 febbraio dell'anno scorso, un uomo travolse un'auto al casello di Milano Ghisolfa, sulla A4 Milano-Venezia, direzione Torino, e nel violento scontro morirono due donne. Oggi arriva la sentenza: l'uomo è stato assolto per vizio di mente e finirà in una Rems.

Travolse un'auto al casello e morirono due donne: assolto per vizio di mente

CASTANO PRIMO - Come riporta Prima Milano Ovest, lo ha deciso ieri, martedì 7 maggio, nel processo con rito abbreviato, il giudice dell'udienza preliminare di Milano Tommaso Perna che, data la pericolosità del 39enne, ha disposto per lui la misura di sicurezza in una Rems (una struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali e socialmente pericolosi).

La tragedia risale al 18 febbraio dello scorso anno: erano passate da poco le 2.30 quando l'uomo, residente a Pontenure (Piacenza) aveva centrato con la propria auto, senza frenare, quella su cui si trovavano le due amiche Laura Amato, 54 anni, di Robecchetto con Induno, e Claudia Turconi, 60 anni, di Rescaldina, morte nello schianto.

La patente non gli fu revocata nonostante il vizio di mente fosse già stato accertato

Ad accertare il vizio di mente del 39enne sono state due perizie svolte in fase di indagini. La misura di sicurezza in una Rems sarà rivalutata tra due anni e proseguirà nel caso in cui l'uomo sia ancora ritenuto pericoloso. A fine giugno 2023 il gip Ileana Ramundo aveva disposto un supplemento di perizia psichiatrica nominando l'esperto Marco Lagazzi, dopo che da un precedente accertamento, sempre deciso dal giudice e affidato allo psichiatra Raniero Rossetti, era emerse il vizio totale di mente. Era stato accertato che l'uomo soffre di una psicosi paranoide con crisi "da fine del mondo". E le nuove analisi psichiatrico-forensi avevano confermato nella sostanza gli esiti del primo accertamento.

Secondo la perizia sul comportamento del 39enne - accusato di omicidio stradale e che era già sottoposto a misura di sicurezza (prima in ospedale e poi in comunità) nell'inchiesta del pm Paolo Filippini e della Polizia stradale di Novara - quella notte incidere era stato quel disturbo psicotico di cui soffre da anni, non l'hashish né le benzodiazepine che aveva assunto. Malgrado i disturbi già accertati, però, il 39enne aveva ancora la patente valida. Patente che non gli era stata tolta neppure dopo che era stato dichiarato incapace di intendere e di volere in passato in un procedimento per rapina, lesioni e violenza privata, ma non gli era stata tolta la patente.

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