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Militari a Milano, la proroga divide la politica: Sala aspetta chiarimenti, il centrodestra attacca

Dopo gli scontri del 17 ottobre, prosegue il confronto sulla presenza dell'esercito in città fino al 31 marzo

Militari a Milano, la proroga divide la politica: Sala aspetta chiarimenti, il centrodestra attacca
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Continuano i disaccordi delle diverse forze politiche sul tema sicurezza dopo le decisioni prese a seguito degli scontri del 17 ottobre a Milano, tra chi rifiuta l’arrivo dei militari in città e chi invece ne è favore.

Militari a Milano, la proroga divide la politica

MILANO – “Non so se i militari in città siano una buona notizia, ma soprattutto non so da dove nasce questa decisione. Noi abbiamo, come sapete, ogni mercoledì un comitato in Prefettura in cui ci verrà spiegato il perché di questa decisione. Quindi voglio prima sentire le ragioni degli altri, come credo sia sempre giusto fare, e poi ovviamente esprimerò le mie”.

Lo ha affermato il sindaco Giuseppe Sala, a margine della cerimonia di scoprimento delle lapidi dedicate ai nuovi Benemeriti iscritti nel Famedio, commentando la notizia del prolungamento della presenza dei militari a Milano fino al prossimo 31 marzo.

“C’è stato questo cambio di passo, perché è un cambio di passo: avevo espresso un giudizio positivo quando si parlava di tre mesi, adesso se servono di più non so che analisi hanno fatto, non so nemmeno se abbiamo tutte le informazioni per poter giudicare questa cosa, quindi aspetto mercoledì”.

A chi gli chiedeva se le risorse stanziate per questo provvedimento fossero una cifra ingente il sindaco ha poi risposto “sono una cifra importante”.

Majorino: “pessima immagine per Milano”

“Insisto da giorni e continuo a non cambiare idea. I militari in centro sono assolutamente inutili, servono a dare una pessima immagine della città e non portano nessun beneficio in termini di presidio delle forze dell’ordine. Il governo non manda i 500 agenti della Polizia di Stato e non immagina nessun intervento in termini di prevenzione. È una pagina assurda che si sta vivendo”.

Lo dichiara Pierfrancesco Majorino, candidato alle primarie del centrosinistra per il sindaco e capogruppo dem in Consiglio regionale.

Vannacci: “sicurezza base di tutto”

“Vorrei una Milano che torni a essere la città dei milanesi, che torni a essere sicura, perché la sicurezza è il presupposto per qualsiasi altra attività, che sia essa economica, commerciale, sociale, di qualsiasi tipo. Senza sicurezza non c’è nessuna attività”. 

Lo ha detto il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, in conferenza stampa a un gazebo del partito in piazza Oberdan.

“Con la sicurezza noi daremo una boccata d’ossigeno a questa città stupenda, ai commercianti che vedono ridotte le loro attività del 60-70%, ai cittadini che evitano Milano perché ormai è diventata invivibile. Probabilmente vedremo anche un abbassamento dei prezzi degli appartamenti, perché anche là la sicurezza gioca un fattore incredibile su tutto quello che è il tessuto sociale dell’area alla quale si riferisce”, ha poi concluso.

La Russa: “Vannacci aveva ancora il pannolino quando noi ne parlavamo”

“I giornalisti hanno l’ossessione: ci chiedono di Vannacci che dice che lo rincorriamo sulla sicurezza. Vannacci aveva ancora il pannolino quando la destra parlava di sicurezza, con tutto il rispetto. E la sinistra ci accusava di inventarci il tema sicurezza”.

Così il presidente del Senato Ignazio La Russa nel suo intervento al convegno “Milano sicura, Milano a testa alta. No al fenomeno dei maranza”, organizzato dal gruppo consiliare di FdI al Pirellone. Al suo arrivo i cronisti gli avevano chiesto un commento alle frasi del leader di Fnv e La Russa aveva detto:

“La destra italiana è stata accusata per decenni dalla sinistra di avere la mania della sicurezza e anzi non capivano che la sicurezza era una precondizione di libertà e ci accusavano fino a che hanno capito che in qualche modo anche loro devono almeno fare finta di occuparsi di sicurezza. Per cui fa ridere pensare che noi parliamo di sicurezza perché lo fa un altro, perché lo fa Vannacci o perché lo fa chiunque”.

“Sala ringrazi per i militari. Che fastidio gli danno?”

“La sinistra non è d’accordo su niente, neanche sui militari. Oggi Sala dice ‘Chi l’ha deciso che devono restare?’ Ma che fastidio gli danno? Anziché dire ‘Grazie Governo che me li lasci'”, continua La Russa. “Io sono quello che ha costituito, quando ero ministro della Difesa nel 2008, l’attuale missione Strade Sicure – ha ricordato La Russa poi a margine dell’incontro – l’ho voluta io con grandi difficoltà. All’inizio persino Maroni era fortemente contrario, poi insieme l’abbiamo resa accessibile e la differenza è che a quei tempi volli fortemente accanto ai presidi il pattugliamento nei quartieri più a rischio di due uomini delle forze armate, un carabiniere o un agente di polizia, perché avevano la possibilità, essendo polizia giudiziaria, anche di arrestare che non hanno, se non in determinati casi, i militari. Credo che questo vada ripristinato, cioè io voglio rivedere in ogni quartiere a rischio, nella quotidianità, non solo nelle manifestazioni, il pattugliamento misto, con forze armate, polizia, carabinieri. Perché le divise a chi fanno paura? Io lo dico ormai da vent’anni: le divise fanno paura solo ai criminali o a qualche sessantottino in ritardo con la storia”.