Comune, proprietà e sindacati confermano un’intesa attiva da oltre trent’anni, in un territorio sottoposto alla pressione del mercato immobiliare milanese con l’obiettivo del contenimento dei canoni di locazione, tutele rafforzate per le fasce deboli, investimenti energetici e un modello antispeculativo unico rispetto alla pressione del mercato milanese.
Rinnovato il Protocollo per il quartiere Giardino
CESANO BOSCONE – Contenere gli affitti, proteggere le famiglie più fragili e prevenire le situazioni di emergenza abitativa.
Sono gli obiettivi del nuovo Protocollo d’intesa per il Quartiere Giardino, al confine tra Cesano Boscone e Corsico, dove vivono oltre 1.500 famiglie. L’accordo quadriennale è stato firmato il 27 ottobre nella sala consiliare di Villa Marazzi e rinnova una collaborazione avviata negli anni Novanta tra Comune, proprietà e rappresentanze degli inquilini.
Gli obiettivi del Protocollo
Un’intesa che punta a mantenere i canoni sostenibili nonostante la pressione del mercato immobiliare dell’area metropolitana milanese, attraverso regole condivise, agevolazioni per le fasce più deboli e una maggiore attenzione alle situazioni di difficoltà economica e sociale.
Alla firma erano presenti il sindaco Marco Pozza, l’amministratore di Palladium Srl Sergio Canziani e il direttore amministrativo e finanziario Michele Tedone, insieme ai rappresentanti del Sicet Paolo Erasmi e Marco Bistolfi e ai delegati del Comitato inquilini Giampaolo Armignano, Aldo Barone e Raffaele Capozzi.

Canoni sostenibili e attenzione alle famiglie fragili
Il protocollo disciplina sia i contratti a canone concordato, previsti dalla legge 431 del 1998, sia i rinnovi dei contratti a canone libero con assistenza sindacale. Per tutelare gli inquilini con minori disponibilità economiche sono previste due fasce protette, A e B, con specifici limiti di reddito che tengono conto anche della composizione del nucleo familiare, della presenza di persone anziane di almeno 67 anni e di invalidi con una percentuale riconosciuta superiore ai due terzi.
L’accordo introduce inoltre meccanismi per evitare che gli aumenti si traducano in un peso improvviso sui bilanci domestici. Se il rinnovo comporta un incremento mensile superiore a 35 euro per le fasce protette o a 40 euro per i contratti a canone libero, la parte eccedente viene dilazionata a partire dal secondo anno.
Per le famiglie composte esclusivamente da pensionati già inseriti nelle fasce protette è prevista anche l’assegnazione automatica della fascia, senza dover ripresentare la documentazione reddituale, salvo cambiamenti nella composizione del nucleo familiare.
“Questo accordo viene rinnovato ogni quattro anni e ha la particolarità di continuare a presidiare i casi più difficoltosi a livello reddituale, prevedendo categorie protette che tutelano i cittadini con minori risorse”, sottolinea Michele Tedone.
Il protocollo, aggiunge, garantisce incrementi progressivi e stabili per il prossimo quadriennio, in base alle reali capacità economiche degli inquilini.
Il sindaco: “Un presidio per la coesione sociale”
Per il sindaco Marco Pozza, il rinnovo rappresenta uno strumento concreto per difendere il diritto alla casa:
“Diritto alla casa e tutela delle famiglie non sono principi astratti, ma si traducono in azioni concrete capaci di contenere i prezzi di mercato e prevenire situazioni di emergenza abitativa”, afferma.
Il primo cittadino richiama inoltre la collaborazione tra istituzioni, proprietà e sindacati degli inquilini, che nel corso degli anni ha permesso di costruire soluzioni sostenibili per centinaia di cittadini.
Sicet: “aumenti degli affitti sotto controllo”
Anche il Sicet sottolinea il valore dell’intesa nel contesto metropolitano. Secondo Marco Bistolfi, della segreteria provinciale del sindacato, l’accordo ha consentito di tenere sotto controllo gli aumenti degli affitti e di adattare le condizioni contrattuali alle disponibilità economiche degli inquilini, in una situazione che altrove, soprattutto a Milano, vede molte famiglie alle prese con canoni sempre meno sostenibili.
Il Comitato inquilini evidenzia inoltre il lavoro svolto per contenere i costi accessori e favorire l’accesso ai contributi regionali e comunali per il sostegno all’affitto, anche attraverso le agevolazioni legate all’Isee.

Verifiche annuali fino al 2030
La tutela non riguarda soltanto gli aspetti economici. Il protocollo prevede un impegno condiviso per individuare e affrontare le situazioni di fragilità economica, sociale o sanitaria che possono emergere durante la locazione, con l’obiettivo di consentire alle famiglie di rimanere nelle proprie abitazioni e sostenere il costo dell’affitto.
Sono previsti anche incontri annuali, entro il 31 dicembre, per verificare l’andamento delle morosità e delle procedure di rilascio degli alloggi. La proprietà si impegna inoltre a occuparsi della manutenzione del quartiere e della gestione della raccolta dei rifiuti.
Il nuovo accordo resterà in vigore fino al 31 dicembre 2030, proseguendo un’esperienza di collaborazione che, nelle intenzioni dei firmatari, vuole continuare a garantire stabilità abitativa a migliaia di residenti anche in un mercato immobiliare sempre più difficile.