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Sicurezza a Milano, 500 militari in arrivo. Sala: “Riprendiamo il controllo della città”

Dopo i disordini del fine settimana, il vertice in Prefettura annuncia un piano straordinario di pattugliamenti e presidi

Sicurezza a Milano, 500 militari in arrivo. Sala: “Riprendiamo il controllo della città”
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Gli atti vandalici verificatisi a Milano nel fine settimana scorso, che hanno coinvolto gruppi di ragazzi e adolescenti, molti dei quali minorenni e in larga parte provenienti da altre città, hanno portato il Governo a predisporre un intervento straordinario. È stato infatti previsto l’arrivo di 500 militari, che resteranno operativi fino alla conclusione dell’anno.

Sicurezza a Milano, 500 militari in arrivo

MILANO – Al termine del vertice in Prefettura, il messaggio che emerge è improntato alla fermezza e alla necessità di intervenire senza esitazioni. Il sindaco Giuseppe Sala, è il primo a rilasciare dichiarazioni dopo l’incontro, al quale hanno preso parte il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il vicepremier Matteo Salvini e il capo della Polizia Vittorio Pisani. Sala sottolinea che, in un momento tanto delicato, è necessario accantonare le contrapposizioni e concentrarsi sulle misure da adottare, mettendo al primo posto il rafforzamento dei controlli e il contrasto ai comportamenti violenti.

In arrivo 500 militari

Il contingente sarà composto da paracadutisti della Folgore provenienti da Siena, destinati a collaborare con carabinieri, polizia e Guardia di Finanza. Le attività comprenderanno verifiche sul territorio, pattugliamenti e presidi permanenti in punti strategici, con l’intento di aumentare la presenza delle forze dell’ordine e limitare il rischio di nuovi disordini.

Sala: “riprendiamo il controllo della città”

“È chiaro che ci deve essere una fase immediata di ripresa del controllo della città, perché è quello che chiedono i cittadini, poi ho sentito dire che la sicurezza non possiamo lasciarla alla destra, appunto, quindi bisogna fare delle cose. E in questo momento il mio contributo è anche collaborare perché si riprenda il controllo della città. Poi ci sarà una fase più lunga e più difficile, veramente molto più complessa, di riattivare un dialogo e una comprensione con questi ragazzi. Cerchiamo di capire come andranno coinvolte le scuole”. Il sindaco ha poi concluso che “sarà una operazione molto più complessa. Non c’è un paese democratico al mondo che vive di solo repressione, c’è un momento di controllo, ma c’è qualcosa di più”. 

Sui militari Mattarella ha evitato utilizzo senza regole

“L’arrivo dell’esercito lo commento in maniera positiva, e ringrazio il Presidente della Repubblica che probabilmente ha evitato anche un utilizzo senza regole. Ma con le regole di ingaggio di cui ho sentito parlare stamattina, io credo che in questo momento servono. D’altro canto io devo prendermi la responsabilità anche di quello che ho detto nello scorso weekend, quando ho detto che non ho visto abbastanza forze di polizia in campo. Se in questo momento la soluzione è l’utilizzo dei militari io dico ‘perché no’. È chiaro che stiamo parlando di questioni temporanee: si parla di tre mesi, per cui non stiamo immaginando di militarizzare la città, ma in questo momento in queste settimane delicate credo che servano”.

Majorino: “i militari non sono la risposta”

L’invio di 500 militari

“credo che non sia una risposta giusta, ritengo che abbia detto cose molto sagge l’ex capo della polizia, Franco Gabrielli, quando ha dichiarato che non servono questi militari, servono invece agenti di polizia e, aggiungo, servono educatori”.

Lo ha detto il capogruppo Pd in Consiglio regionale Pierfrancesco Majorino, possibile candidato ad eventuali primarie di centrosinistra per le elezioni comunali, a margine del presidio contro la violenza promosso da Cgil.

“Non possiamo pensare solo a una risposta di questo tipo, bisogna essere molto duri e molto netti contro la violenza, sostenere l’invio delle forze dell’ordine, ma stiamo aspettando ancora da 4 anni 500 agenti che il Governo continua a non mandare”, ha affermato, per poi aggiungere che “ci vuole anche una grande attenzione ai temi della prevenzione e della coesione sociale. Inoltre la cosa che ritengo inaccettabile è l’utilizzo evidentemente strumentale da parte del Governo che sta tentando di criminalizzare tutte le voci, anche innanzitutto quelle assolutamente pacifiche che si levano nel Paese dagli studenti e agli autotrasportatori”.

Calabresi: “bisogno di curare il malessere”

Sull’invio di 500 militari a Milano

“la risposta deve essere larga e complessa. Portare sicurezza è importante, è importante anche quello che ha chiesto il Presidente della Repubblica che l’ordine pubblico sia della polizia e dei carabinieri, e quindi avete visto che non sono stati dati ai militari i poteri di polizia giudiziaria. Secondo me è molto corretto che si distinguano le cose, perché dei fatti gravi non possono servire, anche sull’onda dell’emozione a cambiare degli equilibri importanti. Noi abbiamo bisogno che questi fatti non si ripetano, ma abbiamo anche bisogno di curare il malessere che c’è”. 

Scavuzzo: “avrei preferito più polizia e carabinieri”

Sull’invio di militari a Milano

“avrei preferito che l’impegno fosse per 500 poliziotti o carabinieri che sappiamo essere oggi in grande carenza nelle nostre città ed è anche forse alla base di una fatica delle forze dell’ordine nel quotidiano, vedremo il loro utilizzo”.

Lo ha detto la vicesindaco e candidata ad eventuali primarie del centrosinistra pere comunali, Anna Scavuzzo. A chi le ha chiesto se fosse preoccupata per sabato prossimo, vista la possibilità che ci sia un’altra manifestazione, Scavuzzo ha risposto:

“Non mi piace esprimere preoccupazione, ci stiamo occupando di quello che accade in città. C’è un forte bisogno di ragionare insieme su come affrontare le piazze perché non si ripetano le scene di violenza che abbiamo visto. Sulla prevenzione della violenza dobbiamo fare passi avanti”.