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Sottostazione Terna di Trezzano: opposizione compatta, ora la partita passa al sindaco

Dopo l'incontro pubblico sulla questione, Claudio Albini (Pd) e Noi di Trezzano chiedono all'amministrazione Morandi di assumere un ruolo più incisivo

Sottostazione Terna di Trezzano: opposizione compatta, ora la partita passa al sindaco
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Claudio Albini, consigliere Pd e il gruppo Noi di Trezzano chiedono all’amministrazione Morandi di assumere un ruolo più incisivo sulla questione della sottostazione elettrica. Tra le strade indicate, approfondire l’impatto dei campi elettromagnetici e utilizzare la variante al Pgt per porre limiti alla realizzazione dell’impianto.

Sottostazione Terna di Trezzano: opposizione compatta, ora la partita passa al sindaco

TREZZANO SUL NAVIGLIO – La sottostazione elettrica prevista da Terna a Trezzano sul Naviglio resta al centro del confronto politico trezzanese. Dopo l’incontro di venerdì 16 ottobre con la cittadinanza organizzato dall’amministrazione comunale, a intervenire sono il consigliere Pd Claudio Albini e il gruppo Noi di Trezzano, entrambi contrari alla realizzazione dell’opera e concordi sulla necessità che ora sia il sindaco a guidare la battaglia istituzionale.

Al centro della discussione c’è anche il ruolo del primo cittadino nei rapporti con gli enti chiamati a esprimersi sul progetto. Per Albini, dopo mesi di attesa e un confronto pubblico arrivato a otto mesi di distanza, è il momento di passare a una fase più incisiva, nella quale alle valutazioni tecniche si affianchi una chiara iniziativa politica.

Albini: “Adesso deve farsi sentire il sindaco”

Nel suo commento, il consigliere Claudio Albini sottolinea come dall’incontro sia emerso un elemento importante: il Comune e il Parco Agricolo Sud Milano avrebbero espresso parere negativo sull’intervento nell’ambito del procedimento. Si tratta, tuttavia, di un quadro ancora da completare, in attesa delle posizioni degli altri enti coinvolti, tra cui Regione Lombardia, Arpa e Soprintendenza.

La strada, osserva Albini, resta lunga e complessa. La novità che considera più significativa è però politica: il sindaco deve assumere direttamente la responsabilità della questione e far valere la posizione del territorio nelle sedi istituzionali che contano.

Un passaggio legato anche alla decisione del consigliere Giuseppe Russomanno, che al termine dell’incontro ha restituito simbolicamente la delega sulla vicenda al primo cittadino. Per Albini, Russomanno ha seguito il dossier negli ultimi mesi, ma ora è necessario che sia il sindaco a prendere in mano la situazione e a confrontarsi direttamente con gli interlocutori regionali e ministeriali.

Albini riferisce inoltre che, durante l’incontro, il sindaco avrebbe assicurato l’intenzione di fare tutto il possibile per contrastare il progetto, arrivando, se necessario, anche a un ricorso in tribunale.

“Mi aspetto che, se sarà necessario, verrà con noi di fronte alle ruspe, insieme alla sua Giunta”, scrive il consigliere, ribadendo la propria contrarietà alla sottostazione.

Noi di Trezzano: salute e variante al Pgt

Sulla stessa linea si colloca Noi di Trezzano, che lamenta la mancanza di risposte alle osservazioni presentate nell’ambito del procedimento. Secondo il gruppo, il Ministero non avrebbe ancora fornito riscontri e l’unico elemento disponibile sarebbe un’indicazione contraria all’opera attribuita al Parco Agricolo Sud Milano, della quale si attende la documentazione ufficiale.

Anche per il gruppo di opposizione, la restituzione della delega da parte di Russomanno segna un passaggio di responsabilità: ora spetta al sindaco far valere le ragioni di Trezzano ai tavoli istituzionali.

Noi di Trezzano indica in particolare due direttrici su cui lavorare. La prima riguarda l’approfondimento dei campi elettromagnetici e delle possibili ricadute sulla salute dei cittadini, che il gruppo considera una priorità. La seconda è l’utilizzo della variante al Piano di governo del territorio (Pgt) per individuare strumenti urbanistici e paletti che possano ostacolare la realizzazione dell’impianto.

L’obiettivo dichiarato è comune: impedire che la sottostazione venga costruita. Resta ora da capire quali iniziative concrete saranno messe in campo dall’amministrazione e quali saranno gli esiti delle valutazioni degli enti coinvolti nel procedimento.