Buongiorno Dottore, sono F. e ho 19 anni. Le scrivo perché c’è una cosa di me che non riesco a capire e che ultimamente mi fa riflettere parecchio. Fin da quando ero bambina ho sempre avuto un rifiuto verso il contatto fisico. Non sopporto gli abbracci, i baci sulla guancia e in generale quando qualcuno mi sta troppo vicino o cerca un contatto con me. Mi viene proprio spontaneo allontanarmi, anche se quella persona mi vuole bene e so che non c’è nulla di male. Non ho mai avuto un ragazzo e sinceramente mi chiedo come potrei avere una relazione se già faccio fatica ad accettare un semplice abbraccio. Ho un paio di amici che ormai mi conoscono e sanno come sono fatta, infatti non provano nemmeno più ad abbracciarmi perché sanno che mi dà fastidio. I miei genitori sono sempre stati molto chiusi, poco espansivi. A casa mia non ci sono mai stati tanti abbracci, baci o dimostrazioni di affetto, e mi chiedo se il fatto di essere cresciuta così possa aver influito su di me.
La cosa strana è che a volte mi dispiace essere così. Vedo le altre persone abbracciarsi, cercarsi, vivere queste cose con una naturalezza che io non ho mai avuto. E mi domando perché per me debba essere così difficile una cosa che per gli altri sembra tanto semplice. Non so nemmeno se definirlo un problema, però ho paura che andando avanti con gli anni questa cosa possa impedirmi di vivere serenamente i rapporti con gli altri, soprattutto quelli sentimentali. Secondo lei è possibile che dipenda dal modo in cui sono cresciuta? E soprattutto, come posso fare per cambiare questa cosa? Perché da una parte vorrei riuscirci, ma dall’altra il contatto fisico continua a provocarmi un fastidio che non riesco a controllare.
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Cara F., leggendo quello che scrivi, mi viene da chiederti una cosa: il contatto fisico ti ha sempre dato fastidio allo stesso modo oppure, crescendo, questa sensazione è diventata più forte? Te lo chiedo perché a volte ci abituiamo talmente tanto a un nostro modo di essere che finiamo per considerarlo qualcosa di immutabile. Poi arrivano gli anni in cui iniziamo a desiderare una relazione, a confrontarci con gli amici, e quello che prima non ci creava particolari problemi comincia a pesarci. Da quello che racconti, mi sembra che oggi sia soprattutto questa la tua preoccupazione.
Quello che impariamo senza accorgercene
Dici che i tuoi genitori sono sempre stati poco espansivi. Non sottovaluterei questo aspetto, anche se non possiamo considerarlo automaticamente la causa del tuo disagio. Pensa a quante cose impariamo in casa senza che nessuno ce le insegni. Se in famiglia nessuno si abbraccia, nessuno si bacia e le emozioni vengono espresse poco, è possibile crescere senza avere molta confidenza con certe manifestazioni d’affetto. Naturalmente ogni persona reagisce a modo proprio.
C’è fastidio oppure c’è qualcosa di più?
Mi piacerebbe capire che cosa provi quando qualcuno cerca di abbracciarti. Ti irrigidisci? Ti viene voglia di spostarti? Oppure senti proprio una sensazione sgradevole quando vieni toccata? Non sono dettagli da poco. Un conto è non desiderare il contatto fisico, un altro è volerlo ma non riuscire a tollerarlo. E sarebbe importante capire anche se questo succede con tutti, senza eccezioni.
Non aver avuto un ragazzo non significa nulla
Hai 19 anni, F., e non aver ancora avuto una relazione non deve diventare un motivo per giudicarti. Capisco che tu possa domandarti come affronteresti un bacio o un abbraccio con un ragazzo che ti piace. Ma una relazione non comincia necessariamente dal contatto fisico. Prima vengono la conoscenza, la fiducia, il sentirsi a proprio agio. Non sappiamo come reagiresti in una situazione del genere e non sarebbe corretto fare previsioni.
Da dove partirei, al tuo posto
Non cercherei di abituarmi agli abbracci facendomeli dare controvoglia. Rischieresti soltanto di viverli ancora peggio. Comincerei invece a osservare quando compare questo fastidio e che cosa lo rende più intenso. Se senti che ti impedisce di vivere rapporti che vorresti avere, qualche colloquio con uno psicologo potrebbe aiutarti a comprenderne meglio le ragioni.
E ti lascio un ultimo pensiero: non è detto che tu debba diventare una persona espansiva. Forse hai bisogno, prima di tutto, di capire se quella distanza dagli altri è una scelta che ti appartiene oppure un limite che vorresti riuscire a superare.
Dott. Fabiano Foschini
Psicologo
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