È scontro sulla decisione di ridurre lo smart working alla Ubisoft di Assago. I 102 lavoratori della sede milanese hanno incrociato le braccia e ieri, martedì 6 ottobre, hanno organizzato un presidio davanti allo stabilimento per contestare la decisione dell’azienda di ridurre il lavoro da remoto e riportare il personale in ufficio. La mobilitazione, sostenuta dalla Fiom di Milano, proseguirà anche oggi e domani, con altre due giornate di sciopero.
Lavoratori in sciopero e presidio alla Ubisoft di Assago
ASSAGO – Si è svolto nella giornata di ieri, martedì 6 ottobre, davanti alla sede di Assago, il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori di Ubisoft Milano (102 dipendenti), azienda leader nello sviluppo dei videogiochi.
La voce della Fiom presente alla mobilitazione
“Vogliamo riaprire una seria trattativa con l’azienda – commenta Ludovico Di Muzio della Fiom di Milano – per ridiscutere le decisioni di Ubisoft Global sul rientro in ufficio dopo che per anni le lavoratrici e i lavoratori hanno fatto affidamento su una pratica di smart working estesa e sulla base di quello si sono organizzati la vita.

“L’età media di questi lavoratori è di 30 anni, spiega ancora Di Muzio, e molti abitano a centinaia di chilometri di distanza da Assago ed è impensabile, tenuto conto anche dei costi degli alloggi a Milano e del costo della benzina per i trasferimenti che possano stravolgere la propria esistenza. E’ chiaro che il sottotitolo della decisione aziendale di far rientrare i lavoratori è l’incentivo alle dimissioni”.
Anche in altri paesi europei come la Francia e la Spagna i dipendenti Ubisoft stanno incrociando le braccia, evidenzia il sindacato.
La protesta non si ferma
La mobilitazione continua articolata in altre due giornate di sciopero mercoledi’ 7 e giovedì 8 ottobre e, se da Ubisoft Global non arriveranno aperture significative, proseguirà anche nella prossima settimana.
