Si è riunito per un nuovo incontro il “Tavolo permanente per le politiche di genere” promosso dall’Amministrazione comunale. Istituzioni, scuole, commercianti e associazioni hanno fatto il punto su un piano d’azione capillare che unisce prevenzione, punti di ascolto diffusi e supporto all’autonomia lavorativa.
Una rete diffusa per la parità di genere
CESANO BOSCONE – Una rete sempre più capillare, capace di intercettare i segnali di disagio prima che si trasformino in emergenze e di offrire alle donne più punti di riferimento sul territorio: è la direzione indicata dal Tavolo permanente per le politiche di genere del Comune di Cesano Boscone, riunito lunedì pomeriggio nella Sala delle Carrozze.
Attorno allo stesso tavolo si sono confrontati Comune, forze dell’ordine, scuole, commercianti, associazioni, parrocchia e centri antiviolenza, con l’obiettivo di mettere a sistema le diverse realtà che possono svolgere un ruolo nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere.
Più punti di ascolto sul territorio
Uno degli obiettivi è creare una rete di punti di ascolto e orientamento di prossimità, distribuiti nei diversi luoghi della vita quotidiana. Non solo quindi i servizi specializzati, ma anche scuole, negozi, associazioni sportive e altre realtà capaci di diventare un primo punto di contatto per chi ha bisogno di informazioni o di essere indirizzato verso i servizi competenti.

L’assessora Ravasi
“Costruire una rete territoriale capillare e coesa significa garantire che nessuna donna si senta mai isolata o priva di riferimenti – spiega l’assessora alle Politiche di genere Ilaria Ravasi –. Per questo, in linea con quanto previsto dal nostro Piano di mandato, abbiamo deciso di creare connessioni strutturate tra le forze dell’ordine, i centri antiviolenza, AFOL Città Metropolitana, le scuole, la parrocchia, i negozi di vicinato e il mondo dell’associazionismo e dello sport”.
La rete punta anche sulla prevenzione
Negli istituti scolastici è prevista una formazione specifica per gli insegnanti, così da fornire loro strumenti per riconoscere eventuali segnali di disagio tra i ragazzi. Un altro fronte riguarda invece i luoghi di lavoro, con un approfondimento dedicato alla prevenzione degli stereotipi e alla sensibilizzazione.
Autonomia economica e inclusione
Tra le azioni previste c’è anche il sostegno all’autonomia economica delle donne. Le azioni concordate riguardano tutti i cardini della vita cittadina. Sul fronte dell’autonomia economica, AFOL ha dei progetti di sostegno per il reingresso nel mondo del lavoro delle donne seguite dai servizi antiviolenza, affiancando percorsi di sensibilizzazione interna nelle aziende.
Parallelamente, negli istituti scolastici si punterà sulla formazione specifica degli insegnanti per intercettare i segnali d’allarme e i disagi non espressi dai più giovani.
Sul territorio saranno inoltre coinvolti commercianti e associazioni sportive, chiamati a svolgere un ruolo di presidio e informazione. Sono previsti incontri, iniziative di sensibilizzazione ed eventi benefici per raccogliere risorse da destinare a progetti sviluppati sul territorio.
Proseguiranno anche i corsi di italiano rivolti alle donne straniere promossi dal terzo settore, considerati uno strumento per favorire integrazione e maggiore autonomia.

Il sindaco Pozza; “Un pilastro del nostro programma di governo”
“Il contrasto alla violenza di genere e la promozione delle pari opportunità rappresentano pilastri fondamentali del nostro programma di governo della città – sottolinea il sindaco Marco Pozza –. L’obiettivo è costruire una Cesano Boscone sempre più inclusiva e sicura, dove il tessuto sociale e le istituzioni lavorano in sinergia per proteggere le persone più vulnerabili, non lasciare indietro nessuno e sradicare ogni forma di discriminazione fin dalle sue radici culturali e sociali”.
Per l’assessora Ravasi, la sfida è intervenire prima che sia troppo tardi:
“La violenza si combatte con la tutela e la protezione immediata, ma soprattutto lavorando sulla prevenzione, sulla formazione culturale e sull’emancipazione economica”.
Da qui l’obiettivo di rendere sempre più chiaro, per chi vive una situazione di difficoltà, “a chi rivolgersi per trovare ascolto e orientamento”.