“Antisionismo non è antisemitismo”, “rompere tutti gli accordi con Israele”. Sono gli slogan comparsi sugli striscioni ieri in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino, dove circa 200 persone si sono radunate mentre era in corso il Consiglio comunale per protestare contro il disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo, attualmente all’esame della Camera.
Antisemitismo, protesta contro il disegno di legge
MILANO – Il presidio è stato organizzato da Coordinamento per la Pace, Usb, Avs, Rifondazione Comunista, Amnesty International e dai collettivi Cambiare Rotta, Bds Milano e Osa. Al centro della protesta c’è soprattutto l’adozione nella legge della definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), insieme ai relativi indicatori ed esempi. I contestatori sostengono che l’inserimento della definizione nel testo di legge possa finire per restringere lo spazio della critica politica alle scelte del governo israeliano e confondere antisemitismo e critica a Israele.
Stessa obiezione in Parlamento
È una delle principali obiezioni sollevate anche nel dibattito parlamentare: secondo le opposizioni, l’utilizzo della definizione Ihra come riferimento normativo potrebbe creare conflitti interpretativi e comprimere la libertà di espressione; la maggioranza sostiene invece che il testo non metta in discussione il diritto alla critica politica. Tra gli altri punti contestati dai promotori della mobilitazione ci sono i possibili effetti sulla libertà accademica e di ricerca e, più in generale, il rischio che la definizione venga utilizzata non più soltanto come strumento operativo, ma come parametro giuridico per valutare le espressioni considerate antisemite.
Effetti sulla libertà di espressione
La Società italiana di studi sul Medio Oriente ha espresso preoccupazione proprio per i possibili effetti sulla libertà accademica e di espressione. In piazza anche numerose bandiere palestinesi e striscioni contro il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Alcuni rappresentanti della comunità palestinese hanno contestato anche l’assenza del Partito democratico dal presidio, definendola “vergognosa”.
“Non si può stare nel mezzo – hanno detto dal palco – bisogna stare da una parte o dall’altra e avere il coraggio di dire sì o no”.
Le dichiarazioni di Ovadia
Tra gli attivisti presenti anche lo scrittore e drammaturgo Moni Ovadia.
“Io sono qui – ha detto – primo come essere umano che crede nel valore dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani su questa terra, primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Secondo, sono qui come ebreo perché io ritengo che questa legge è ridicola e criminale. Ridicola perché questi signori mostrano di non sapere cos’è l’antisemitismo; criminale, perché oltre a perseguitare gli uomini giusti liberi, perseguita anche gli ebrei”. Per Moni Ovadia “se fossero vivi oggi, Albert Einstein e Sigmund Freud sarebbero condannati da questa legge e anche Hannah Arendt. Questa sarebbe la legge contro l’antisemitismo. È una buffonata messa in piedi da un pugno di fascistelli e da qualche ebreo che ha perso la testa”.
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La manifestazione davanti a Palazzo Marino (foto Mianews)
La manifestazione davanti a Palazzo Marino (foto Mianews)
La manifestazione davanti a Palazzo Marino (foto Mianews)
La manifestazione davanti a Palazzo Marino (foto Mianews)
La manifestazione davanti a Palazzo Marino (foto Mianews)
La manifestazione davanti a Palazzo Marino (foto Mianews)