Dalle prime lezioni di danza a Trezzano sul Naviglio a un’esperienza formativa nella capitale internazionale della danza. A soli 14 anni, Ludovica Vitelli ha conquistato una borsa di studio integrale alla prestigiosa Academy di Londra, distinguendosi per talento, versatilità ed espressività. Un traguardo che premia anni di impegno e una passione coltivata fin da bambina.
Abbiamo ripercorso le tappe della sua crescita artistica attraverso il racconto della madre, tra i successi già raggiunti e i sogni per il futuro.
Ludovica Vitelli vola a Londra: da Trezzano alla Pineapple Academy a passo di danza
TREZZANO SUL NAVIGLIO – Disciplina, grazia innata e una determinazione fuori dal comune. A soli quattordici anni, Ludovica Vitelli rappresenta una delle promesse più luminose della danza del nostro territorio.
Nata a Milano nel 2012, vive con la famiglia a Trezzano sul Naviglio fin dal 2009, muovendo proprio tra le sale prove cittadine i suoi primi passi all’età di appena tre anni e mezzo. Da quel momento, le scarpette non le ha più tolte: un percorso partito dalla propedeutica e dalla severa scuola classica, per poi aprirsi con naturalezza al contemporaneo, al modern e infine all’hip hop.
Una versatilità rara che, già dai cinque anni e mezzo, ha trasformato la sua passione in un crescendo di partecipazioni a concorsi nazionali e internazionali, costellati da podi, riconoscimenti per l’espressività e l’interpretazione, fino alle audizioni più prestigiose.
L’ultimo grande traguardo è arrivato con l’assegnazione di una borsa di studio integrale presso la celebre Pineapple Dance Studios di Londra, eccellenza mondiale delle arti coreutiche, dove la giovane ballerina trezzanese ha incantato maestri e coreografi internazionali.

Abbiamo ripercorso questa avventura con la madre, testimone diretta di una crescita artistica e umana straordinaria
Dalla propedeutica alle prime scene: come nasce la passione di Ludovica per la danza e come si è sviluppato il suo percorso fino a oggi?
“Ludovica ha mosso i primissimi passi di danza qui a Trezzano sul Naviglio quando aveva appena tre anni e mezzo. La sua prima insegnante ha intuito fin da subito una predisposizione naturale e ci ha incoraggiati a farle proseguire il percorso. È partita con i corsi di propedeutica per poi approdare allo studio rigoroso della danza classica. A cinque anni e mezzo sono arrivate le prime partecipazioni a concorsi, rassegne e stage, sia in Italia che a livello internazionale. Nel corso del tempo ha allargato i propri orizzonti: da circa sei anni studia danza moderna e contemporanea, e da un anno ha inserito anche l’hip hop. Questa poliedricità le ha permesso di distinguersi costantemente davanti a giurie e docenti qualificati, ottenendo primi posti, borse di studio e premi speciali legati al talento emergente e all’espressività scenica, fino all’invito, lo scorso anno, per un’importante audizione a Roma”.
La borsa di studio per Londra è arrivata al termine di un’esibizione carica di significato sociale. Di che contesto si trattava e quali corde ha toccato la sua esibizione?
“Riceviamo regolarmente inviti a competizioni e rassegne, ma questo evento aveva per noi un valore emotivo speciale. Si trattava di una manifestazione artistica dedicata alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ludovica è salita sul palco portando in scena diverse coreografie: una incentrata sulla lotta al bullismo, un inno alla vita e un pezzo
dedicato proprio al dramma della violenza di genere. L’intensità dell’interpretazione ha convinto la giuria: è stata premiata come miglior talento emergente e ha ottenuto una borsa di studio al 100% per frequentare i corsi della prestigiosa Pineapple Academy di Londra. I maestri hanno voluto scommettere su di lei per consentirle un’esperienza formativa di respiro europeo nonostante la giovanissima età”.

Londra è una capitale nevralgica per la danza moderna e contemporanea. Che tipo di banco di prova è stato per Ludovica e che riscontri ha ottenuto dai maestri d’oltremanica?
“Per noi è stata un’emozione grandissima. Negli anni Ludovica era già stata selezionata per diverse opportunità di prestigio – persino con inviti da parte del Joffrey Ballet di New York, oltre a contatti in Svizzera e a Roma –, ma la copertura totale di questa borsa di studio ci ha convinti che fosse il momento giusto per un’esperienza all’estero. Londra è una metropoli all’avanguardia, un laboratorio continuo dove nascono nuove tendenze e stili di movimento che in Italia non si studiano ancora. Ludovica era entusiasta di misurarsi con docenti stranieri nel contemporaneo, nel jazz e nell’hip hop. Al di là della tecnica, è stato un banco di prova caratteriale: a quattordici anni si è mossa con autonomia in un contesto internazionale, parlando in lingua. Gli insegnanti sono rimasti colpiti: le chiedevano l’età, da dove arrivasse, complimentandosi per la fluidità e la spontaneità dei suoi movimenti. Deve continuare su questa strada”.
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A quest’età, tra i primi successi e le lusinghe, c’è il rischio di farsi travolgere. Come vive Ludovica questo momento e quali saranno i suoi prossimi passi?
“Ludovica è una ragazzina estremamente umile, con i piedi ben piantati a terra. Non ha assolutamente la testa montata: per lei ballare non è una questione di visibilità, ma una necessità profonda, l’espressione più autentica di ciò che la fa stare bene. Ha appena iniziato il suo percorso scolastico alle superiori, frequentando la prima al Liceo Artistico Brera di Milano. Per il futuro immediato l’obiettivo è conciliare lo studio con l’allenamento, continuando a danzare il più possibile. Nei prossimi anni ci piacerebbe poterla iscrivere a un’accademia di alta formazione, a Milano o all’estero, che possa trasformare questa sua grande vocazione in uno sbocco professionale solido e duraturo”.
Fabio Fagnani