sud milano

La memoria degli Internati Militari Italiani vive nel Sud Milano: le storie di Corsico, Buccinasco e Trezzano

Cerimonie e riconoscimenti per ricordare gli oltre 600mila italiani deportati nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943. A Corsico ricordata la storia di Umanilio Guffanti, Buccinasco premia alla memoria Vito Catinella, a Trezzano l’onorificenza alla famiglia di Rinaldo Scaglioni

La memoria degli Internati Militari Italiani vive nel Sud Milano: le storie di Corsico, Buccinasco e Trezzano

Tre comunità del Sud Milano hanno scelto di ricordare gli Internati Militari Italiani (IMI) nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra mondiale attraverso le storie di uomini che, dopo l’8 settembre 1943, rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò e per questo furono catturati e deportati nei campi di internamento e lavoro nazisti.

Il ricordo della nostra storia

SUD MILANO – Domenica 20 settembre, in occasione della Giornata nazionale dedicata agli IMI, Corsico, Buccinasco e Trezzano sul Naviglio hanno celebrato quella memoria con una cerimonia pubblica e con la consegna di Medaglie d’Onore ai familiari di alcuni degli internati.

A Corsico la storia di Umanilio

A Corsico, la commemorazione si è svolta ai Giardini IMI, dove è stata ripercorsa la storia degli oltre 650mila militari italiani che dissero no ai tedeschi dopo l’armistizio. Tra loro c’era Umanilio Guffanti, milanese classe 1920 e dal 1952 cittadino corsichese.

A raccontarne la vicenda è stata la figlia, Valeria Guffanti. Catturato dopo l’8 settembre, Umanilio venne deportato e destinato al lavoro coatto: “Umanilio è stato un IMI, uno dei 650mila italiani che dissero no ai tedeschi e per questo furono deportati nei loro campi di lavoro. Mio padre lavorò in fabbriche di munizioni e materiale bellico, scavò trincee fino al suo ritorno”, ha raccontato, ricordando gli anni trascorsi tra fame, freddo, fatica e violenze.

La vicesindaca Angela Crisafulli

Durante la cerimonia è intervenuta anche la vicesindaca Angela Crisafulli, che ha sottolineato l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza di quella storia. “Una storia così dolorosa deve insegnarci a comprendere e ricordare”, ha detto, richiamando i valori della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza e della dignità delle persone.

Varieschi ha raccontato il “caro prezzo” pagato dagli IMI

Il presidente di Anpi Corsico, Davide Varieschi, ha ricordato il prezzo pagato dagli IMI: quasi 50mila non fecero ritorno a casa, mentre molti altri rientrarono dopo anni di privazioni. Una scelta che Varieschi ha definito un primo atto di “resistenza morale e senza armi”.

Alla commemorazione hanno partecipato anche il Corpo Musicale Città di Corsico, gli Alpini, i Marinai d’Italia, la Protezione Civile e la Polizia Locale. Particolarmente intenso il momento dedicato alla poesia “Non mi avrete” di Ludovico Belgiojoso, architetto internato a Gusen, letta da Anna Polettini.

A Buccinasco la Medaglia d’Onore a Vito Catinella

La memoria è diventata anche un riconoscimento ufficiale a Buccinasco, dove la nipote Fabiana Catinella ha ritirato la Medaglia d’Onore conferita alla memoria del nonno Vito Catinella.

La consegna è avvenuta domenica a Milano, nella Sala Barozzi dell’Istituto dei Ciechi, durante la cerimonia organizzata per la Giornata degli internati italiani. Il prefetto Claudio Sgaraglia ha consegnato ai familiari 71 Medaglie d’Onore concesse con decreto del Presidente della Repubblica a cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto.

Vito Catinella si trovava a Rodi quando fu catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943. Aveva 23 anni e rimase lontano da casa fino al 1945. La storia del nonno è stata ricostruita proprio grazie alla lunga ricerca della nipote. Fabiana aveva iniziato occupandosi della vicenda di Eugenio Mazzesi, alpino di 19 anni partito per il fronte russo e mai tornato. Da quella ricerca è arrivata poi ai fascicoli matricolari dei propri nonni, fino a ricostruire la storia di Vito.

“La mia ricerca del nonno non è ancora finita”, ha raccontato. Per Fabiana, infatti, la Medaglia d’Onore “non rappresenta la fine della ricerca, è una tappa”: un riconoscimento arrivato dopo più di ottant’anni e un modo per far tornare a essere pronunciato il nome del nonno e per restituirgli, almeno attraverso la memoria, la storia di quegli anni.

Le parole del sindaco e dell’assessora alla Pace

Alla cerimonia era presente anche l’assessora alla Pace Anna Arcari, che ha sottolineato il valore della scelta compiuta dagli internati e della ricerca portata avanti dalla nipote.

Il sindaco Rino Pruiti ha annunciato inoltre che Fabiana Catinella sarà invitata alla seduta del Consiglio comunale del 20 ottobre, per condividere con l’assemblea cittadina la storia del nonno.

A Trezzano l’onorificenza alla famiglia Scaglioni

Un’altra Medaglia d’Onore è arrivata a Trezzano sul Naviglio, dove il riconoscimento è stato assegnato a Claudio Scaglioni, familiare di Rinaldo Scaglioni, internato e successivamente deceduto.

Anche in questo caso l’onorificenza è stata conferita con decreto del Presidente della Repubblica e consegnata a Milano, nella Sala Barozzi dell’Istituto dei Ciechi, nell’ambito della stessa cerimonia dedicata agli internati italiani.

L’Amministrazione comunale ha voluto unirsi al ricordo, sottolineando il significato della Medaglia d’Onore e la necessità di mantenere viva la memoria di quanto accaduto durante la Seconda guerra mondiale.

Storie diverse, dunque, ma unite da uno stesso passaggio della storia italiana: uomini che dopo l’armistizio furono catturati e deportati perché non accettarono di combattere al fianco dei tedeschi.

A distanza di oltre ottant’anni, Corsico, Buccinasco e Trezzano hanno scelto di riportare quei nomi e quelle vicende al centro della memoria delle proprie comunità.