Prima l’agguato nei pressi di una scuola dell’infanzia a Rozzano nella mattina di martedì 8 settembre, poi il pestaggio e infine quasi due giorni di sequestro in un appartamento di via Saponaro, al Gratosoglio dove un venticinquenne è stato duramente picchiato per quasi due giorni e alla fine liberato e messo in salvo dai carabinieri.
Prima aggredito a Rozzano, poi sequestrato al Gratosoglio: liberato dai carabinieri un 25enne
MILANO – È la sequenza ricostruita dai carabinieri della Compagnia Magenta dopo la liberazione di un marocchino di 25 anni, O.F., trovato giovedì sera legato e ferito all’interno di un alloggio popolare.
A far scattare l’intervento dell’Arma è stata una telefonata anonima arrivata nel pomeriggio di giovedì. La segnalazione indicava la presenza di una persona sequestrata in un appartamento di via Saponaro 1/A, stabile già interessato da numerose occupazioni abusive e teatro, nelle scorse settimane, anche di un grave episodio di violenza.
Spari davanti alla scuola dell’infanzia di via Lillà a Rozzano
Per capire cosa sia accaduto nell’appartamento, però, bisogna tornare a martedì mattina. Intorno alle 10, il 25enne sarebbe stato avvicinato da un gruppo di cinque uomini nei pressi di una scuola dell’infanzia di via delle Petunie, a Rozzano.
Alcuni testimoni hanno riferito ai carabinieri di aver sentito uno sparo. Del proiettile, però, non è stato trovato alcun bossolo, circostanza che potrebbe far pensare all’utilizzo di un revolver. L’azione è durata pochi istanti: gli aggressori si sono allontanati rapidamente e anche il giovane è sparito dalla scena. La vicenda, però, sarebbe proseguita poche ore dopo.
Poi il sequestro in un appartamento del Gratosoglio
In serata, infatti, il 25enne sarebbe stato nuovamente raggiunto, questa volta nella periferia sud di Milano, da un gruppo molto più numeroso. Secondo la ricostruzione degli investigatori, una ventina di persone lo avrebbe circondato e aggredito con estrema violenza. Il giovane sarebbe stato colpito al volto con un estintore, poi con bottiglie e bastoni e anche alla testa con dei caricatori di pistola.
Legato e rinchiuso per quasi due giorni
Il pestaggio avrebbe provocato la perdita di conoscenza del 25enne. Quando si è risvegliato si trovava all’interno di un appartamento di via Saponaro, in un palazzone del Gratosoglio, con mani e piedi legati e il nastro adesivo sulla bocca.
Per quasi due giorni sarebbe rimasto nelle mani dei suoi aggressori. Durante la prigionia sarebbe stato nuovamente picchiato, denudato e ripreso con un cellulare. Gli sarebbero stati inoltre sottratti telefono, denaro e documenti.
Il blitz dei carabinieri in via Saponaro
La segnalazione arrivata giovedì pomeriggio ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri, che hanno circondato lo stabile e l’area circostante, compresa quella nei pressi dell’ufficio postale, per evitare rischi durante l’operazione.
Quando i militari sono entrati nell’edificio è scattato un fuggi fuggi. Uno degli uomini presenti nell’appartamento, però, è stato bloccato mentre cercava di scappare dal retro. Si tratta di Othmane Echchiakh, marocchino di 34 anni, arrestato con l’accusa di sequestro di persona e trasferito nel carcere di San Vittore.
Durante l’intervento, inoltre, i carabinieri gli avrebbero trovato addosso 10,2 grammi di cocaina già suddivisa in dosi. Per questo è stato anche denunciato a piede libero per detenzione di droga ai fini di spaccio.
Si pensa ad un regolamento di conti
Il particolare rafforza l’ipotesi investigativa che dietro l’aggressione di martedì mattina a Rozzano e il successivo sequestro possa esserci un regolamento di conti legato al mondo dello spaccio. Il 25enne, infatti, avrebbe precedenti proprio per reati legati alla droga.
Caccia agli altri componenti del gruppo
Il giovane è stato trasportato all’Humanitas, dove i medici hanno medicato le numerose ferite e lo hanno dimesso con una prognosi di dieci giorni. Ora dovrà essere nuovamente ascoltato dagli investigatori per ricostruire nel dettaglio le fasi dell’aggressione e del sequestro.
Le indagini, intanto, proseguono per individuare gli altri componenti del gruppo. Due cittadini marocchini, di 18 e 30 anni, sarebbero già stati identificati e denunciati in Procura in stato di irreperibilità. I carabinieri sono ora sulle loro tracce e cercano di ricostruire il ruolo avuto da ciascuno nella vicenda.