La fuoriuscita di idrocarburi nel Naviglio Grande, individuata tra venerdì 4 e sabato 5 settembre, finisce sul tavolo della Procura di Milano.
Sversamento di idrocarburi per 28 km sul Naviglio Grande
NAVIGLIO GRANDE – È stato aperto un fascicolo per inquinamento delle acque, al momento a carico di ignoti, per fare luce sull’origine dello sversamento avvenuto nella zona di Pontevecchio, frazione di Magenta. Gli accertamenti dovranno stabilire anche se si sia trattato di un incidente oppure di un gesto intenzionale: al momento, infatti, gli investigatori non escludono l’ipotesi dolosa.
L’inchiesta
L’inchiesta è coordinata dalla pm Giulia Floris, sotto la supervisione del procuratore di Milano Marcello Viola. La contestazione è ancora in una fase preliminare e potrà essere definita con maggiore precisione soltanto dopo l’acquisizione delle prime relazioni e soprattutto degli esiti delle analisi effettuate sulla sostanza finita nelle acque del canale.
A occuparsi degli accertamenti sono i carabinieri delle stazioni di Magenta e Abbiategrasso, chiamati a ricostruire la provenienza degli idrocarburi e le circostanze che hanno portato alla loro dispersione nel Naviglio.
L’allarme a Pontevecchio di Magenta e l’intervento
L’emergenza è scattata nel pomeriggio di venerdì 4 settembre, quando è stata individuata una sostanza oleosa all’interno del Naviglio Grande, nella frazione Pontevecchio di Magenta. Il materiale, presumibilmente gasolio, è stato notato mentre in città erano in corso interventi programmati sulla rete fognaria.
Durante le attività di manutenzione, infatti, era stata rilevata la presenza di idrocarburi all’interno della rete. I tecnici del Gruppo CAP sono quindi intervenuti per individuare il problema e procedere alla bonifica della vasca interessata, operazione necessaria per ripristinare il regolare funzionamento del sistema fognario.
Nel frattempo l’allarme ambientale si è esteso al Naviglio. Sul posto sono entrati in azione i vigili del fuoco, compresi gli specialisti del nucleo Nbcr, insieme alle forze dell’ordine, al personale del Consorzio Villoresi e ai tecnici di Arpa Lombardia. Sono stati effettuati campionamenti e prelievi della sostanza per determinarne con precisione la composizione e cercare di risalire alla sua origine.
La scia di gasolio e il cigno in difficoltà
La contaminazione ha però interessato un tratto significativo del Naviglio Grande, spostandosi per 28 chilometri da una parte verso Abbiategrasso e dall’altra verso la Darsena di Milano. All’altezza di via Alzaia del Naviglio, ad Abbiategrasso, all’incrocio con via Verbano, alcuni cittadini hanno notato un cigno in gravissime condizioni, completamente ricoperto dalla sostanza oleosa.
A lanciare l’allarme e a tentare per primi di salvarlo sono stati un padre e il figlio di 11 anni. I due hanno seguito l’animale per ore a bordo di una barca, cercando di avvicinarlo e recuperarlo, mentre altre persone cercavano di intervenire da terra.

Il salvataggio è stato poi portato a termine grazie all’intervento degli operatori e dei tecnici del Nucleo ittico venatorio della Città metropolitana di Milano. L’esemplare è stato recuperato e affidato alla Lipu di Magenta, presso il centro La Fagiana, dove è stato sottoposto alle prime visite veterinarie e avviato alle cure necessarie.
Lo sversamento ha infatti già prodotto conseguenze sull’ecosistema del Naviglio, con ripercussioni sulla flora e sulla fauna presenti lungo il corso d’acqua. Saranno ora le analisi e gli accertamenti avviati dalla Procura a chiarire la natura della sostanza, la sua provenienza e soprattutto le responsabilità per quanto accaduto.
La situazione e gli interventi di bonifica
I tecnici di Arpa Lombardia sono al lavoro per cercare di analizzare al più presto la composizione del liquido, sul fronte ambientale, nella mattinata di domenica si è svolto un vertice operativo tra Città metropolitana di Milano, Comune di Milano, vigili del fuoco, Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi e le imprese impegnate nelle operazioni. Dal confronto è emerso che al momento non risultano ulteriori fuoriuscite attive e non sarebbe in corso un nuovo apporto di sostanze inquinanti verso Milano.
I tecnici della Città metropolitana hanno provveduto a sostituire i pannelli assorbenti già posizionati lungo il Naviglio per contenere la presenza di idrocarburi. Resta invece sotto osservazione la situazione della Roggia Soncina, a Robecco sul Naviglio, dove si è concentrato parte del materiale arrivato durante la prima fase dello sversamento.
La roggia è stata chiusa, ma nell’area permangono alcuni trafilamenti e ristagni d’acqua, responsabili anche di odori sgradevoli. Per questo, d’intesa con il Consorzio Villoresi, è stato deciso di anticipare le operazioni di bonifica, così da intervenire quanto prima sul materiale ancora presente e ridurre ulteriormente i rischi per l’ambiente.