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Quando il passato ritorna nell’intimità

Una violenza subita molti anni fa riaffiora nella mia relazione attuale: vorrei confidarmi con il mio compagno, ma non so come farlo.

Quando il passato ritorna nell’intimità

Salve Dottore, mi chiamo L. e ho 57 anni. Le scrivo perché sento il bisogno di chiederle un consiglio su una situazione che mi sta mettendo molto in difficoltà. Quando avevo 18 anni ho subito una violenza sessuale. All’uscita dalla festa di compleanno di un’amica, un uomo mi trascinò in un parco nella periferia di Milano e abusò di me. Negli anni successivi ho seguito diversi percorsi psicologici e mi sono rivolta anche a una psichiatra, che mi aveva prescritto alcuni farmaci per aiutarmi a gestire l’ansia e gli attacchi di panico. È stato un cammino lungo e difficile, ma con il tempo sono riuscita a ritrovare un certo equilibrio. Mi sono sposata, ho avuto due figli e, dopo la separazione, ho vissuto anche altre relazioni importanti. Arrivo al motivo per cui le scrivo. Da qualche tempo sto frequentando un uomo che mi piace molto, ma durante i rapporti sessuali la sua irruenza e alcuni suoi modi bruschi e poco delicati mi spaventano. In quei momenti riaffiorano i ricordi della violenza subita e io mi irrigidisco, mi chiudo in me stessa e non riesco più a vivere serenamente ciò che sta accadendo. Non gli ho mai raccontato quanto mi è successo. Una parte di me pensa che dovrei farlo, ma non so come affrontare l’argomento e ho paura della sua reazione. Secondo lei sarebbe giusto parlargliene? E, se sì, come potrei farlo nel modo più adatto?

La ringrazio per l’ascolto e per il consiglio che vorrà darmi.

L.

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Gentile L., grazie per aver raccontato una parte così dolorosa della sua storia. Non è scontato mettere in parole ciò che le è accaduto, neppure dopo tanti anni e i percorsi già affrontati. Il fatto che oggi alcune situazioni intime riaccendano ricordi e paure merita ascolto, rispetto e molta delicatezza. Non deve obbligarsi a sopportare comportamenti che la spaventano soltanto perché prova interesse per quest’uomo o teme di deluderlo. In un rapporto sessuale il desiderio di entrambi, la sicurezza e la possibilità di fermarsi in qualsiasi momento sono essenziali. Se durante l’intimità si sente a disagio, può dire basta, allontanarsi o interrompere il rapporto senza dover fornire subito una spiegazione. Il suo limite è già una ragione sufficiente e va accolto senza pressioni o proteste.

Parlarne, ma scegliendo tempi e modi

Raccontargli la violenza potrebbe aiutarlo a comprendere alcune sue reazioni, ma non è un obbligo: lo faccia soltanto quando si sentirà pronta. Potrebbe iniziare senza particolari, dicendo che ha vissuto un’esperienza dolorosa e che certi gesti bruschi la spaventano e la portano a chiudersi. Non affronti questo discorso durante un rapporto. Cerchi un momento tranquillo, magari passeggiando o davanti a un caffè. Non servono parole perfette: può dirgli che i suoi modi a volte la spaventano e che, per stare bene con lui, ha bisogno di lentezza e delicatezza. Guardi come reagisce. Se saprà ascoltarla senza giudicare o chiedere particolari che lei non vuole raccontare, sarà importante. Se invece dovesse sminuire ciò che prova, non faccia finta di nulla.

I suoi confini contano

Anche senza raccontare il passato, ha diritto di parlare del presente. Può dire: “Quando sei irruento mi spavento; ho bisogno che tu sia più delicato e che ti fermi appena te lo chiedo”. Non occorre giustificare ogni limite attraverso la violenza subita. Il consenso non vale una volta per tutte: serve in ogni momento e può essere ritirato. Se ignorasse le sue richieste, insistesse o reagisse con rabbia, prenda sul serio questi segnali e si protegga, evitando di restare sola con lui quando non si sente al sicuro. Potrebbe confidarsi con una persona fidata per non portare questo peso da sola. La delicatezza che chiede non è eccessiva; è una condizione minima perché l’intimità possa essere vissuta con serenità e fiducia. 

Un sostegno per affrontare questo passaggio

Poiché questi ricordi stanno tornando, potrebbe esserle utile riprendere un confronto con uno psicologo scelto da lei, non perché le sue reazioni siano sbagliate, ma per sentirsi accompagnata nel decidere cosa raccontare e come stabilire confini sicuri. Con questo aiuto potrà capire che cosa desidera dire a quest’uomo e che cosa preferisce tenere per sé. Non deve risolvere tutto adesso, né trovare le parole giuste. Si dia il tempo che le serve. Se vorrà parlargli, lo faccia dove si sente tranquilla e avvisi una persona cara. Non dimentichi che non sta chiedendo troppo: desiderare attenzione, rispetto e dolcezza è legittimo. Una relazione dovrebbe farla sentire libera di parlare, fermarsi e cambiare idea, senza paura di essere messa in discussione.

Dott. Fabiano Foschini

Psicologo

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