Rubrica Nutrizione & Benessere

Longevità a tavola: i segreti dell’alimentazione dopo i 50 anni

Scienza, alimentazione e buone abitudini, spiegate in modo pratico dalla Dott.ssa Deriu Maria Letizia biologa nutrizionista.

Longevità a tavola: i segreti dell’alimentazione dopo i 50 anni

Compiuti i 50 anni, il nostro organismo inizia lentamente a cambiare. Il metabolismo rallenta, la massa muscolare tende a diminuire, aumenta il rischio di osteoporosi e di malattie cardiovascolari e diventa più facile accumulare qualche chilo di troppo. La buona notizia è che non si tratta di un destino inevitabile: l’alimentazione può fare una grande differenza.

Mangiare bene dopo i 50 anni non significa seguire diete restrittive o eliminare interi gruppi di alimenti. Significa imparare ad ascoltare il proprio corpo e scegliere cibi che lo aiutino a mantenersi in salute nel tempo.

Il metabolismo cambia, ma non è il principale responsabile

Molte persone attribuiscono l’aumento di peso esclusivamente al metabolismo che rallenta. In realtà, il cambiamento è piuttosto modesto. Ciò che incide maggiormente è la progressiva perdita di massa muscolare, che riduce il consumo energetico, insieme a uno stile di vita spesso più sedentario.

Per questo motivo è importante non solo mangiare in modo equilibrato, ma anche mantenersi fisicamente attivi, dedicando spazio sia all’attività aerobica sia agli esercizi di forza, fondamentali per preservare la massa muscolare.

Proteine: alleate dei muscoli

Con il passare degli anni, diventa ancora più importante assumere una quantità adeguata di proteine.

Pesce, uova, legumi, latticini, carne magra e frutta secca contribuiscono al mantenimento di una buona massa muscolare e favoriscono il senso di sazietà. È utile distribuire le proteine nei vari pasti della giornata anziché concentrarle esclusivamente a cena.

Calcio e vitamina D: un binomio per le ossa

Dopo i 50 anni aumenta il rischio di perdita di massa ossea, soprattutto nelle donne dopo la menopausa.

Latte e yogurt, formaggi nelle giuste quantità, acque ricche di calcio, verdure a foglia verde e alcuni pesci rappresentano buone fonti di questo minerale. La vitamina D, invece, viene prodotta principalmente grazie all’esposizione al sole; quando necessario, il medico può valutare l’opportunità di un’integrazione.

Più fibre, meno zuccheri

Le fibre aiutano il transito intestinale, favoriscono il controllo di glicemia, colesterolo e trigliceridi, aumentano il senso di sazietà, favoriscono un peso corporeo equilibrato.

Nell’alimentazione quotidiana sarebbe utile inserire:

  • verdura a pranzo e a cena;
  • due porzioni di frutta;
  • cereali integrali;
  • legumi almeno due o tre volte alla settimana.

Al contrario, è consigliabile limitare il consumo di dolci, bevande zuccherate e prodotti ultraprocessati, che apportano molte calorie ma pochi nutrienti.

I grassi? Sì, ma quelli giusti

Non tutti i grassi sono uguali.

L’olio extravergine d’oliva dovrebbe essere il principale condimento della dieta quotidiana, utile fonte di omega3. Cosi’ come pesce azzurro, noci e semi di lino, come altra fonte di questi grassi preziosi; ovviamente nelle quantità in linea con il nostro fabbisogno giornaliero.

È invece opportuno ridurre il consumo di grassi saturi e di alimenti ricchi di grassi trans, spesso contenuti nei prodotti industriali.

Bere a sufficienza

Con l’età il senso della sete tende a diminuire, aumentando il rischio di disidratazione.

Anche senza avvertire sete è importante bere regolarmente durante la giornata, privilegiando l’acqua. Tisane non zuccherate possono rappresentare una valida alternativa.

Il peso non racconta tutta la storia

Dopo i 50 anni non è importante soltanto ciò che indica la bilancia.

Anche mantenendo lo stesso peso corporeo, si può perdere massa muscolare e aumentare la massa grassa. Per questo motivo è utile valutare periodicamente anche la composizione corporea e la circonferenza della vita, indicatori più rappresentativi dello stato di salute.

Funzioni cognitive e la memoria: quali alimenti privilegiare?

La dieta mediterranea continua a essere uno dei modelli alimentari più efficaci per prevenire molte malattie croniche e perché no, lavorare quotidianamente per mantenere una buona memoria. E si’, già a 50 anni o forse prima, è importante lavorare anche su questo aspetto.

Non esiste un singolo alimento capace di migliorare la memoria. È l’insieme delle scelte quotidiane – un’alimentazione ricca di vegetali, pesce, olio extravergine di oliva, cereali integrali e frutta secca, associata ad attività fisica, sonno adeguato e stimolazione mentale – a contribuire al mantenimento delle funzioni cognitive con l’avanzare dell’età. Tutti questi elementi rappresentano una combinazione vincente, supportata da solide evidenze scientifiche.

In conclusione

Mangiare bene dopo i 50 anni non significa rinunciare al piacere della tavola, ma fare scelte più consapevoli. Una dieta varia ed equilibrata, associata a una regolare attività fisica, a un sonno adeguato e al controllo periodico dello stato di salute, permette di affrontare questa fase della vita con maggiore energia, autonomia e benessere.

Prendersi cura dell’alimentazione e del nostro buon stile di vita, dopo i 50 anni significa investire sulla qualità della vita di oggi e sulla salute degli anni che verranno.

A cura di Dott.ssa Maria Letizia Deriu – Biologa Nutrizionista

www.mangiareinsalute.com

RICETTA NEL PIATTO: Filetto di orata al forno con pomodorini, mandorle, olive taggiasche accompagnata da insalata di ceci, cetrioli e rucola

Ingredienti:

– filetti di orata

– pomodorini ciliegino

– olive taggiasche denocciolate

– olio extravergine d’oliva

– 1 spicchio d’aglio

– origano q.b.

– una manciata di mandorle a scaglie

– prezzemolo fresco

– succo di mezzo limone

– ceci

– rucola

– 1 cetriolo

Preparazione

Scaldare in una padella antiaderente (o in un wok) un cucchiaio di olio extravergine d’oliva insieme allo spicchio d’aglio leggermente schiacciato.

Aggiungere i pomodorini tagliati a metà e cuocerli per 3-4 minuti a fuoco medio, finché iniziano ad ammorbidirsi. Unire quindi le olive e lasciare insaporire per un paio di minuti.

Spostare leggermente il condimento ai lati della padella e adagiare al centro i filetti di orata con la pelle rivolta verso il basso. Cuocere 4-5 minuti, quindi girare delicatamente i filetti e proseguire la cottura per altri 3-4 minuti, fino a quando la polpa risulterà bianca e morbida.

Spegnere il fuoco, eliminare l’aglio e completare con una di  prezzemolo tritato, una manciata di mandorle a scaglie e qualche goccia di succo di limone.

Nel frattempo preparare l’insalata mescolando i ceci con la rucola, il cetriolo a fettine e i pomodorini. Condire con olio extravergine d’oliva, succo di limone.

Servire l’orata ben calda con il suo sughetto di pomodorini, olive, accompagnata dall’insalata di ceci e rucola.

Tempo di preparazione: 15 minuti
Tempo di cottura: 12-15 minuti
Difficoltà: Facile

Il consiglio della nutrizionista

Per una cottura ancora più salutare, puo’ essere utile non usare temperature troppo elevate. Una fiamma media permette al pesce di rimanere morbido e preserva meglio le caratteristiche nutrizionali dell’olio extravergine d’oliva. Completa il pasto con una fetta di pane integrale o multicereali e semi.

Questo piatto favorisce un buon apporto di nutrienti: ci fornisce una buona quota di grassi “buoni” (omega3), fibre, proteine, minerali quali fosforo, calcio, ferro, iodio e selenio.

 

Fonti scientifiche

  • World Health Organization (WHO). Healthy diet. Geneva: World Health Organization. Disponibile su: https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/healthy-diet
  • Council for Responsible Nutrition Foundation. Healthy Aging and Nutrition: Maintaining Health Throughout the Lifespan. Washington, DC.
  • Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU). Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN), V Revisione. Milano: SICS Editore; 2024.
  • Ministero della Salute. Linee guida per una sana alimentazione. Roma: Ministero della Salute.
  • CREA – Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione. Linee guida per una sana alimentazione italiana. Edizione 2018.