La trasformazione profonda che sta attraversando il mercato del gioco pubblico tocca anche la Lombardia. A testimoniarlo sono i dati presentati da EGP-FIPE Confcommercio durante il convegno “Tutti in Gioco”, promosso dalla Regione Lombardia e dedicato alla prevenzione del Disturbo da Gioco d’Azzardo. Anzi, a testimoniarlo è un dato in particolare: quello della regione lombarda, dove nel 2025, per la prima volta, la raccolta del gioco online ha superato quella della rete fisica.
Secondo l’associazione, il fenomeno non rappresenta un aumento della domanda ma uno spostamento delle abitudini dei giocatori. Tra il 2019 e il 2025, infatti, la spesa complessiva per il gioco pubblico è cresciuta del 12,3%, passando da 19,3 a 21,7 miliardi di euro. Nello stesso periodo, però, il comparto degli apparecchi da intrattenimento installati nei punti vendita ha registrato una contrazione del 23,6%, mentre il gioco online è aumentato del 207%. Ancora più marcata la crescita delle slot online, che hanno fatto segnare un incremento del 250%. La Lombardia rappresenta l’esempio più evidente di questa evoluzione: dal 2019 sono scomparsi quasi 3.200 esercizi dotati di apparecchi da gioco, ma la domanda non si è ridotta
«Questi numeri mostrano che non stiamo assistendo semplicemente a una crescita del gioco, ma a una migrazione sempre più evidente verso il digitale. Il giocatore non scompare quando chiude un punto vendita: cambia canale, modalità di accesso e spesso anche dispositivo», osserva Federica De Lorenzi di Slot Java, uno dei più affidabili siti di comparazione di casinò online.
Perché le vecchie misure non bastano più
Secondo Emmanuele Cangianelli, presidente di EGP-FIPE, questi numeri dimostrano che le politiche costruite negli ultimi quindici anni devono essere ripensate alla luce dei cambiamenti tecnologici. Le limitazioni di orario e i cosiddetti distanziometri, introdotti per regolare la presenza delle sale sul territorio, hanno inciso soprattutto sul gioco fisico mentre una parte crescente dell’offerta si stava spostando online, dove questi strumenti non possono intervenire. Il risultato? Un comportamento diverso da parte dei consumatori, senza riduzione di domanda.
A confermare il cambiamento contribuiscono anche altri dati: il Politecnico di Milano ha dimostrato come circa il 74% del gioco online avvenga ormai tramite smartphone, mentre il Consiglio Nazionale delle Ricerche evidenzia come il 51% dei giovani tra i 15 e i 19 anni dichiari di aver giocato almeno una volta, il valore più alto finora registrato. Uno scenario che rende necessario un aggiornamento della prevenzione.
Una nuova prevenzione
Per EGP-FIPE la risposta non consiste esclusivamente nell’aumentare i divieti, ma nel rafforzare gli strumenti di controllo e tutela all’interno della rete legale autorizzata. Tra le proposte contenute nel Manifesto “Regole, Salute, Territori” ci sono infatti la certificazione degli operatori attraverso percorsi formativi nazionali, sistemi più efficaci di verifica dell’età, strumenti di autoesclusione estesi anche ai punti vendita fisici, pagamenti tracciabili e una maggiore uniformità delle regole su tutto il territorio nazionale.
«Una prevenzione efficace non può più basarsi soltanto sulla distanza fisica da una sala o sulla riduzione degli orari. Deve seguire il giocatore anche online, intervenire sui dispositivi che utilizza e offrire strumenti di controllo coerenti tra rete digitale e punti vendita», sottolinea ancora Federica De Lorenzi.
L’obiettivo è costruire un modello di prevenzione capace di seguire l’evoluzione del mercato, senza limitarsi a distinguere tra gioco fisico e digitale. Secondo l’associazione, legalità, tutela dei consumatori e sostenibilità dell’offerta devono procedere insieme, attraverso una collaborazione più stretta tra istituzioni, operatori del settore, servizi sanitari e Terzo settore. Una sinergia che sarà fondamentale per rispondere alle sfide del gambling di domani.