Questa mattina è stato sgomberato l’immobile di via Celoria che ospita il dipartimento di Biologia e Chimica dell’Università degli Studi di Milano (immagine dalla pagina Facebook Milanoinmovimento).
Sgomberato l’immobile occupato da 2 anni da un gruppo di studenti
MILANO – L’edificio era occupato abusivamente dall’ottobre 2024 dal collettivo universitario SOCS (Settore Occupato Città Studi), insieme a membri della cosiddetta “Acampada per l’intifada studentesca” e di Extinction Rebellion Milano.
Al termine delle operazioni, sedici persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria per invasione di terreni o edifici.
La mobilitazione degli occupanti
Dopo lo sgombero, gli occupanti hanno lanciato sui social un appello rivolto ai collettivi e alle realtà antagoniste milanesi, invitandoli a ritrovarsi nella piazzetta del Dipartimento di Chimica, in via Golgi, per un presidio di protesta. L’iniziativa è stata rilanciata da numerose sigle cittadine che, negli ultimi due anni, avevano partecipato alle attività organizzate all’interno dello spazio occupato.
Il Socs26 – acronimo di Settore occupato Città Studi – nel tempo si era trasformato in un punto di riferimento per una parte del movimento studentesco, ospitando assemblee, dibattiti politici, iniziative culturali e momenti di autogestione.
Perchè l’occupazione nel maggio 2024
L’occupazione era nata nel maggio 2024, durante le mobilitazioni universitarie a sostegno della popolazione palestinese. In un primo momento un gruppo di studentesse e ricercatrici aveva allestito un accampamento nel cortile del Dipartimento di Chimica, in via Celoria 22, con tende e strutture temporanee. Nei mesi successivi il presidio si era esteso a un’aula dell’edificio, dando vita al progetto Socs26.
Alla base dell’iniziativa c’era una critica al modello di università e di ricerca, ritenuto troppo condizionato dagli interessi delle grandi aziende e dell’industria energetica e militare. Attraverso i propri manifesti, il collettivo rivendicava un’università più partecipata e indipendente, esprimendo anche la contrarietà al trasferimento di alcune attività scientifiche nel campus Mind.
Già nell’ottobre 2024 le forze dell’ordine erano intervenute per identificare gli occupanti, senza però porre fine all’esperienza del centro autogestito.
Nel corso di oltre due anni lo spazio ha ospitato numerose iniziative: dagli incontri dedicati alla guerra a Gaza e al boicottaggio accademico delle università israeliane ai dibattiti sul diritto alla città, le disuguaglianze sociali e i finanziamenti all’università pubblica. Non sono mancati cineforum, laboratori teatrali e creativi, corsi di cybersicurezza, mercatini di autofinanziamento e attività rivolte agli studenti, con un’aula studio, un laboratorio autogestito e una foresteria destinata a ospitare universitari e attivisti di passaggio.
Irruzione della Polizia
L’intervento è stato disposto dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, anche a seguito delle sollecitazioni dell’ateneo per rientrare in possesso della struttura. Le operazioni, coordinate dalla prefettura di Milano, sono state condotte dalla Questura con la collaborazione dei carabinieri, della Polizia locale, dei vigili del fuoco, di Atm e di Areu 118, che hanno garantito la sicurezza dell’area.
Durante l’ispezione dello stabile sono stati rinvenuti documenti riconducibili all’area anarchica e materiale propagandistico contenente incitazioni alla violenza contro le forze dell’ordine.
L’area di 2.520 metri quadrati sarà utilizzata dalla facoltà di Scienze Motorie
Una nota della Statale ha spiegato che lo sgombero restituisce all’università spazi per una superficie complessiva di 2.520 metri quadrati, già ristrutturati nell’estate 2024 per le attività di studio e ricerca della facoltà di Scienze motorie.
Ultimate le operazioni di sgombero, sono stati avviati i lavori di messa in sicurezza definitiva per evitare nuove intrusioni e consentire il ripristino delle attività didattiche.
La rettrice Marina Brambilla ha espresso il suo ringraziamento alle forze dell’ordine e a tutti i soggetti coinvolti.
Sullo sgombero è intervenuto anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi:
“Un intervento che dimostra ancora una volta l’impegno di questo esecutivo contro il fenomeno delle occupazioni abusive, sulla base di un principio chiaro e non negoziabile: non c’è spazio per chi ricorre alla forza e alla prevaricazione per imporre le proprie ragioni, trasformando luoghi che devono appartenere a tutti in teatro di illegalità e degrado”.