Buongiorno Dottore, mi chiamo Z. e ho 28 anni. Già a 18 anni avevo deciso di rifarmi il seno e, col senno di poi, me ne sono pentita. Nonostante questo, dai 18 anni fino a oggi ho continuato a fare una serie di interventi di chirurgia estetica e trattamenti che mi hanno letteralmente cambiata. Praticamente ogni anno sento il bisogno di rifarmi qualcosa o di fare trattamenti antirughe. Quando faccio queste cose mi sento più sicura di me stessa, però mi accorgo che le persone che mi vogliono bene e i miei amici spesso mi guardano come se fossi una “marziana”. Mi rendo conto che probabilmente ho esagerato, ma non riesco a uscirne. È come se avessi sempre bisogno di correggere qualcosa e di avvicinarmi a un’idea di perfezione che non raggiungo mai.
So che questa cosa sta diventando una vera e propria dipendenza, ma non riesco a fermarmi, è più forte di me. Anche quando mi dico che sarà l’ultima volta, poi ricomincio. Cosa dovrei fare? Perché da sola non riesco proprio a uscirne.
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Cara Z., quello che racconti fa pensare a una fatica che ti porti dietro da tanto tempo. Non mi arriva l’immagine di una persona superficiale, ma di una ragazza che forse, a un certo punto, ha trovato nel cambiare qualcosa di sé un modo per sentirsi più sicura. Il punto è che adesso questo meccanismo sembra averti un po’ presa la mano, e il fatto che tu lo riconosca non è poco. Anzi, è una parte importante da cui partire.
Quando non basta mai
Dici una cosa molto chiara: ogni anno c’è qualcosa da rifare, da sistemare, da migliorare. All’inizio magari ti dà sollievo, ti fa sentire più tranquilla, più a posto. Però poi quella sicurezza passa, e torna il bisogno di fare altro. È come se il problema si spostasse sempre un po’ più avanti. Prima il seno, poi un trattamento, poi un’altra cosa ancora. E intanto tu cambi, ma dentro forse non ti senti davvero arrivata dove vorresti.
Lo sguardo degli altri
Capisco che sentirsi guardata dai propri cari come una “marziana” possa fare male. Magari loro sono preoccupati, magari non sanno come dirtelo, oppure te lo fanno pesare nel modo sbagliato. Però il punto non è giudicarti, né stabilire se hai fatto troppo o troppo poco. Il punto è capire come stai tu in tutto questo. Perché se una cosa ti fa sentire meglio per poco, ma poi ti lascia di nuovo agitata, insicura o con il bisogno di ricominciare, allora merita ascolto.
Chiedere aiuto non vuol dire essere sbagliata
Secondo me sarebbe importante non restare sola con questa cosa. Parlare con una psicologa o con uno psicologo potrebbe aiutarti a capire cosa succede prima del bisogno di modificarti: che emozioni arrivano, che pensieri fai su di te, cosa temi quando ti guardi allo specchio. Non per toglierti la libertà di scegliere cosa fare del tuo corpo, ma per restituirti un po’ di libertà vera, quella di poter dire anche “no, questa volta mi fermo” senza sentirti travolta.
Un passo alla volta
Non devi risolvere tutto subito. Potresti iniziare dandoti una pausa prima di qualsiasi nuovo trattamento o intervento, anche solo per osservare cosa succede dentro di te quando provi a rimandare. Non come punizione, ma come tentativo di ascoltarti. Il problema, forse, non è il desiderio di piacerti di più. Il problema è quando quel desiderio diventa l’unico modo per sentirti abbastanza. E tu meriti di sentirti abbastanza anche senza dover cambiare qualcosa ogni volta.
Dott. Fabiano Foschini
Psicologo
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Uno spazio per le vostre domande
Per chi desiderasse condividere un’esperienza personale, porre un quesito o esprimere un disagio, è possibile inviare una mail al dott. Fabiano Foschini all’indirizzo: dott.fabianofoschini@gmail.com
Il dottore esaminerà con attenzione ogni comunicazione e, nei prossimi numeri, offrirà una risposta approfondita dedicando spazio alle vostre domande, ai vostri vissuti e alle vostre riflessioni, sempre nel pieno rispetto della privacy e della sensibilità di ciascuno.