Gentile Dr Foschini, sono una ragazza di 21 anni. So di essere molto bella e, allo stesso tempo, sono una persona gentile con tutti per natura. Non sono fidanzata, anche se spesso dico il contrario per evitare certe situazioni. Il problema è che mi ritrovo continuamente uomini che cercano di avvicinarsi a me e che interpretano male la mia gentilezza, come se fosse un segnale di interesse o disponibilità. È una situazione che va avanti da anni e, sinceramente, sta iniziando a pesarmi molto. Sono arrivata al punto di non sopportare più gli uomini e di non avere nemmeno voglia di averne uno accanto. Li trovo spesso prevedibili, noiosi e con lo stesso identico obiettivo: provarci e portarmi a letto. A volte mi chiedo se dovrei cambiare atteggiamento. Dovrei smettere di essere così gentile e diventare più fredda e chiusa, anche se questo non rispecchia davvero la mia personalità?
Y.
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Buongiorno Y.,quello che racconti trasmette molta stanchezza, più che rabbia. Da quello che scrivi sembra che tu ti senta continuamente guardata solo per il tuo aspetto, mentre come persona ti senti poco vista davvero. Come psicologo, credo che quando una situazione si ripete per anni sia normale arrivare a un punto di saturazione e iniziare a provare fastidio o diffidenza verso chiunque si avvicini.
Essere gentile non significa essere disponibile
Molte persone confondono la gentilezza con un interesse personale. Un sorriso, un modo educato di parlare o un atteggiamento aperto vengono spesso interpretati male, soprattutto da chi vede tutto come un tentativo di conquista. Però questo non significa che tu stia sbagliando qualcosa. Il rischio, quando ci si sente continuamente fraintese, è quello di cambiare completamente atteggiamento per difendersi. Diventare fredda o distante può sembrare una soluzione immediata, ma alla lunga rischia di farti sentire ancora più lontana da te stessa. Forse il punto non è smettere di essere gentile, ma imparare a mettere confini più chiari. Si può essere educati senza dare spazio a chi supera certi limiti. Dire “non mi interessa” o prendere le distanze da certe attenzioni non ti rende cattiva, ti rende semplicemente più consapevole di ciò che vuoi.Essere una persona disponibile emotivamente e avere una personalità solare non obbliga nessuno ad avere accesso alla tua vita o alle tue energie.
La delusione ti sta facendo generalizzare
Quando vivi tante esperienze simili, il cervello tende automaticamente a fare di tutta l’erba un fascio. È una reazione umana. Se per anni hai avuto intorno persone che sembravano interessate solo all’aspetto fisico o alla conquista, è comprensibile iniziare a vedere gli uomini tutti uguali. Probabilmente quello che ti pesa di più non è il fatto di ricevere attenzioni, ma il modo in cui le ricevi. Sentirti desiderata ma non realmente conosciuta può diventare frustrante. A volte chi è molto attraente finisce anche per sentirsi solo, proprio perché ha il dubbio che gli altri si fermino sempre alla superficie. Questo però non significa che tutte le persone abbiano le stesse intenzioni. Quando si è delusi si tende a notare solo ciò che conferma quella delusione, ed è lì che nasce la chiusura totale.
Non devi diventare una persona diversa
Hai scritto una frase importante: “non fa parte della mia personalità”. Questo significa che, nonostante tutto, una parte di te sa ancora bene chi è. E sarebbe un peccato perdere quella parte solo per colpa delle esperienze negative.Non devi trasformarti in una persona fredda per essere rispettata. Devi solo imparare a proteggerti meglio. C’è differenza tra essere chiusa e avere dei limiti sani.La tua gentilezza non è il problema. Il problema è quando qualcuno decide di interpretarla come vuole. E questo parla più degli altri che di te.Forse in questo momento hai solo bisogno di incontrare persone capaci di vederti oltre l’apparenza, senza secondi fini immediati. E soprattutto hai bisogno di non sentirti sbagliata per il fatto di essere rimasta, nonostante tutto, una persona sensibile e aperta.
Dott. Fabiano Foschini
Psicologo
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