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Sanità, Fontana: “Liste d’attesa in miglioramento”. Ma il report avverte: a rischio equità e universalismo

Dati in crescita per le prestazioni in Lombardia, ma aumenta la rinuncia alle cure e pesa la spesa privata: il confronto al convegno della Fondazione per la Sussidiarietà

Sanità, Fontana: “Liste d’attesa in miglioramento”. Ma il report avverte: a rischio equità e universalismo

Il quadro su sanità e liste d’attesa è “in evidente continuo miglioramento” dice il presidente della Regione Attilio Fontana ma il rapporto annuale della Fondazione per la Sussidiarietà “Sussidiarietà e… salute” appena reso noto lancia l’allarme: il 5,3% dei lombardi rinuncia ad accertamenti medici a causa di liste d’attesa troppo lunghe e per i costi eccessivi delle prestazioni tra ticket e sanità privata. Il divario sociale è netto: i cittadini appartenenti alla fascia di reddito più bassa rinunciano alle cure fino a tre volte di più rispetto ai più ricchi. Il rapporto evidenzia inoltre una forte presenza del privato accreditato, a cui viene destinato il 27,2% della spesa pubblica sanitaria regionale (media nazionale 20,3%).

Fontana: “Liste d’attesa in miglioramento”

MILANO – Segnali di miglioramento sulle liste d’attesa in Lombardia, ma anche criticità strutturali che mettono a rischio equità e universalismo del sistema sanitario. È il quadro emerso oggi a Milano durante l’incontro dedicato al futuro del Servizio sanitario nazionale, ospitato dalla Fondazione Cariplo.

Da un lato, il presidente della Regione Attilio Fontana ha rivendicato i primi risultati delle misure adottate negli ultimi mesi. “Il quadro è in evidente miglioramento – ha spiegato – soprattutto dopo l’avvio della cabina di regia e del Cup unico regionale”. Nei primi mesi del 2026, secondo i dati forniti, si è registrato un aumento del 21% nelle prestazioni urgenti e dell’11% in quelle differibili.

Un miglioramento attribuito anche al superamento della frammentazione del sistema: il Cup unico ha già raggiunto oltre il 53% delle prestazioni complessive, rendendo più trasparente l’offerta sanitaria. “Le liste d’attesa non sono un destino inevitabile – ha aggiunto Fontana – ma un problema che può essere affrontato con organizzazione e responsabilità”.

“Serve riforma nazionale”

Tuttavia, lo stesso presidente ha sottolineato la necessità di una riforma nazionale: “Senza un intervento strutturale saranno solo soluzioni temporanee. Non possiamo più pensare all’ospedale come unico punto di riferimento: bisogna rafforzare la sanità territoriale, dalle case di comunità ai medici di base”.

Rapporto Fondazione per la Sussidiarietà: “In Lombardia a rischio universalismo ed equità”

Un richiamo che si intreccia con i dati contenuti nel diciannovesimo rapporto della Fondazione per la Sussidiarietà, presentato nel corso dell’evento. Il documento evidenzia come, nonostante le buone performance complessive, il sistema lombardo mostri segnali di tensione sul fronte dell’accesso alle cure.

Il 5,3% dei lombardi rinuncia ad accertamenti medici

Secondo i dati Istat 2026, il 5,3% dei cittadini lombardi rinuncia agli accertamenti sanitari, quota che sale al 9,5% per le visite specialistiche. Le principali cause sono le liste d’attesa troppo lunghe (53,4%) e i costi elevati (33,6%). Il divario sociale resta marcato: le persone con redditi più bassi rinunciano alle cure fino a tre volte più frequentemente rispetto a quelle più abbienti.

A Milano, la sanità privata assorbe tra l’85% e il 97% degli interventi in specialità ad alto fatturato

Il rapporto segnala anche il peso crescente della spesa privata: in Lombardia supera i 1.000 euro pro capite annui, il dato più alto a livello nazionale. A ciò si aggiunge una forte presenza del privato accreditato, che assorbe il 27,2% della spesa sanitaria pubblica regionale, con punte ancora più elevate in alcune specialità, soprattutto nell’area milanese.

A Milano, la sanità privata assorbe tra l’85% e il 97% degli interventi in specialità ad alto fatturato come cardiologia e ortopedia. Viene segnalato anche il fenomeno dell’ “upcoding” nelle cartelle cliniche per ottenere rimborsi maggiormente remunerativi, una pratica che, secondo studi scientifici citati, in passato era circa doppia negli ospedali privati rispetto ai pubblici.

Vittadini, “La salute è un diritto fondamentale”

“L’universalismo non è un costo, ma un’infrastruttura sociale essenziale”, ha sottolineato il presidente della Fondazione Giorgio Vittadini, evidenziando la necessità di rafforzare controlli e governance per evitare che le logiche di mercato amplifichino le disuguaglianze.

“La soluzione risiede in una governance sussidiaria basata su regole e controlli più stringenti da parte della regione, con l’obiettivo di orientare gli erogatori verso i reali bisogni della popolazione ed evitare che le logiche di mercato alimentino la disuguaglianza”.

Il rapporto è stato realizzato in collaborazione con ricercatori, tra gli altri, delle università Bicocca, Bocconi, Cattolica, di Pavia, di Parma e di Pisa.