L'ANALISI

Meta, ChatGPT, Claude, Grok e altre: quali sono le IA più usate dagli italiani

L'intelligenza artificiale in Italia viene usata da quasi 15 milioni di persone.

Meta, ChatGPT, Claude, Grok e altre: quali sono le IA più usate dagli italiani

L’intelligenza artificiale in Italia viene usata da quasi 15 milioni di persone, cioè circa il 35% della popolazione online. Ormai l’IA è uno strumento che viene usato dai motori di ricerca alle app per scrivere, fino ai servizi digitali comprese le piattaforme che offrono giochi da tavolo e slot machine. Al momento, però, sembra esserci una preferenza netta tra le varie opzioni a disposizione: ChatGPT è al primo posto.

ChatGPT è l’IA che gli italiani usano di più

ChatGPT ha chiuso dicembre 2025 con 10,1 milioni di utenti unici in Italia, pari al 23,6% della popolazione online. Non solo, in un anno ha quasi raddoppiato la sua base, è passato da 5,5 a 10,1 milioni di utenti. In pratica, non è più uno strumento che si prova una volta per vedere come funziona, ormai viene usato per cercare informazioni, riassumere testi, preparare email, studiare e lavorare.

Gemini cresce molto, mentre Meta, Grok e Claude si ritagliano uno spazio

Dietro ChatGPT il nome che si sente più spesso è Gemini. A dicembre 2025 ha raggiunto 6 milioni di utenti unici, più del doppio rispetto ad aprile dello stesso anno, e si è consolidato come secondo chatbot in Italia. Subito dietro, ma molto più staccati, ci sono Copilot con 1,8 milioni di utenti e Perplexity con 1,57 milioni. Grok cresce in modo visibile e arriva a 656 mila utenti, mentre Meta AI tocca 543 mila utenti web. Claude, invece, resta più piccolo in termini di pubblico, con 283 mila utenti, ma ha tempi d’uso interessanti perché chi lo usa tende a fermarsi più a lungo.

Gemini beneficia dell’ecosistema Google, Grok della spinta dentro X, Meta AI del fatto che il marchio può contare su app già usate ogni giorno. È una dinamica molto comune nel digitale, la semplicità di accesso conta tantissimo. Vale per i chatbot, come vale in tanti altri segmenti online, dove anche la popolarità delle slot tra i nuovi utenti spesso cresce quando l’esperienza è immediata e familiare.

L’IA entra nelle abitudini perché ormai viene usata per fare cose concrete

Gli italiani usano l’IA perché fa risparmiare tempo, semplifica i passaggi noiosi e aiuta a produrre contenuti in fretta. Lo si vede anche fuori dalla sfera personale: secondo l’Istat, nel 2025 il 16,4% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha usato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro l’8,2% del 2024 e il 5% del 2023. Allo stesso tempo, resta un paradosso molto italiano: l’uso cresce più in fretta della sicurezza. Solo il 33% degli italiani si sente davvero competente nell’uso di questi strumenti. Questo spiega bene il momento che stiamo vivendo, l’IA è ormai popolare, ma non ancora del tutto capita. E forse è proprio per questo che il mercato si sta semplificando da solo. Gli italiani stanno scegliendo pochi nomi forti, facili da trovare e facili da usare.

Quindi, in Italia ChatGPT resta il leader indiscusso, Gemini è il primo vero inseguitore, mentre Copilot, Perplexity, Grok, Meta AI e Claude si spartiscono nicchie diverse. Per gli italiani l’IA non è più una promessa. È diventata un’abitudine.