Le indagini, condotte dagli agenti del Commissariato Mecenate, sono partite dall’intervento di una volante la notte del 16 novembre in via Rogoredo, poco dopo le 3.
Il 17enne erea stato picchiato e derubato su un bus da un gruppo di coetanei
MILANO – La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha eseguito sabato 21 marzo un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di tre giovani italiani – due 19enni e un 20enne, due dei quali con precedenti – ritenuti responsabili di una rapina in concorso avvenuta nel novembre 2025 ai danni di un ragazzo georgiano. La vittima aveva riportato lesioni con una prognosi di cinque giorni.
Il video dell’aggressione rilasciato dalla Polizia
Cosa è successo nel novembre 2025
Il giovane, all’epoca ancora minorenne, aveva raccontato di essere stato aggredito con calci e pugni da un gruppo di circa venti ragazzi a bordo di un autobus della linea notturna sostitutiva della M3, dopo aver chiesto a uno di loro di smettere di disturbare gli altri passeggeri.
Giunti nei pressi di piazza Mistral, l’autista aveva fermato il mezzo su segnalazione di un passeggero e, non riuscendo a vedere quanto stesse accadendo a causa dell’affollamento, aveva aperto le porte permettendo al ragazzo di scendere. Accortosi del furto del cellulare, il 17enne aveva raggiunto nuovamente il bus con l’aiuto di un monopattino e chiesto all’autista di chiamare la polizia.
In quel momento, alcuni degli aggressori erano scesi dal mezzo, lo avevano nuovamente minacciato e, dopo averlo fatto cadere a terra, lo avevano colpito ancora con calci e pugni, sottraendogli giubbotto, scarpe, cellulare e felpa.
Proprio quest’ultimo indumento è stato trovato dagli agenti nelle mani di uno dei tre giovani fermati subito dopo i fatti, mentre il resto del gruppo era riuscito a fuggire.
Le indagini dei poliziotti del Commissariato Mecenate e gli arresti di oggi
Non essendo possibile procedere all’arresto in flagranza, gli investigatori hanno proseguito le indagini raccogliendo la denuncia della vittima, la testimonianza del conducente e analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza. Gli elementi raccolti hanno consentito di ricostruire la dinamica e identificare i responsabili.
L’ordinanza è stata eseguita nei confronti dei tre giovani: due sono stati raggiunti presso le rispettive abitazioni, mentre uno dei 19enni si trovava già nel carcere di San Vittore per un’altra causa.