sicurezza urbana

A Rozzano, Milano e a San Donato Milanese scattano le zone a vigilanza rafforzata

Il provvedimento resterà in vigore fino al 30 settembre. Controlli più stretti nelle aree più sensibili, dalla Centrale a Rogoredo, fino al quartiere Aler di Rozzano

A Rozzano, Milano e a San Donato Milanese scattano le zone a vigilanza rafforzata

Controlli più stretti a Milano, Rozzano e San Donato Milanese, dove arrivano le zone a vigilanza rafforzata previste dal decreto Sicurezza approvato a febbraio.

A Rozzano e a San Donato Milanese istituite zone a vigilanza rafforzata

ROZZANO – Il via libera è arrivato dal Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, riunito dal prefetto Claudio Sgaraglia insieme, tra gli altri, al procuratore Marcello Viola, al sindaco di Milano Giuseppe Sala, al sindaco di Rozzano Mattia Ferretti e al sindaco di San Donato Milanese Giovanni Squeri.

Il provvedimento resterà in vigore fino al 30 settembre

La misura resterà in vigore fino al 30 settembre e consentirà al prefetto di disporre l’allontanamento immediato di persone denunciate per reati contro la persona o il patrimonio, spaccio di droga o porto abusivo di armi, nei casi in cui mettano in atto comportamenti violenti o molesti tali da compromettere la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici.

Le zone più  zone critiche che saranno interessate dai controlli

A Milano l’attenzione si concentrerà soprattutto sulle zone già considerate più delicate, il piano prevede una nuova perimetrazione delle zone critiche già interessate dalle “zone rosse”: Stazione Centrale, Rogoredo, piazza Duomo, via Padova e le aree della movida come Navigli, Garibaldi e Colonne di San Lorenzo.

A Rozzano, invece c’è stato un aggiornamento del perimetro di controllo al Quartiere dei Fiori in sinergia con i progetti di riqualificazione sociale già approvati per contrastare lo spaccio.

Per San Donato Milanese si tratta invece di un ingresso nuovo in questo tipo di dispositivo, pensato in particolare per rafforzare l’azione di contrasto ai reati predatori anche in connessione con l’area di Rogoredo.

L’esigenza di un controllo più capillare nasce anche dal boom turistico post-olimpico e dall’aumento dei flussi turistici e alla forte presenza di studenti universitari, soprattutto in vista della stagione primaverile ed estiva.

“Il provvedimento risponde alla necessità di garantire la piena agibilità degli spazi pubblici e migliori condizioni di sicurezza”, ha sottolineato il prefetto Sgaraglia, evidenziando la necessità di strategie di prevenzione mirate nei punti più esposti.