In controtendenza rispetto a quanto si pensa a proposito della convenienza di continuare a internazionalizzare, ci sono dati molto evidenti che raccontano la natura profonda del tessuto produttivo italiano, la capacità di guardare fuori dai confini nazionali per trovare nuove occasioni di sviluppo.
Al di là di ogni crisi di settore, tassazioni, chiusure di mercato, l’andamento dell’export nazionale resta positivo e quest’ultimo anno 2025 conferma una tendenza ormai strutturale, per molte imprese, soprattutto manifatturiere e ad alta specializzazione, i mercati esteri rappresentano una componente essenziale del modello di business.
In altre parole, in un contesto internazionale complesso, segnato da cambiamenti geopolitici e nuove regole commerciali, l’export resta un motore di resilienza e competitività.
La crescita delle esportazioni non può, però, essere frutto dell’improvvisazione.
Dietro ai risultati si nascondono strategie articolate, scelte di posizionamento, capacità di leggere i mercati e di adattare prodotti, processi e comunicazione a contesti culturali e normativi differenti. In questo senso, l’internazionalizzazione assume un significato più ampio, che intende strutturare l’impresa affinché operi in modo stabile e consapevole sui mercati globali.
Questa evoluzione ha conseguentemente un impatto diretto sul mercato del lavoro.
Le aziende attuali cercano sempre più figure in grado di governare la complessità internazionale, professionisti che sappiano coniugare competenze economico-manageriali, conoscenza dei mercati esteri e capacità di gestione dei rapporti commerciali e istituzionali.
L’esperto di internazionalizzazione diventa così un profilo chiave, chiamato a supportare le decisioni strategiche e a tradurle in azioni operative concrete.
Arrivare a ricoprire il ruolo di esperto così inteso richiede però un percorso articolato, che si fonda su una profonda conoscenza e persino previsione dei mercati. Percorso che non può prescindere dalla formazione continua, specie se orientata verso corsi fortemente attenti all’attualità dei mercati internazionali.
Tra i percorsi più autorevoli nel settore, spicca il master in internazionalizzazione imprese di 24ORE Business School, pensato per accompagnare manager e giovani professionisti verso ruoli sempre più richiesti dalle aziende orientate ai mercati esteri.
La sua efficacia si fonda su un duplice aspetto. Da una parte un programma didattico sempre aggiornato e revisionato dai più competenti professionisti del settore, con contenuti che approfondiscono i meccanismi dell’export, l’analisi dei mercati esteri, le strategie di ingresso e consolidamento, fino agli aspetti contrattuali e logistici che rendono sostenibile l’operatività internazionale. Dall’altra c’è poi l’innovativa metodologia improntata al learning by doing, utile a trasferire competenze immediatamente spendibili, non solo conoscenze, grazie al confronto costante con casi aziendali e professionisti che operano quotidianamente sui mercati globali.
Per quanto, allora, l’export continui a raccontare una storia di ambizione e adattamento da parte delle imprese italiane, la vera differenza si fonda sulle competenze di chi vi lavora.
Saperle costruire attraverso una formazione mirata permette di posizionarsi nel cuore delle decisioni strategiche e contribuire in modo concreto allo sviluppo internazionale delle aziende nostrane.