LA CRONACA

Caos in Consiglio comunale a Trezzano, la maggioranza abbandona l’aula: ecco cosa è successo

Dopo l'abbandono dell'aula delle forze di maggioranza, anche il sindaco Morandi ha lasciato la sede del Consiglio prima dell’ultimo appello, determinando la mancanza del numero legale

Caos in Consiglio comunale a Trezzano, la maggioranza abbandona l’aula: ecco cosa è successo

Un Consiglio comunale all’insegna del caos a Trezzano sul Naviglio: tutta la maggioranza abbandona l’aula, sindaco compreso, rimandando a gennaio l’approvazione del Bilancio di Previsione e del Documento Unico di Programmazione.

Caos in Consiglio comunale e Trezzano

TREZZANO SUL NAVIGLIO – Senza intoppi e con i votanti tutti favorevoli, c’è stata solo la surroga e l’entrata ufficiale in Consiglio Comunale dell’ex sindaco Ivano Padovani, ora consigliere di maggioranza nel neo partito Insieme per Trezzano, nato dall’uscita di Giuseppe Russomanno, ex Fratelli d’Italia ma destituito dal ruolo di capogruppo nelle scorse settimane.

La seduta del Consiglio Comunale del 30 dicembre – la prima dopo il rimpasto di Giunta – proponeva la votazione del Bilancio di Previsione e del Documento Unico di Programmazione, due strumenti fondamentali per la vita amministrativa della città.

Votata solo la surroga e l’ingresso di Padovani

La seduta è iniziata con le osservazioni di Claudio Albini, consigliere di opposizione del Partito Democratico, sulle delibere e le relative correzioni da effettuare sui documenti stilati. In particolare, era doveroso considerare la composizione della Commissione Istituzionale in base al ruolo politico, cioè la scelta del partito a cui aderire, del neo consigliere Ivano Padovani, non ancora nominato ufficialmente al momento della discussione sulle delibere all’ordine del giorno.

Albini ha inoltre stigmatizzato i frequenti “errori di formulazione delle delibere e degli allegati: possibile che non si guardino mai? Pasticci su cose semplici”. La segretaria generale ha accolto le osservazioni di Albini e assicurato “un richiamo alla segreteria di fare più attenzione nelle compilazioni delle delibere. Sono inoltre corrette le valutazioni di tipo politico, di equilibri e composizioni di gruppi in continuo movimento. Se il Consiglio ritiene idoneo di rivedere le deliberazioni, si delibera lo stralcio e la rivalutazione”. Si procede con lo stralcio.

Dopo la surroga del consigliere Padovani, il caos.

Si inizia con l’intervento del consigliere di maggioranza Giuseppe Malacarne, che aveva già annunciato l’uscita dal partito Forza Italia per un ruolo da indipendente:

“Il documento del Bilancio era stato predisposto dall’assessore Pino Argirò con serietà e competenza, condiviso nelle riunioni di maggioranza. Tre ore prima dell’inizio Consiglio Comunale (il precedente, ndr) il sindaco ha deciso di rimuovere l’assessore: decisione appresa dai giornali e non da una comunicazione a noi rivolta. Trovo tempi e modi profondamente sbagliati. Il sindaco aveva espresso più volte piena fiducia negli assessori, anche ritenendo Argirò un punto di riferimento, definito anche il suo braccio destro. Oggi è toccato a lui, domani a chi toccherà? Non sono mai stati chiariti i motivi reali di questa scelta, presa senza alcun coinvolgimento, confronto e condivisione. Ho sempre sostenuto il sindaco, ma il rapporto di fiducia ora è incrinato. Sono deluso e annuncio che voterò a sfavore del Bilancio, non perché il documento sia sbagliato ma doveva essere presentato da chi l’ha redatto lavorando con responsabilità”.

Fratelli d’Italia decide di lasciare l’aula

La parola passa alla consigliera Samantha Beccia di Fratelli d’Italia:

“Abbiamo visto l’uscita dalla Giunta della nostra assessora Antonella Buro che ha dato tanto a questa Amministrazione. Abbiamo poi visto la rimozione da assessore di Pino Argirò, un amico e compagno di tante esperienze amministrative. Come Fratelli d’Italia esprimiamo pieno sostegno al sindaco e alla Giunta ma questa sera lasceremo l’aula per chiedere chiarezza sulle decisioni prese. La consigliera Carnovale rimarrà in aula per la sua funzione di presidente del Consiglio comunale – poi anche lei lascerà, invece, l’aula, ndr –, ma si asterrà dalle votazioni. Siamo sicuri che il sindaco saprà fare chiarezza e ristabilirà piena trasparenza nell’azione amministrativa”.

Il consigliere di Noi moderati segue il resto della maggioranza (fuori dall’aula)

Il consigliere Stefano Amente di Noi moderati ha prima espresso gratitudine per l’ex assessore Argirò e piena fiducia al sindaco, convinto che “saprà chiarire nelle sedi opportune le decisioni. Questa sera non sussistono le condizioni migliori per affrontare la discussione sul bilancio. Non parteciperemo alla votazione e lasciamo l’aula”.

Le opposizioni

Vittorio Ciocca, consigliere di AVS Il Ponte, ha chiesto di “esplicitare le motivazioni politiche di questo susseguirsi di colpi di scena e invito tutti i consiglieri di esprimersi”.

“Dal 4 dicembre chiediamo di esplicitare le motivazioni politiche di quello che sta accadendo – ha aggiunto Albini –. Non avete più la maggioranza in Consiglio Comunale e manca il numero legale. Questa maggioranza è in crisi marcia da mesi, è ora di dimettersi e di lasciare ai cittadini trezzanesi il governo della città. È indegno”.

Lasciano l’aula anche il sindaco e la presidente del Consiglio

Il consigliere Russomanno ha chiesto la verifica del numero legale: in aula rimane solo l’opposizione, il consigliere Malacarne e la presidente del Consiglio che decide, anche lei, di uscire dall’aula. Il sindaco Morandi, infine, lascia la sede del Consiglio prima dell’ultimo appello che determina la mancanza del numero legale. La vicepresidente Sandra Volpe dichiara chiusa la seduta.

Alcune dichiarazioni

“Botti di Capodanno anticipati – dichiara il consigliere Domenico Spendio di Noi per Trezzano –. Un disastro, peggio di così non poteva accadere. L’appuntamento è al 7 gennaio per la seconda convocazione”. “Dopo quello che è successo ho solo un messaggio per il sindaco: l’unica cosa che puoi fare adesso è rimettere ai consiglieri la possibilità di ridarti fiducia o dimetterti”.

Dimissioni chieste anche dal PD: “Appare evidente che siamo di fronte a un terremoto politico, a una grave crisi di maggioranza nonostante il rimpasto di Giunta che avrebbe dovuto rilanciare l’azione amministrativa. Morandi che fa in questa situazione? Scappa dal Consiglio senza dire una parola. Una situazione che la città non può sostenere. La maggioranza è in frantumi e quello che rischia di andare in pezzi è anche la dignità del sindaco in questi spettacoli indegni”.