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Razzismo nel basket, il presidente regionale della FIP: “Inasprire subito i regolamenti”

Tanti progetti, anche quello di “giocare con una maglia nera”, per lanciare il messaggio che “nella pallacanestro non c’è spazio per i razzisti”, insiste Bellondi.

dire no al razzismo

Razzismo nel basket, il presidente regionale della FIP: “Inasprire subito i regolamenti”.

Razzismo nel basket, il presidente regionale della FIP: “Inasprire subito i regolamenti”

BUCCINASCO – L’intenzione dei Bionics era di sollevare il caso razzismo fuori e dentro il terreno di gioco. Con una protesta, facendo nomi e raccontando episodi vergognosamente capitati in questi anni. Domenica nel palazzetto di via Tiziano (o meglio, nella palestra, un tempio del basket deve ancora vedere la luce a Buccinasco, e i bambini lo vorrebbero proprio…) sembravano riecheggiare le note di A change is gonna come, un cambiamento sta per arrivare, dice la canzone. Chissà se si potrà definire così, se potrà avere la stessa potenza che evoca la parola stessa. Cambiamento. Ma qualcosa si muove.

La protesta è arrivata in Federazione

Le voci (anzi, le urla) di protesta sono arrivate fino al presidente regionale della Federazione Italiana Pallacanestro che ha voluto da subito ribadire “ferma condanna agli episodi di discriminazione e insulti razzisti”, ha detto il presidente Alberto Bellondi, riferendosi al caso di Joao Kisonga, 33enne centro dei Bionics preso di mira da tifosi e giocatori avversari per il colore della pelle.

“Inasprire i regolamenti”

“Condivido l’idea di inasprire i regolamenti, di sospendere anche la partita in caso di insulti di stampo razzista e di punire in modo esemplare chi si rende protagonista di un atteggiamento ignobile”, assicura Bellondi, che proprio per questo porterà “alla Federazione Nazionale la richiesta di rendere più severi i regolamenti. Intanto, a livello regionale, organizzeremo delle iniziative per sensibilizzare sul tema. Comunicati da leggere prima di ogni gara, su tutti i campi della Lombardia, ma anche uno “sciopero” di un quarto d’ora prima della partita per protestare contro comportamenti che ancora offendono i valori del basket”.

Maggior responsabilità delle società

Tanti progetti, anche quello di “giocare con una maglia nera”, per lanciare il messaggio che “nella pallacanestro non c’è spazio per i razzisti”, insiste Bellondi. Il presidente ha anche un desiderio: “Più responsabilità da parte delle società. Devono lavorare per aiutare i direttori di gara ed essere le prime ad allontanare giocatori irrispettosi e tifosi incivili. Solo con l’aiuto di tutti possiamo vincere questa battaglia”.

“Non vogliamo speculazioni politiche”

Iniziative e appello alla Federazione Nazionale pronti, ma bisogna aspettare qualche giorno. Mentre gli atti degli episodi sono già stati trasmessi alla Procura Federale che intende fare luce su ogni caso, per il resto bisogna aspettare la fine delle elezioni. “Non vogliamo assolutamente che qualcuno possa speculare politicamente su un tema così serio”, precisa il presidente che però assicura: “Ci sarà massimo impegno per poter risolvere questa situazione”.

Francesca Grillo

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