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Rissa tra detenuti al carcere di Opera: due poliziotti feriti

"Una situazione intollerabile" il commento di Alfonso Greco e Donato Capece del Sappe.

Rissa tra detenuti

Rissa tra detenuti al carcere di Opera: due poliziotti feriti.

Rissa tra detenuti al carcere di Opera: due poliziotti feriti

OPERA – Una rissa tra carcerati, così violenta che sono rimasti feriti due agenti della polizia penitenziaria. Un fatto grave, secondo il segretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (il Sappe), Alfonso Greco: “Detenuti italiani e stranieri si sono picchiati con violenza al quarto piano del primo reparto del carcere di Opera. Solo grazie all’intervento immediato del personale di polizia penitenziaria si è riusciti a ripristinare l’ordine all’interno della sezione detentiva. Durante l’operazione sono rimasti feriti due agenti che sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. Grazie ai poliziotti si è potuto evitare il peggio”.

“Una situazione intollerabile”

Episodi che minano la sicurezza degli agenti, secondo il segretario generale del Sappe Donato Capece che denuncia “una situazione intollerabile. Negli ultimi dieci anni c’è stata un’impennata dei detenuti stranieri nelle carceri italiane, passati a oltre 20mila presenze. Sollecitiamo il Governo e il Ministro della Giustizia su questa situazione critica. Far scontare agli immigrati condannati da un tribunale italiano con una sentenza irrevocabile la pena nelle carceri dei Paesi d’origine può essere un forte deterrente nei confronti degli stranieri che delinquono in Italia’. Il dato oggettivo è però un altro: le espulsioni di detenuti stranieri dall’Italia sono state fino a oggi assai contenute, oserei dire impercettibili. E credo si debba iniziare a ragionare di riaprire le carceri dismesse, come l’Asinara e Pianosa, dove contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione”.

Diverse aggressioni ogni giorno

Ogni giorno, secondo i sindacati, all’interno del carcere si contano aggressioni a uomini e donne del Corpo in servizio, contusi, umiliati, vittime di violenze da parte di detenuti che non hanno alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. È ora di introdurre strumenti come la pistola taser e lo spray al peperoncino, come in uso a polizia e carabinieri”.

FG

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